"Le "Fondazioni bancarie" - è sufficiente rileggersi la legge delega n° 461 del 1998 e il successivo decreto legislativo n° 153 del 1999 - sono enti privati di natura giuridica senza fini di lucro con specifici settori nei quali operare".
Solo che - quella del Monte dei Paschi di Siena è solo una delle tante - non tutte le "Fondazioni bancarie" - o nessuna - devono avere letto bene, evidentemente, quella legge delega del 1998 e quel successivo decreto legislativo del 1999. Tra i settori specifici nei quali operare, ad esempio, spiccano giustamente la filantropia e la beneficienza, la prevenzione della criminalità, la ricerca tecnologica, l'arte. "No profit", però. E invece, una volta fatte certe scoperte, altro che "profit". Filantropia e beneficienza? Sì, ma - in troppi casi - per i loro amministratori e per qualche combriccola di amici con o senza bandiere. Prevenzione della criminalità? Macché: nella criminalità - alle volte - fino al collo. Ricerca tecnologica? Certo, ma, se scoperti con il sorcio d'oro in bocca, per far sparire nell'aere - come avvenuto a Siena - i "files" compromettenti dei loro "computer". Arte? Sicuro: l'arte - come emerso più di una volta - di sottrarre i milioni dalle casse dell'istituzione e trasferirli nella tasche improprie di questo e di quello. E, poi, senza neppure dover pagare l'odiosa famosa Imu sui loro ricchi immobili. Perché loro, poverine, sono state esentate in quanto enti - certamente sulla carta - senza fini di lucro. "Fondazioni bancarie" o "Fondazioni paraventarie"?

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