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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

martedì 4 agosto 2015

Debora Giano Serracchiani

"Il dottor Salvatore Guarneri - rinviato a giudizio per abuso d'ufficio e truffa ai danni dell'Inps - è stato nominato commissario straordinario di una fondazione pubblica, Villa Russiz", sul Collio friulano".
Chi l'ha nominato? La Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia. Ma chi? Debora Serracchiani? Proprio lei. Proprio lei che, una volta eletta Governatrice, ha redatto severi codici etici secondo i quali gli assessori che dovessero essere rinviati a giudizio sarebbero subito rimossi. E proprio lei che, lo stesso giorno della nomina del "suo" indagato Guarneri, si è fieramenete indignata quando ha accusato il Pd, il partito del quale è uno dei vicesegretari, per avere "salvato" dai domiciliari, a Palazzo Madama, l'indagato senatore Antonio Azzollini. Debora Serracchiani, allora, novella Giano bifronte in gonnella. O, meglio, furbastra praticona della doppia morale. Brava. Chissà se il suo dio, Matteo Renzi, gliene renderà merito.
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Lo "spreco" del suo funerale

"Una brava vecchina - nel Casertano - era riuscita a risparmiare, anche con una modesta pensione, poco più di duemila euro per il suo funerale".
Non l'avesse mai fatto. Nel richiedere il nuovo modello Isee (quell' "Indicatore della situazione economica equivalente" che permette di accertare la condizione patrimoniale delle famiglie), ha dovuto addizionare la sua modesta pensione a quei duemila euro risparmiati per il suo funerale, ha così "sforato" il tetto massimo per beneficiare della "social card" e la tessera le è stata immediatamente revocata. Nobile esempio di severa, intransigente lotta agli sprechi. Complimenti.
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Stoccolma-Fo, Fo-Stoccolma

"Lo scrittore, attore, regista e sceneggiatore Dario Fo - in una intervista rilasciata al quotidiano di Stoccolma "Dagens Nyheter - ha annunciato che lascerà tutto il suo ricchissimo archivio all'Accademia di Svezia".
Per ripagare l'Accademia di Svezia - ha malignato qualcuno - di quel Premio Nobel per la letteratura assegnatogli nel 1977 e che destò molto scalpore nel mondo culturale come scrisse, anche, lo stesso quotidiano di Stoccolma "Dagens Nyheter": "L'Accademia ha destato sorpresa nel premiare un drammaturgo controverso e giullare". Invece, forse, perchè un Dario Fo sicuro che questa Italia avrebbe seppellito il suo ricchissimo archivio in chissà quale sperduto e dimenticato magazzino. Il responsabile dei Beni culturali, Dario Franceschini, farebbe bene a meditarci su. E a recitare, da buon cristiano e molto meno buono Ministro qual è, il "mea culpa".
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lunedì 3 agosto 2015

Soprintendenza alla somaraggine

"All'ingresso degli Scavi - a Pompei - è comparso un cartello, in inglese, in cui è scritto che l'antica città fu distrutta, dall'eruzione del Vesuvio, nel 79 avanti Cristo e non nel 79 dopo Cristo".
La Soprintendenza speciale che si occupa degli Scavi di Pompei sarà pure ai beni culturali, ma non certo ai beni storici. Forse i suoi illustri professori farebbero bene a rileggersi, ammesso che le abbiano mai lette, le cronache di Plinio il giovane.
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Pane e kazunoko

"Il "premier" Renzi - durante il suo incontro con il primo ministro giapponese Shinzo Abe a Tokio - gli ha promesso che che lo porterà a mangiare a Napoli, quando verrà in Italia, la verace pizza partenopea".
Il primo ministro giapponese Shinzo Abe, considerati gli innumerevoli annunci e le innumerevoli promesse che il nostro "premier" elargisce ovunque a piene mani, farebbe bene a portarsi per prudenza da casa, quando dovese venire in Italia, un panino ripieno, magari, di kazunoko (uova di aringa).
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L'ira del re da spiaggia

"Il re saudita Salman-ben Abdelaziz-Saud - giorni fa - aveva deciso di trascorrere le vacanze nella sua villa di Golfe Juan e le autorità francesi avevano deciso interdire la spiaggia libera, per proteggere la sicurezza e la privacy reali, cento metri di qua e cento di là. La popolazione, però, aveva vivacemente protestato contro questo "off limits" ritenuto eccesivo".
Com'è allora finita? E' finita che il re saudita Salman-ben Abdelaziz-Saud, offeso ed irritato dalle proteste invece che essere riverito in ginocchio dalla popolazione, è ripartito, dopo una settimana, insieme al suo seguito di mille persone. E che diamine: mica si trattano così i re sauditi padroni di mezzo mondo.
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domenica 2 agosto 2015

La "bacchettata" giapponese

"Per mettere a posto e pulire le nostre città sporche - ha bacchettato il "premier" Renzi - i nostri sindaci devono lavorare di più".
Il "premier" Renzi, però, ha bacchettato nientemeno che dal Giappone. A quasi diecimila chilometri, cioè, dall'Italia. A distanza così ragguardevole da non essere investito dalle legittime reazioni di quei sindaci - purtroppo non tutti - i quali lavorerebbero molto di più, per le loro città, se lui non avesse tagliato loro, pesantemente, i finanziamenti. Qualcuno, in ogni caso, penserebbe di vedere Piero Fassino a Torino, Giuliano Pisapia a Milano, Ignazio Marino a Roma e Luigi De Magistris a Napoli - tanto per fare qualche esempio - con la scopa in mano a pulire strade e parchi cittadini? Matteo, stai sereno.
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A chi hanno parlato i Presidenti Mattarella e Grasso?

