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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.
"Le critiche dei sindacati nei confronti delle mie politiche - continua a sostenere il "premier" Matteo Renzi - sono pretestuose. La verità è che sto togliendo loro i poteri, ma io non mi farò mettere i piedi sopra".
La segretaria della Cgil, Susanna Camusso, più che irritata si è mostrata delusa. Anche perché, avendo annunciato il "premier" Renzi che non andrà al prossimo suo Congresso, non avrà modo di dimostrargli, in casa, come invece lei, il segretario della Cisl e il segretario della Uil intenderanno metterselo sotto non solo con il peso dei loro piedi. E intenderanno difendere, se dovesse essere necessario in piazza, i loro poteri. "Pardon", i loro diritti.
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"Sono sicuro - è andato a dire, nella trasmissione tv di Lucia Annunziata su Rai 3, Silvio Berlusconi - che "Forza Italia", alle prossime europee, guadagnerà oltre il 25%".
Pochi giorni fa, però, Silvio Berlusconi aveva fatto sapere che, se "Forza Italia" fosse arrivata al 20%, avrebbe acceso un cero. Come mai questo repentino passaggio dal pessimismo più nero all'ottimismo più roseo? Può darsi ci sia stata la manina della fidanzata Francesca. La quale, corsa giorni fa a Napoli, potrebbe avere acceso, a San Gennaro, non un cero per "magari un 20%", ma due ceri per un "sicuro 25%". Dan Genna', vidite vuie.
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"Il candidato pd alle elezioni comunali di Potenza Domenico Iacobuzio - i muri della città sono tappezzati - si è fatto effigiare, nei manifesti, insieme al suo barboncino Tetù". "Sabato prossimo - i muri ad essere tappezzati, questa volta, sono quelli di Milano - il barboncino berlusconiano Dudù sarà il "personaggio d'onore" alla "Festa degli amici animali" organizzata da Michela Vittoria Brambilla".
Confermato: a scendere in politica, in Italia, ci sono sempre più cani.
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"I dieci italiani più ricchi - secondo una indagine del Censis - dispongono di un patrimonio di circa 75 miliardi, un patrimonio pari a quello di ben mezzo milione di famiglie di operai messe insieme".
Impressionante. Ora, comunque, il Censis farebbe bene ad ultimare un'altra indagine: se quei dieci italiani supericchi pagano il giusto al Fisco. Se così non fosse, sarebbe ancora più impressionante. Impressionante e vergognoso. Vergognoso, soprattutto, per uno Stato eventualmente inefficiente o connivente.
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"Nel bilancio del Comune di Roma - così come approvato per il 2014 - 117 milioni di euro in meno di spese correnti, di cui, fra l'altro, 16 e mezzo per le politiche sociali, quasi 16 per la mobilità, quasi 14 per le politiche abitative e quasi 12 per la cultura".
Esigenze di "spending review", certo. Peccato, però, che la "review" così severa con settori tanto importanti per la vita della città non abbia invece toccato le strutture incaricate di gestiree - come vengono chiamate in burocratese - "le funzioni specialistiche e strategiche per la realizzazione del programma del sindaco". Quelle, cioè, degli "staff" dirigenziali. Le quali anzi, alla faccia di tagli dolorosi, si sono viste aumentare il loro "budget" complessivo di ben 12 milioni e mezzo. Complimenti e prosit.
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"Un gruppo di "scout" - ancora una volta - si è perso sui monti durante un' "uscita". E' accaduto a Vallepietra, nella zona del Santuario della Trinità".
Ma che cosa sta succedendo ai bravi "scout"? Non è che, non sapendo più ritrovare i sentieri di montagna, alla fine non sapranno neppure più far attraversare, alle vecchiette, le strade cittadine?
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"Non vogliamo elemosine di 80 euro - è risuonato forte, a piazza San Giovanni a Roma, in occasione della Festa del 1° Maggio - vogliamo lavoro".
Giusta richiesta, certo. Per niente giusto che, a farla, non siano stati le centinaia di migliaia di giovani disoccupati e sottoccupati sotto il palco, ma, sul palco, quel cantautore Piero Pelù al quale il lavoro non manca e, avendo già venduto sui dieci milioni di copie dei suoi dischi, non è che non vuole gli 80 euro garantiti dal Governo, ma - fortunato lui - non gli spettano proprio. A termini di Irpef.
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"Il non eletto - ha definito il cantautore Piero Pelù, sempre dal palco del 1° Maggio a San Giovanni, il "premier" Matteo Renzi - ovvero il "boy scout" di Licio Gelli".
