Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

giovedì 7 luglio 2016

Pippo, il nuovo che avanza

"Il mio erede - così Pippo Baudo dopo essere stato confermato, dalla Rai, direttore artistico e presentatore della prossima "Domenica in" - Il mio erede sono io".
L'erede di Pippo Baudo, 80 anni, è dunque Pippo Baudo, 80 anni. E' cominciata la nuova era innovativa, volti e programmi rivoluzionati, annunciata spudoratamente dalla Rai.
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"Oso" invece che "orio"

"Il telecronista Lorenzo Amoruso - quando Cristiano Rolando, nella partita degli "Europei" Portogallo-Galles, ha segnato il suo bellissimo gol - ha definito "perentoso", anziché perentorio, il colpo di testa che l'ha determinato".
Non è che il telecronista Lorenzo Amoruso sia per caso "somaroso"?
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mercoledì 6 luglio 2016

Verso un Angelino senza più ali?

"Siamo di fronte al riuso degli scarti di un'inchiesta giudiziaria - si è indignato, essendo stato accostato il suo nome a quello di alcuni politici e faccendieri oggi indagati, il Ministro Angelino Alfano - Ciò che i magistrati hanno studiato, ritenendolo non idoneo a coinvolgermi, viene usato , in questi giorni, per fini esclusivamente politici".
Sarà pure, come si è indignato l'Angelino, un attacco contro di lui per fini esclusivamente politici. Ma, se così, l'Angelino sarebbe salvo dai magistrati, ma non, allora, da certi politici. Quali? C'è poco da almanaccare. O il "premier" Renzi in persona, il quale vorrebbe fargli capire con le cattive - visto che con le buone non è stato sufficiente - che non sarebbe il caso di insistere contro il suo amato "Italicum". O un buon numero di parlamentari e di iscritti, all'interno del suo partito, ormai non più disposti alla convivenza con il Pd nel Governo. O, addirittura, sia l'uno che l'altro. Qualcuno, comunque, deciso a renderlo un Angelino senza più ali.
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La Maria Elena dimezzata

"Il gradimento del Ministro Maria Elena Boschi - secondo un sondaggio di "Ipr marketing" per "La Repubblica" - sarebbe sceso, dall'iniziale 22%, all'attuale 11%".
Una nuova trilogia alla Italo Calvino? Maria Elena, cioé, da barone rampante a visconte dimezzato e, da visconte dimezzato, a cavaliere inesistente? La sorte delle fatine in carne e ossa, purtroppo, non sempre è come quella magica e splendente delle fatine delle fiabe.
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"Leader"

"Io "leader"? - ha dichiarato, lasciando l'ospedale San Raffaele, Silvio Berlusconi - Mi auguro che non  ce ne sia bisogno".
Se lo augurano, ancora di più, quanti stanno già brigando per succedergli.
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Il Massimo dell'ingenuità

"Sono stato rottamato - si è amareggiato, chiudendo l'ultima puntata di "Ballarò" sulla Rai, il conduttore Massimo Giannini - perché sono stato dalla parte della gente e non del Palazzo".
Ma benedetto Massimo Giannini. Non gli ha insegnato nulla quanto avvenuto, già, a tanti altri in uggia, in particolare, all'uomo e alla donna del Palazzo? Ben gli sta.
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In arrivo la Giunta della "bambolina"

"Virginia Raggi - neosindaco "5 stelle" di Roma - dovrebbe finalmente presentare, domani in Campidoglio, la sua Giunta".
Il caustico Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, avrà forse da aggiungere un altro termine alla sua definizione di Virginia Raggi come "bambolina imbambolata". Quello di "pupazza".
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Il principe dei cuochi

"Sta ottenendo un grande successo - nelle "strade bene" di Los Angeles - un furgone gastronomico che produce italianissime fettuccine con scampi e vongole a 15 dollari e altrettanto italianissime linguine al tartufo a 16 dollari".
Il furgone di un principe della cucina tricolore? Macché. Del principe di Piemonte e di Venezia. E, cioé, di Emanuele Filiberto, Umberto, Reza, Ciro, René Maria di Savoia. Stanco, evidentemente, delle sue opache comparsate nell'italico mondo dello spettacolo e, ora, felice cuoco di strada nel regno dei ricchi di Los Angeles.
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La "Giornata mondiale del bacio"

"Oggi - 6 luglio - "Giornata mondiale del bacio".
Si saranno baciati, in Italia, Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, Massimo D'Alema e Matteo Renzi?
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martedì 5 luglio 2016

