Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

lunedì 3 giugno 2013

E ora, povera donna?

"La crescita del prodotto interno  lordo della Germania - ha avvertito il Fondo monetario internazionale - non sarà, per il 2013, quello previsto dello 0,6%, ma sarà dello 0,3% e, quindi, sarà necessario evitare un risanamento eccessivo di bilancio".
Bocciati dal Fondo monetario internazionale, quindi, sia il rigido rigore sempre invocato sia l'ottimistica crescita sempre vantata da "frau" Merkel. E ora, povera donna?
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Gianni Alemanno o Ignazio Marino? Boh...

"Mentre il quotidiano "Il Foglio", diretto da Giuliano Ferrara, ha di nuovo sostenuto il pdl Gianni Alemanno, quale sindaco di Roma, non ritenendo il pd Ignazio Marino l'uomo giusto - ad una settimana dal ballottaggio - il suo inserto settimanale "Il Foglio dei fogli", curato da Giorgio Dell'Arti, si è praticamente schierato dalla parte di Ignazio Marino non ritenendo più Gianni Alemanno l'uomo giusto".
Grave confusione ed imbarazzo, dunque, tra i lettori del quotidiano bifronte. Votare per l'uomo giusto Gianni Alemanno o per l'uomo giusto Ignazio Marino? Non votare per l'uomo non più giusto Gianni Alemanno o per l'uomo ora giusto Ignazio Marino? Insomma, per il quotidiano bifronte, qual è l'uomo da votare, a Roma, nel ballottaggio di domenica e lunedi prossimi? L'augurio degli smarriti lettori è che Giuliano Ferrara e Giorgio Dell'Arti, in questi sette giorni, trovino il tempo di incontrarsi, di parlarsi, di decidere e di dare loro una valutazione univoca e una chiara indicazione di voto.
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Beppe Grillo 1B

"Noi "5 stelle" - ha urlato, durante un comizio a Marina di Ragusa, Beppe Grillo - non andremo in tv: noi la occuperemo".
Ingenuo Beppe: da quel dì che la tv di Stato è stata già occupata.
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Beppe Grillo 2B

"Il presidenzialismo - ha urlato anche Beppe Grillo - è un'idea di Berlusconi per farsi eleggere presidente-duce d'Italia".
Secondo Beppe Grillo, insomma, il popolo italiano e le Istituzioni repubblicane sarebbero così sprovveduti ed imbecilli da rendersi corresponsabili di un ritorno, tra l'altro quanto mai improbabile, di un regime dittatoriale e fascista? E, poi, quale la sua folle e assurda paura? Che arrivi qualche duce più duce di lui? Qualcuno, forse, dovrebbe dare a Beppe Grillo un po' di "Valium" calmante. Ma, anche, qualcosa contro i primi sintomi dell'Alzaimer.
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Camilleri e i "cabbasisi"

"Accettare un secondo mandato da parte di Giorgio Napolitano - ha sentenziato Andrea Camilleri, celebre creatore del "Commissario Montalbano" - è stato "un errore" e "si è mandata in vacca la Costituzione". Il fatto è che noi italiani siamo un popolo attratto dalla prevaricazione, dal calcolo, soprattutto dall'attaccamento alla poltrona fino ai 95 anni".
Ma quanti anni ha il celebre Andrea Camilleri il quale continua ad essere così attaccato, con il suo "Commissario Montalbano", alla poltrona e ai compensi di "mamma Rai"? Ne ha 88 come il Presidente Napolitano. Ma allora, per favore, lasci in pace il Presidente Napolitano il quale, tra l'altro, ha accettato di restare sulla sua poltrona, peraltro scomoda, solo per fare un favore all'Italia. Il celebre Andrea Camilleri insomma, come nei suoi racconti fa dire allo scorbutico medico legale dottor Pasquano, non "scassasse" i cosiddetti "cabbasisi".
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domenica 2 giugno 2013