Le stese, precise, identiche definizioni che usa, nei confronti del "premier" Renzi, il comico politico o il politico comico - non si è ancora capito bene - Beppe Grillo. Ma, allora, che? Forse, allora, il cantautore D'Artagnan o il D'Artagnan cantautore Piero Pelù - non si è ancora capito bene neppure questo - ha voluto sottoscrivere un ideale contratto per tornare presto in piazza San Giovanni a Roma. Quando, in piazza San Giovanni a Roma, Beppe Grillo chiuderà, il 23 prossimo, la sua campagna elettorale per le europee.
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"I "No Tav" - a Torino - hanno cercato di trasformare in una giornata di violenza e di terrore la "Festa del lavoro"".
Coerenti. Il loro lavoro è, infatti, seminare violenza e terrore ogni volta sia possibile. E la loro festa è spaccare le teste ai loro antagonisti e le vetrine dei negozi, incendiare le auto e i cassonetti, mettere a soqquadro le città. "No Tav" il 1° Maggio a Torino: ancora una volta al disonore della cronaca.
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"La celebre e vecchia libreria "Arion" in piazza Montecitorio - ha segnalato Maurizio Paissan su "Huffington Post" - sta ormai chiudendo"
Sta ovviamente chiudendo perché, come tante altre che hanno già chiuso, non vende più libri. Si sperava, invece, che almeno lei, a due passi da un' Istituzione come la Camera dei deputati, riuscisse a sopravvivere vendendo. Niente da fare. I libri interessano sempre meno tutti. La cultura è, per tutti, sempre più un "optional" inutile. L'ignoranza non suscita più vergogna o imbarazzo. Nemmeno, dunque, a due passi da un'Istituzione come la Camera dei deputati. E, in effetti, si sta avvertendo già da qualche tempo. Dal livello dei discorsi, in commissione e in aula, di molti deputati.
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"L'ex Ministro del Lavoro Elsa Fornero - come se non fossero sufficienti gli incarichi da lei già ricoperti - è stata chiamata nel Consiglio di amministrazione della Centrale le latte di Torino".
Ma "che c'azzecca" - direbbe Tonino Di Pietro - un'esperta di economia e di finanza con le mucche e il loro prodotto? Forse, magari, qualcuno avrà voluto darle l'occasione di poter piangere, per una sorta di connnessione, sul latte versato. E, cioè, di spingerla a dispiacersi davvero del "delitto" da lei commesso, anche se, ormai, non è più in grado di rimediare a quel latte versato di marca "Esodati".
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"Marina Berlusconi - ha risposto così, alla di lei intervista sul "Corriere della sera"-il segretario del "Nuovo Centro Destra", Angelino Alfano - dice le stesse cose del padre, ha paura per la fine di una storia".
E qui si ha la sensazione che sia l'inizio, forse non solo in chiave elettorale, di una guerra all'ultimo sangue. Perché, se pure Marina Belusconi ha solo cortesemente replicato - in pratica - di sentirsi lusingata di essere accusata di coerenza da un incoerente, l'onorevole Giancarlo Galan è invece andato giù duro così: "Le parole di Alfano potrebbero essere definite poeticamente come l'ultimo canto del cigno, più realisticamente come un raglio inutile e fastidioso". Trasformando "NCD" ("Nuovo Centro Destra"), insomma, in "NCS" (Nuovo Cigno Somaro"). L'Italia è in attesa, ora, della sicuramente "celestiale" risposta dell'Angelino.
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"E il Signore del creato - secondo le Scritture - disse: "Uomo, tu lavorerai con grande sudore".
Come passa il tempo. Com'è passato il tempo da quando, irato per la disobbedienza di Adamo, il Signore del creato lo cacciò dal Paradiso terrestre e lo mandò a lavorare. Oggi purtroppo, falliti per il crac dell'economia, i signori delle aziende cacciano Adamo dal lavoro e lo mandano in cassa integrazione.
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"L'Italia - ha sancito, come noto, l'articolo 1 di quella Costituzione promulgata 66 anni fa - è una Repubblica fondata sul lavoro".
L'augurio è che torni a sancirlo anche nella realtà. Per celebrare di nuovo tutti, davvero e serenamente, la Festa del lavoro. E non riempire le piazze di disoccupati. Soprattutto giovani.
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"A Piazza San Giovanni a Roma - a proposito di giovani - a migliaia e migliaia, come ogni anno, al grande concerto organizzato dai sindacati".
Un' antica e bella tradizione, non c'è dubbio. Affiora, tuttavia, un pensiero controcorrente: ma se l'antica e bella tradizione avesse lasciato il posto, quest'anno, ad una tradizione nuova e ancora più bella? La tradizione di festeggiare sempre sì, ma di devolvere gli euro necessari per il grande concerto - anche se non una somma eccezionale - ai più bisognosi tra i disoccupati. Perché non può essere il fragore musicale di un giorno e di una notte a coprire il dramma di tutti i giorni e di tutte le notti di quei troppi i quali sopravvivono a stento. E qualcuno finisce anche per uccidersi.
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