Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

mercoledì 11 marzo 2015

Salvini il travestito

"Salvini - ha reagito duramente alla sua espulsione dalla "Lega nord", anche dopo un tentativo proposto di mediazione, il sindaco di Verona, Flavio Tosi - è un Caino che si traveste da Abele".
Con la felpa però...
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martedì 10 marzo 2015

Dal "Roccacannuccia" alla "Juventus"

"Il disegno di legge sulle riforme istituzionali è passato oggi alla Camera - con 375 sì, 125 no e i "5 stelle" fuori dall'aula".
Hanno quindi votato sì, nel Pd, anche quelle minoranze che, fino all'ultimo, avevano dichiarato il loro voto contrario. E ha votatato no, in "Forza Italia", anche quella minoranza che aveva dichiarato l'opposto.  "Per disciplina di partito" si è detto nel Pd, "Per affetto a Berlusconi" si è detto in "Forza Italia". Ma molto di più, forse, per la minaccia del "premier" Renzi di far cadere il Governo, mandare tutti a casa e chissà chi sarebbe tornato in Parlamento.  A Montecitorio, comunque, è stato come vincere la partita - con tutto il rispetto - con il "Roccacannuccia". La partita più difficile, ora, sarà infatti sul campo del Senato. Perché, se la minoranza pd continuerà a richiedere qualche ritocco e non lo otterrà, giura che la prossima volta voterà secondo coscienza e non secondo disciplina di partito. Perché i "verdiniani" di "Forza Italia", alla fine, si potrebbero di nuovo commuovere e non dare un dispiacere, con il loro sì alle riforme, a "babbo Silvio". E perché il "Movimento 5 stelle" ha confermato la sua più assoluta indisponibilità ad entrare in campo. Altro, dunque, che il "Roccacannuccia": questa volta, di fronte, potrebbe esserci la "Juventus". E, forse, è per questo che il "premier" Renzi ha già iniziato le trattative per ingaggiare qualche Buffon, qualche Bonucci  e qualche Chiellini, anche se con maglie non rigorosamente bianco-nere, ma di qualsiasi colore, per rendere inoffensive eventuali bordate di attacchi che potrebbero dimostrarsi pericolosi per la sua rete. Ma anche, più modestamente, non  proprio così campioni, ma comunque in grado di respingere quelle eventuali bordate perfino - come si dice - alla "viva il parroco". Alla viva Matteo.
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Trascrizione dei matrimoni omosessuali? Il Tar del Lazio dà i numeri

"L'annullamento delle trascrizioni, nel registro dello stato civile, dei matrimoni contratti da persone dello stesso sesso - ha sentenziato il Tar del Lazio - "può essere disposto soltanto dall'Autorità giudiziaria ordinaria e, dunque, Ministero e Prefetture non hanno il  potere di intervenire direttamente"".
Grande successo, quindi, per le coppie omosessuali che hanno contratto matrimonio e per quei sindaci che hanno proceduto alla trascrizione nel registro dello stato civile? Ebbene no. Perché il Tar del Lazio - sempre nella sua sentenza - ha riconosciuto che "l'attuale disciplia nazionale non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili". Un colpo al cerchio e un colpo alla botte? Nemmeno. Perché, con la sua sentenza, il Tar del Lazio ha voluto dare solo uno schiaffo, magari politico, al Ministero dell'Interno e alle Prefetture, ma ha spostato incredibilmente la questione, le aspettative e le ansie delle coppie omosessuali - da chi condivise, comunque, e da chi no - alla competenza dell'"Autorità giudiziaria ordinaria. La quale, già oltretutto oberata di lavoro, non potrà però che rigettare a sua volta la trascrizione in quanto - come riconosciuto dallo stesso Tar del Lazio - non esiste "una disciplina nazionale che consenta di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso". Ogni decisione diversa, altrimenti, sarebbe una violazione di legge. Piacerebbe allora conoscere che cosa sia passato, insomma, nelle teste dei giudici del Tar del Lazio, quali volumi di diritto e di logica siano passati tra le loro mani, ai tempi dell'Università, e quali "curricula" siano passati per farli stare ora dove stanno.
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L'India degli stupri

