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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

domenica 26 giugno 2016

Dalla "scuola calcolatrice" alla "scuola alfabetica"

"I giudizi nelle scuole - se uno dei disegni di legge delega che il Governo sta mettendo a punto, sulla base delle indicazioni contenute nella "Legge 107" varata nel luglio 2015, verrà approvato in tempo - non saranno più, dal prossimo anno, in numeri, ma in lettere. Non più, insomma dal 10 allo zero, ma dalla "A" alla "E". Dove la "A" significherà "eccellente", la "B" un "buono o sufficiente livello di apprendimento", la "C" la "sufficienza piena", la "D" un "livello al limite tra la sufficienza e l'insufficienza, la E" un "mancato requisito minimo nell'apprendimento"".
Il motivo di questa rivoluzione? Uscire - si è spiegato - dalla logica della "scuola calcolatrice". Per entrare, evidentemente, nella logica della "scuola alfabetica". Comunque, in ogni modo, sempre in attesa di una scuola sicura. Di una scuola, cioé, che non faccia cadere i soffitti addosso agli studenti. Che sarebbe, naturalmente, la più urgente. Anche se la meno ridicolmente rivoluzionaria.
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