Anm versus Csm

"Nel valutare il lavoro dei giudici - si è irritato il presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Rodolfo Sabelli - occorre sobrietà di comportamenti, occorre evitare interventi che possano essere letti come interferenze nel processo".
Ma con chi si è irritato, per la precisione, il presidente Rodolfo Sabelli? Certamente con chi si è lanciato in attacchi da lui ritenuti infondati a proposito dei cosiddetti "processi Ruby". Ma, sorprendentemente, anche con il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, Michele Vietti, "reo" - secondo lui - di non avere approvato la decisione dei giudici di Palermo di convocare come teste, nel cosiddetto "processo Stato-mafia", quel Presidente della Repubblica il quale avevano già cercato di coinvolgere con certe intercettazioni telefoniche poi distrutte per decisione della Corte costituzionale. Il sindacato dei magistrati, perciò, ora addirittura contro l'organo di autogoverno della categoria. Anm, insomma, versus Csm. Roba da non credere. Roba, però, autentica "made in Italy". Soltanto, molto inquietante, "made in Italy".
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"Caso marò": vergogna Italia

"I due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non sono terroristi, ma militari che combattevano contro la pirateria - si legge in una petizione inviata al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Kimoon - e, perciò, chiediamo che questo organismo internazionale promuova un arbitrato o, perlomeno, si preoccupi di monitorare il processo che si terrà in India".
La petizione è stata inviata dal Governo italiano o da qualche italica associazione? Assolutamente no. E' stata inviata da un gruppo di connazionali residenti a New York ed è stata firmata, anche, da numerosi cittadini americani. Ma, invece, il Governo italiano? L'ultima voce, dal Governo italiano, è quella venuta dal neoministro degli Esteri, Emma Bonino, la quale ha fatto sapere che lei mica può "bombardare l'India, rompere i rapporti commerciali, ritirare l'ambasciatore" e quindi, cari amici di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, "più compostezza" e "urlare di meno". Incredibile. E senza bisogno di commenti.
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Beppe Grillo 1A

"Il Parlamento - altro urlo belluino di Beppe Grillo - è ormai diventato come un postribolo".
Ha ragione lui? Allora, però, certa Magistratura, così attenta a certi altri supposti postriboli, avrebbe dovuto iscrivere tutti i deputati e tutti i senatori nel registro degli indagati. Lui, invece, ha soltanto voluto insultare, dopo avere già insultato il Capo dello Stato, l'intero Parlamento? Allora, però, non si capisce come mai non sia stato ancora indagato lui per palesi e ripetute gravissime offese alle Istituzioni. Che cos'è? L' "urlatore dimezzato" ha in tasca un'assurda patente di immunità?
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Beppe Grillo 2A

"Non dimentico niente - ha urlato ancora il pur "urlatore dimezzato" - Ai giornalisti soprattutto televisivi, un giorno, faremo un coso (ma lui non ha detto un coso) così".
Bel biglietto da visita per continuare a chiedere, per il suo "Movimento", la "Vigilanza Rai". Ma Beppe Grillo c'è o ci fa?
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Vai tranquillo, "writer"

"Imbrattare i cartelli stradali - ha sentenziato la sesta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione - non è un reato, ma soltanto un illecito amministrativo che va quindi punito con una semplice multa".
Sospiro di sollievo, dunque, per l'esercito sempre più numeroso degli incivili "writers" Perché, ammesso che Municipale o Polizia o Carabinieri riescano a coglierli qualche volta sul fatto, non è che rischieranno più di imbrattare, magari solo per qualche giorno, le mura di una cella. Ma si vedranno comminare soltanto una multa che, nella stragrande maggioranza dei casi, nemmeno si preoccuperanno di pagare. La multa, magari, la pagheranno quegli automobilisti i quali, a causa degli imbrattamenti, non saranno riusciti ad accorgersi - per dire - di un cartello indicante una direzione vietata, uno stop, un limite di velocità. Prosit.
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sabato 1 giugno 2013

Dati da brivido, ma non per tutti

"Ci vorranno tredici anni perché l'Italia possa tornare al felice prodotto interno lordo del 2007 - secondo uno studio del sindacato Cgil - e addirittura sessantatre anni per raggiungere lo stesso livello occupazionale".
Impressionante. Ma, all'interno di tutti i partiti, ci sono quelli i quali - o per interessi propri o per interessi di parte o per interessi di caste loro amiche - operano perché questa prospettiva diventi ancora più drammatica. E poi dice che la gente ce l'ha con la politica.
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Il rimpatrio del mistero