"La Cancelleria della Corte suprema indiana - conclusa la lunga fase amministrativa sul "caso" dei due nostri marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - ha ora disposto il ritorno in aula fra due-tre settimane".
Un altro rinvio di una ventina di giorni, dunque, se nel frattempo non si sarà inventato qualche altro pretesto per allungare ulteriormente la detenzione senza accusa da ormai tre anni e mezzo. Uno scandalo che avrebbe dovuto indurre ad intervenire, già da tempo, gli organismi internazionali per i diritti dell'uomo e a far battere energicamente i pugni sul tavolo alle competenti autorità italiane. Ma gli organismi internazionali per i diritti dell'uomo, evidentemente, non hanno l'India, nelle loro carte geografiche, tra i Paesi esistenti. E le competenti autorità italiane, altrettanto evidentemente, non ritengono di avere già preso abbastanza schiaffi dal "Paese degli stupri". Stupri quotidiani di donne e stupro della Giustizia.
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Dove abita Pinocchio?

"La ripresa eonomica italiana - i dati sono stati fatti conoscere ieri dall'Istat - è più lontana: la produzione industriale è infatti tornata a calare registrando una contrazione dello 0,7% rispetto al mese precedente e di ben il 2,2% rispetto al gennaio 2014".
Dati, dunque, clamorosamente in contrasto con quelli ottimistici pronunciati, appena pochi giorni fa, dal Ministro dell'Economia Padoan e confermati dallo stesso "premier" Renzi. Di nuovo, allora, la domanda: ma sono bugiardi o somari gli esperti dell'Istat oppure quelli del Ministero dell'Economia e di Palazzo Chigi? Dove abita, insomma, Pinocchio?
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"Non pedalate? E io resto fino al 2023"

"L'approvazione del bilancio capitolino entro il prossimo 15 marzo - dopo che la seduta urgente di ieri non ha raggiunto il numero legale (assente, tra gli altri, lo stesso presidente della Commissione bilancio, il pd Alfredo Ferrari) - è da considerarsi, ormai, una chimera".
Questa mattina, per fortuna, i consiglieri - molti del partito del sindaco - si sono però degnati di salire le scale del Campidoglio e hanno occupato i loro scranni nell'aula di Giulia Cesare per occuparsi di un atto tanto urgente quanto importante per la città. In modo da non "forare", almeno, la fine del mese. O di chissà quale altro mese. Ma Ignazio Marino ha già pronto il suo personalissimo piano: considerato che il Consiglio comunale non sembra voler pedalare come lui, ha annunciato - secondo molti minacciato - che sarà costretto a non lasciare il Campidoglio nel 2018, per finire il suo laavoro, ma di rilanciarsi e di arrivare fino alla successiva scadenza del 2023. Rilanciarsi, sì, ma è proprio sicuro che il Pd e i romani sarebbero d'accordo?  Durante una tasmissione radiofonica di "Un giorno da pecora", tempo fa, se n'era uscito con il dire di "essere stato sempre attratto dalle droghe".
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Paolo e Silvio

"Consiglio a mio fratello - ha spedito il messaggio Paolo Berlusconi - di ricordarsi che la vita è una sola... Vorrei che si godesse in serenità questi anni".
Consiglio saggio quanto amorevole. Come dire: hai Francesca, hai Dudù, hai tanti soldi, che cosa aspetti? Poi, però, Paolo Berlusconi ha concluso così il suo fraterno messaggio: "Ritirarti però mai perché tu sei un combattente e devi morire da combattente". Ma allora? Silvio deve morire felice in qualche isola dei Mari del sud, tra le dolci braccia di Francesca e con Dudù in grembo o, penosamente, in una delle sue residenze politiche, tra le coltellate di destra e di sinistra e Fitto a dargli l'ultimo colpo come il capitano di ventura Fabrizio Maramaldo all'eroe fiorentino Ferruccio Ferrucci? Paolo Berlusconi, insomma, ma che testa ha? O quali recondite ambizioni?
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lunedì 9 marzo 2015