"Emerga - ha detto, nel 35° anniversario della strage alla stazione di Bologna, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella - emerga tutta la verità". E il Presidente del Senato, Pietro Grasso: "Vogliamo giustizia"".
Figurarsi come vorrebbero giustizia, dopo ben 35 anni di inquietanti manovre politico-giudiziarie a nascondere e a sviare, i familiari delle vittime. E figurarsi come gli italiani tutti vorrebbero che emergesse, finalmente, tutta la verità. A chi hanno parlato, allora, il Presidente Mattarella e il Presidente Grasso? Non certo ai cittadini da 35 anni indignati. L'augurio è, dunque, che abbiano parlato ai magistrati affinché indaghino - sarebbe più che ora - senza remore, senza condizionamenti, senza paura.
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Tra il dire e il fare di Bea

"Il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha nominato - quale revisore dei conti dell'azienda ospedaliera di Alessandria (in Piemonte) il commercialista Luca Cannata, sindaco di Avola (in Sicilia)".
Tra Alessandria e Avola ci sono ben 1.500 chilometri da percorrere e però, evidentemente, il Ministro Lorenzin non è riuscita a trovare un commercialista un po' più vicino all'azienda ospedaliera bisognosa di un revisore dei conti. "Macché tagli alla sanità - continua a proclamare il Ministro Bea - solo tagli agli sprechi". Alla faccia della sua faccia di bronzo.
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130 ex criminali nazisti a spese degli Stati Uniti

"Un rapporto dell' "Ente di controllo sulle attività presidenziali" ha rivelato che - tra il 1962 e il 2015 - almeno 130 ex criminali nazisti, dopo la fine della seconda guerra mondiale, sono fugiti negli Stati Uniti, sono in qualche modo riusciti a nascondere la loro vera identità e hanno beneficiato di assegni e pensioni per un ammontare di oltre 20 milioni di dollari".
Complimenti ai tanto celebrati Servizi segreti statunitensi. Così distratti o così conniventi.
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sabato 1 agosto 2015

Farsi bene e farsi male con le "bretelle"

"Una "bretella" che fa risparmiare mezz'ora agli automobilisti - dopo la chiusura, da marzo scorso, del viadotto Palermo-Catania chiuso per rischio di crollo - è stato realizzato, con fondi raccolti e con fondi propri, dal "Movimento 5 stelle"".
Il tutto, dunque, mentre Governo siciliano e Governo nazionale, come le stelle di Cronin, stavano e stanno invece a guardare. Il che, ovviamente, contribuirà a trasferire migliaia di voti, dai siderali partiti di Governo, al Movimento di Beppe Grillo. Ennesima testimonianza, specialmente per il Pd, di patologica propensione all'autolesionismo. Fino al punto di arrivare a farsi male anche con le "bretelle".
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Saviano, Renzi e il Mezzogiorno

"Nonostante il tempo sia scaduto e la deindustrializzazione abbia del tutto desertificato l'economia e la cultura del lavoro nel Mezzogiorno - ha inviato una "lettera aperta", al "premier" Renzi, lo scrittore Roberto Saviano - lei ha il dovere di agire. E prima ancora di ammettere che, ad oggi, nulla è stato fatto".
Il "premier" Renzi, però, non ha finora risposto a questo sonoro schiaffo. Forse è ancora indeciso fra "Roberto Saviano chi?" e "quel gufo di Roberto Saviano".
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Eran trecento, ma in ufficio

"L' "Ama" - l'azienda  preposta alla pulizia di Roma - impiegherà, "per potenziare il servizio di spazzamento" specialmente nei punti più strategici della città, trecento persone già presenti in azienda".
Ma queste trecento persone, già presenti in azienda, che cosa sono state a fare, fino ad oggi, invece di andare a spazzare ogni giorno le strade?
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Parlamentari e cavoli

"Un dipendente della Provincia di Monza e Brianza - non avendo recuperato due minuti di permessi brevi accordatigli - si è visto sottrarre, dalla busta-paga, 35 centesimi".
Giuridicamente giusto, anche se, per quanto costato in burocrazia, non economicamente conveniente. Ma l'episodio non può non indurre ad una legittima riflessione: se si usasse lo stesso metodo con tutti quei parlamentari i quali non recuperano i permessi loro accordati, allora sì che, oltre che giuridicamente giusto, sarebbe anche economicamente conveniente. Solo che quando mai? Di nuovo l'ombra arrogante del famoso Marchese del Grillo: "Io so' io e voi non sete - per non dirla volgare - un cavolo". Così i parlamentari sono parlamentari e non è un cavolo il dipendente della Provincia di Monza e Brianza.
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Licenza di copiare (costo 11 mila euro)

"A 103 candidati all'esame di avvocato - svoltosi a Lecce dall'11 al 13 dicembre del 2012 - la Procura salentina aveva imputato il reato di avere copiato le prove scaricando gli elaborati da alcuni "siti web" o ricevendoli "via mail" attraverso i cellulari (reato da punirsi con reclusione non inferiore a sei mesi), ma ora ha deciso di commutare la pena detentiva in una sanzione da 11 mila euro".
I 103 avvocati illegalmente copioni, dunque, non solo non verranno mandati ad assaggiare le patrie galere e non verranno buttati fuori a calci dall'Ordine cui si sono già iscritti, ma se la caveranno con una sanzione che scaricheranno, naturalmente, sui loro inconsapevoli clienti. I 103 avvocati illegalmente copioni, insomma, non hanno avuto bisogno neppure di difendere se stessi: a difenderli ci ha pensato la Procura salentina. Incredibile.
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