Matteo il duro

"Se volete che io lasci - così Matteo Renzi duro, in Direzione, con le minoranze pd - convocate un Congresso e, se possibile, vincetelo.  Se volete che scinda il ruolo di "premier" da quello di segretario del partito, proponete una modifica al regolamento e votiamola".
Con tanti saluti, dunque, a chi si era illuso su un Matteo più conciliante e più malleabile. Roberto Speranza ha perso ogni speranza di farsi almeno sentire, Gianni Cuperlo è rimasto con in mano il suo invito a scoprire finalmente un po' di modestia, Pierluigi Bersani si è visto snobbare la sua mucca nel corridoio del Nazareno, Massimo D'Alema è rimasto seduto e muto, Fabrizio Barca si è sentito in dovere di dimettersi da quella Commissione sulla riorganizzazione del partito  che si era insediata due anni fa. Ancora una volta e ancora di più, perciò, nel Pd un uomo solo al comando. Sicuro di sé fino alla strafottenza e all'arroganza. Che ha mostrato di infischiarsene tranquillamenete quando si è sentito dire "se continui così, vai a sbattere tu e mandi a sbattere anche il Pd". Lui, infatti, continuerà così. Lo ha detto più  che chiaro e tondo. E non sembra avere alcuna intenzione di cambiare idea, atteggiamento, comportamento. Come è stato per Silvio Berlusconi, forse, anche lui si sente "unto dal Signore".
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Matteo che si crede Mattarella

"Se vince il fronte del "no" - ha detto anche, in Direzione pd, Matteo Renzi - io confermo che lascerò, ma sappiate che sarà la fine della legislatura".
Potrebbe essere così, ma anche no. Perché, a decretare la fine di una legislatura, è - come prescrive la Carta costituzionale - il Presidente della Repubblica. E non è detto che il Presidente della Repubblica riterrebbe di dover mandare a casa il Parlamento perché se ne andrebbe a casa, vittima eventuale del suo superego, uno sconfitto Matteo Renzi. Il quale, tra l'altro, dal Parlamento non è stato neppure eletto. O no?
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Dario il paravento

"L'unico ad osare qualcosa - sempre durante la Direzione pd - è stato il Ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini. Il quale è arrivato a sostenere che, dopo il referendum sulle riforme costituzionali, occorrerà però un a riflessione sulla nuova legge elettorale".
Un atto di coraggio? Più che un atto di coraggio - secondo molte interpretazioni - un riflusso di paraventismo ex dc. Dario Franceschini, insomma, se ne sarebbe uscito così ponendosi due obiettivi. Il primo: offrire un ramoscello di ulivo, lui, alle minoranze interne del partito, ma anche a tutti coloro i quali, fuori del partito, vorrebbero cambiare la legge elettorale. Il secondo: così rappresentatosi, proporsi, in caso di bocciatura delle riforme cotituzionali, come il traghettatore pronto a mettere in cantiere una legge elettorale nuova e completare, lui, la legislatura. Da parte sua, indubbiamente, una carta giocata al buio, ma con qualche possibilità di illuminargli, alla fine, la strada futura. Sempre che la volpe Mateo, con un balzo, non arrivi a mangiarsi il suo grappolo di paraventismo ex dc. Riscrivendo la favola di Esopo.
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La Francia felix di Enrico Letta

"Enrico Letta - "fatto fuori" da Matteo Renzi dopo il noto "stai sereno" - ha collezionato, in Francia, un altro prestigioso incarico: dopo la direzione dell' "Istituto di studi politici" di una celebre Università parigina,  la presidenza di quell' "Istituto Jacques Delors" che è il più importante "tink tank" europeo di politica, economia e società".
Ora che Letta, in Franckia, è sulla cresta dell'onda e che Renzi, in Italia, rischia di trovarsi sulla cresta di uno tsunami, potrebbe spedirgli lui, questa volta, il noto "stai sereno". Ma Enrico non lo farà: lui è un signore.
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Falso in bilancio. Il prosciutto si spera no

"La Procura della Repubblica - a Parma - ha sequestrato 11 milioni di euro, al marchio "Parmacotto", avendo appurato un suo falso in bilancio relativo al 2010".
L'augurio dei consumatori di "Parmacotto" è che non si debba scoprire che il marchio avrebbe falsificato, anche, il suo prodotto più famoso: il prosciutto ottenuto - come pubblicizzato - dalle parti più nobili della coscia suina. Invece che dalle parti più nobili, insomma, da certe altre  chissà quanto meno nobili.
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La Giunta creativa di Minerva

"Il neosindaco pd di Gallipoli - Stefano Minerva - ha formato la nuova Giunta con gli assessorati alla bellezza, al futuro, alla felicità e alla creatività".
Per lui, invece, ha tenuto la delega al sorriso. Meglio sarebbe stato, forse, la delega alla risata a crepapelle.
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