9 marzo

"Mi sono levata dal letto alle sei, quando lui ancora "russava", per preparare le colazioni, svegliare i bambini, accompagnarli all'asilo e poi andare al lavoro". "Lui è ormai in pensione, io no, ma, quando la sera sono tornata dall'ufficio, c'era ancora tutto da rassettare, da fare la spesa,  da prepare la cena". "Sono salita sul tram e mi sono sentita più volte palpeggiare". "Ho ricevuto le solite tre-quattro telefonate di minaccia del mio ex fidanzato". "Mi sono fatta di nuovo coraggio e ho chiesto al mio datore di lavoro un piccolo aumento, ma lui mi ha risposto che già mi dà regolarmente la paga di donna". "Doveva essere soltanto uno scambio di vedute, ma lui mi ha picchiato da mandarmi all'ospedale". "A domanda, ancora una volta, la risposta "Tu, donna, ai vertici di un'azienda pubblica? Quando mai". "Il confessore del  nostro convento mi ha confernmato che, nella vita della Chiesa, a noi donne compete la preghiera, l'assistenza e la catechesi, ma in nessun modo il poter ammministrare i Sacramenti e l'andare oltre i ruoli di serventi,  badanti, cuoche, perpetue nei palazzi di Oltretevere e nelle sedi parrocchiali e vescovili".
Tutte quete amare ammissioni oggi. Oggi 9 marzo. Il giorno dopo, cioé, quell' 8 marzo che continua ad essere celebrato, come "Festa della donna", con torrenti di ipocrita retorica, false promesse e rametti di minosa, in troppi casi, senza profumo di rispetto e di considerazione, di solidarietà e di bontà. Vergogna. Ancora una volta vergogna.
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Verso una nuova Eiar Anni Trenta?

"Il piano per la riforma della Rai - ha confermaato il "premier" Renzi - verrà portato al prossimo Consiglio dei Ministri per un confronto preliminare, poi sottoposto ad una commissisone di esperti per un parere tecnico-giuridico, infine trasformato in un disegno di legge per il dibattito e la votazione in Parlamento".
L'iter del piano, va riconosciuto, è quanto mai improntato ad un metodo di vera democrazia. C'è però qualcosa, all'interno di quel piano, che con la vera democrazia fa invece a pugni: la  proposta, cioé, che la nuova Rai sia guidata solo da un amministratore delegato  nominato dal Governo. L'informazione pubblica radiotelevisiva, insomma, sotto stretto inammissibile controllo di chi eserciti il potere. E, dunque, quello che sarebbe un pericolosissimo passo indietro: da una Rai Anni Duemila, tutto sommato abbastanza libera, ad un Eiar Anni Trenta controllata da un  uomo solo. Un uomo solo, in quel tempo, di nome Benito.
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Toh, s'è svegliato il Vincenzo

"La "Legge Severino" - ha sentenziato il candidato pd a Governatore della Campania, Vincenzo De Luca - è demenziale".
Sentenza, in attesa di quella autorevole della Cassazione, magari anche con qualche fondamento. Una domanda, però, al candidato Governatore pd Vincenzo De Luca: ma perché lo ha sentenziato solo oggi che lo riguarda (essendo stato condannato per certi fatti in quanto sindaco di Salerno) e non anche quando ha riguardato altri? Forse perché, da profondo filosofo campano, tiene saldo il principio "Futti e futtetenne". E cioè, anche se principio un po' allargato ed edulcorato, "Io penso e faccio i fatti miei, degli altri me ne infischio proprio". Che, per un aspirante Governatore di Regione, non è davvero il massimo della garanzia.
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I sapori di Lorenzo Battista

"Il senatore ex "grillino" Lorenzo Battista  ha inviato - agli altri colleghi i quali hanno abbandonato il Beppe e si sono provvisoriamente rifugiati nel "Gruppo misto" - una lettera  aperta per invitarli a costituire un proprio gruppo che possa concretamente ambire ad entrare nell'attuale maggioranza e a vedersi assegnato un Ministero".
Lorenzo Battista è nato a Trieste. Sapore di sale, sapore di mare, sapore di poltrona.
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domenica 8 marzo 2015