"Trenta agenti di polizia - ha dato notizia "Il Messaggero" - si sono recati nell'abitazione romana di Mukhtar Ablyazov, accusato di truffa in Kazakistan e in Gran Bretagna, ma anche "leader" dell'opposizione nel suo Paese. Non avendolo tuttavia trovato, hanno prelevato sua moglie, Alma Shalabayeva, e la sua figlioletta si sei anni, le hanno accompagnate all'areoporto e le hanno rimpatriate".
Non si è trattato, dunque, di un rimpatrio qualunque. Intanto perché la signora Shalabayeva e la sua figlioletta di sei anni sono state rimpatriate in quel Paese che ha già condannato e torturato - sulla base di un processo più volte contestato sia da "Amnesty international" sia dal Parlamento europeo - il marito e il padre "leader" dell'opposizione, Mukhtar Ablyazov, e ora c'è il rischio - se non la sicurezza - che quel Paese non intenda trattare affatto bene le due donne. Ma, poi, perché la signora Shalabayeva è titolare di un permesso di asilo valevole in tutta l'Unione europea e, anche, di un passaporto diplomatico rilasciatole da uno Stato africano. Così come un permesso di asilo politico il "leader" Ablyazov ha ottenuto, fin dal 2011, da quella Gran Bretagna la quale, invece, non si è mai sognata di rimpatriarlo in quel Kazakistan con un regime a lui ferocemente ostile. Ma, allora, che cosa è preso, all'improvviso, all'Italia? Perché quel rimpatrio precipitoso e, soprattutto, in violazione di diritti riconosciuti, alla moglie del "leader", anche dall'Unione europea? Mistero doloroso. Ma laicamente doloroso. Per cui sarebbe interessante sapere se il fatto sia stato a conoscenza del neoministro agli Esteri, quella Emma Bonino da sempre così giustamente e appassionatamente attenta ai diritti civili, oppure tutto sia avvenuto, gravemente, a sua insaputa. In ogni caso, comunque, c'è stato un motivo serio e legittimo per cui l'Italia dovesse comportarsi così? L'onorevole Ministro Emma Bonino, se c'è, dovrebbe battere allora un colpo. E dire, doverosamente, qualcosa.
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Rodotà ormai nel mirino di Grillo

"Il professor Stefano Rodotà - nuova "uscita" dell' "urlatore dimezzato" Beppe Grillo - viene usato per dividere il "Movimento"".
All' "urlatore dimezzato", quindi, non è stato sufficiente offendere il suo pur ex candiadato al Quirinale definendolo "un ottuagenario miracolato dalla Rete e sbrinato dal fresco mausoleo dove era stato confinato dai suoi". Ora lo offende - forse anche più vergognosamente - accusandolo di farsi usare come uno sprovveduto qualsiasi. Anzi che non abbia addirittura urlato: "Rodotà? Un ottuagenario deficiente plagiato dalla nuova sinistra e smacchiato dalla torrida lavatrice dove è stato rimesso a nuovo dai suoi vecchi compagni". Non è comunque detto - avendo ormai tutti ben conosciuto Beppe Grillo - che non se ne esca, prima o poi, anche così.
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Festival

"E' in pieno svolgimento - a Trento - l'ottava edizione del "Festival dell'economia"".
Il termine "festival" viene riportato, nel "Dizionario enciclopedico italiano" e anche nel vocabolario Sabatini Coletti, per indicare una "festa popolare con musiche, canti, balli e luminarie". Sarà interessante osservare se qualcuno dei presenti a Trento sul palco o in platea, data la situazione attuale dell'economia italiana, se la sentirà di abbandonarsi ad un festoso tripudio di musiche, canti, balli e luminarie popolari. Oppure si determinerà a suonare, mestamente, le trombe dell'Apocalisse. Oppure, ancora, si industrierà nel promettere, solennemente, i soliti felici paradisi di là da venire.
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Briatore e le mummie

"Voterei Matteo Renzi "premier" - ha dichiarato a sorpresa Flavio Briatore, il multimiliardario il quale ha sempre visto il "rosso" come un toro nell'arena - perché, vivaddio, combatte sul serio le vecchie mummie".
Ma il multimiliardario "rossofobo" Flavio Briatore non è sempre stato un grande amico di Silvio Berlusconi?
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