Il muso duro di Renzi ad Alfano

"Matteo Renzi ha confermato ad Angelino Alfano - questa volta a muso più duro - che lui non può essere il Ministro dell'Interno del suo Governo e magari tenere comizi contro il cqndidato pd, nelle regionali campane, per sostenere, insieme a "Forza Italia", il Governatore uscente Stefano Caldoro".
E Angelino Alfano? Dopo un primo momento di smarrimento, da buon "masculo" agrigentino, si è messo a "pinsari". Inutile "lamentarisi", mai e poi mai "lassari a poltrona". E, allora, "pruvari o sorti o morti" (provare se la va o la spacca). Provare cioé a presentare, nella controversa Campania, un candidato tutto suo. In modo da cercare di riammorbidire il muso duro mostratogli da Matteo Renzi e, nello stesso tempo, di non dover appoggiare, anche con i suoi voti, il candidato pd Vincenzo De Luca contro il Governatore uscente di "Forza Italia", Stefano Caldoro. Per riparlarne, poi, a risultati conosciuti. Ma sempre che a Matteo Renzi questo "pruvari" di Angelino piaccia  e, ancor più a muso duro, non gli si rivolga, invece, con un "grullino, o che tu fai?" Nel qual caso, per il "meschineddu" Angelino, ancora una volta, a "schifiu finì".
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Il martedi fatale di Silvio

"Martedi di passione - il 10 prossimo - per Silvio Berlusconi. Perché sarà in arrivo l'atteso e temuto verdetto della Cassazione sul "Processo Ruby", ma anche perché la "pattuglia verdiana" potrebbe votare a favore delle riforme, contro il parere della maggioranza di "Forza Italia", in appoggio al "premier" Renzi".
Ma anche, ove Berlusconi avesse per caso consultato il calendario dei santi del 10 prossimo, martedi di paura. Perché il 10 prossimo si commemora un San Vittore, ancorché minore e martire in Afriuca e non in Italia. E anche un Sant'Attila, ancorché abate e non negoziatore, saggio quando si imbatteva in problemi spinosi, forte nelle avversità, fermo se contrastato dagli eretici. Senza contare che il suo contestatore tradizionale Raffaele Fitto, magari non martedi 10 ma qualche giorno più in là,  potrebbe denunciarlo perfino lui alla Maqgistratura per la sua gestione antidemocratica del partito dove - a suo parere - sarebbe stato fin dall'inizio e continuerebbe ad essere tutto illegittimo. Andasse almeno bene la sua squadra "Milan". Ma nemmeno quella. Brutti momenti, insomma, per Silvio. Un'atmosfera sempre più tesa e nervosa. Perfino il barboncino Dudù non abbaia più gioioso come una volta.
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Mortadelle e salami

"Lo "spread" sotto i 90 punti - ha dichiarato il Ministro dell'Economia, Padoan - significa che i mercati riconoscono la validità delle politiche del Governo".
L'ex "premier" ed ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, però, ha voluto sommessamente sottolineare come "non si possa ancora ascrivere al "Jobs act", in vigore da appena poche ore, alcun merito e come possano, tanto meno, ispirare fiducia negli investitori l'attuale deflazione e l'effetto di trascinamento negativo della congiuntura sulla crescita... La verità è che la baracca si sta tenendo su grazie alla Banca centrale europea con le iniziative adottate da Mario Draghi". Allora non è che qualcuno, davanti ad una più obiettiva "Mortadella", voglia fare la figura del "Salame"?
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Le donne e Papa Francesco

"L'8 marzo - ha detto tra l'altro, all' "Angelus" di oggi, Papa Francesco - è un'occasione per ribadire l'importanza delle donne e la necessità della loro presenza nella vita".
Sarebbe però da chiedere a Papa Francesco - chiedendo, magari, perdono e assoluzione - quale sia, ancora oggi,  l'importanza delle donne e la necessità della loro presenza nella vita di Santa Romana Chiesa.
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