Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

lunedì 6 maggio 2013

Le domeniche "dense" del "Corriere"

"E' una domenica densa - si legge all'inizio dell'articolo di Maria Rosaria Spadaccino sul "Corriere della sera" di oggi 6 maggio - quella di ieri tra piazza Venezia e Campidoglio".
Movimenti di autorità istituzionali per cercare soluzioni urgenti ai gravi problemi attuali del Paese e della sua capitale? Macché. Piazza Venezia perché invasa dai tifosi juventini festanti per il nuovo campionato conquistato. Il Campidoglio perché invaso da invitati e folla plaudente per il matrimonio della "show girl" Valeria Marini e dell'imprenditore Giovanni Cottone nella chiesa dell'Ara Coeli. Un matrimonio ripreso oltretutto in diretta - chissà perché - dalla Rai in "Domenica In". Compresa la bestemmia di un "bodyguard".
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sabato 4 maggio 2013

Giustizia così

"Giorgio Giubilei - nella notte tra il 5 e il 6 ottobre scorso - stava procedendo a 120 chilometri all'ora in pieno centro, in stato di ubriachezza, non si era fermato al semaforo per lui rosso, aveva centrato in pieno un'auto che stava transitando con il verde ed aveva ucciso sul colpo Matteo Pagano di appena 25 anni".
A processo appena concluso in prima istanza, però, l'automobilista omicida e contravventore di ben tre articoli del Codice della strada non sarà chiamato a scontare neppure un giorno di carcere in quanto, patteggiata una condanna - tra l'altro incredibilmente lieve - di un anno e nove mesi, si è visto sospendere la pena. "Quella notte - hanno amaramente commentato i genitori della giovane vittima - abbiamo perso un figlio, ma per il Tribunale è come se non avessimo perso nessuno". Vero. L'automobilista omicida e contravventore di ben tre articoli del Codice della strada, quella notte tra il 5 e il 6 ottobre scorso, non ha evidentemente ucciso un giovane di 25 anni, ma ha solo schiacciato una formica.
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Il clamoroso "dietro front" di Beppe Grillo

"Paolo Becchi - ha scritto Beppe Grillo sul suo "blog" - è finito nel tritacarne mediatico e, dunque, io gli offro, per spiegarsi, un doveroso spazio".
Non è sempre vero, allora, che la notte porta consiglio. A Beppe Grillo, in questo caso, ha portato clamoroso contraddittorio suggerimento. Solo nella giornata di ieri, infatti, aveva urlato, al professor Becchi il "sovversivo", tu per noi non sei nessuno e tanto meno l'ideologo. E tutti si erano rallegrati per questa sua dissociazione. Ingenuamente, dunque. Perché il professor Paolo Becchi è ricomparso, con tutti gli onori, sul "blog grillino". E non per scusarsi di quanto gravemente affermato, ma per accusare quanti, assolvendo al loro ruolo di cronisti, avevano riportato il gravemente da lui affermato. Sul "suo" professore di filosofia del diritto, perciò, il rettore dell'Università di Genova, Giacomo De Ferrari, ha giustamente commentato: "Quando si parla di certi argomenti, bisogna prima usare il cervello e poi parlare... Solo un'ingenuità la sua? Ma qui, purtroppo, stiamo parlando di un professore e non di un analfabeta il quale non si rende conto di quello che dice". Ma un giusto commento su Beppe Grillo? Beh, quello, non può essere che il solito: se Beppe Grillo vuole fare davvero politica seria, occorrerebbe che la smettesse di fare spettacoli di varietà che non fanno nemmeno ridere.
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Giggino delle buche

"Luigi De Magistris - indagato, dal pubblico ministero Stefania Buda e dal procuratore aggiunto Francesco Greco, per le "buche killer" nelle strade di Napoli - ha cercato di difendersi, per non essere intervenuto, con questa domanda retorica: "Ma un sindaco senza risorse, cui hanno consegnato un Ente in dissesto, che cosa avrebbe dovuto fare?"".
Risposta tutt'altro che retorica: non assumere nuovo personale, ad esempio, nel suo già ampio "staff".
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venerdì 3 maggio 2013

Elementare, Watson

"Nelle intenzioni di voto degli italiani - ultima indagine della "Swg" per conto della trasmissione "Agorà" di Rai 3 - Pdl al 26,8% (in calo dello 0,2% rispetto alla settimana precedente), Pd al 23,8% (in aumento dell'1,8%), "Movimento 5 stelle" al 23, 7% (in calo dell'1,8%)".
Da quando i due partiti maggiori hanno accettato responsabilmente di collaborare per salvare l'Italia dal baratro, dunque, i cittadini stanno restituendo fiducia alla politica e mandando a ramengo sterili e assurdi populismi. L'augurio è che Pdl e Pd continuino a marciare insieme per la salvezza dell'Italia e che le impuntature reciproche di questi giorni velocemenete si spengano. Perché la fiducia degli italiani non è che si sia di nuovo radicata, ma è ancora appesa ad un filo. E' in prova. E Beppe l'urlatore, che ora sta progressivamente andando a fondo, ha però dimostrato di essere un buon nuotatore e, ove le mareggiate politiche tornassero a favorirlo, non ci impiegherebbe niente a tornare, con quattro bracciate, a galla. Chissà, poi, con quale altro ideologo. "Elementare, Watson" direbbe il famoso Sherlock Holmes.
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E' più forte lo Stato o il "boss" Messina Denaro?

"Dopo avere chiesto uomini e mezzi, nel 2004, per arrestare il "boss" Matteo Messina Denaro - si è deciso a denunciare, alla Procura di Palermo, l'allora maresciallo Saverio Masi - il mio superiore, per tutta risposta, mi urlò: "Noi non abbiamo intenzione di prendere né Provenzano né Messina Denaro. Non hai capito niente allora? Ti devi fermare. E fui in tutti i modi fermato".
Il "boss" Matteo Messina Denaro, tra i quattro considerati i più pericolosi nel mondo, è ormai latitante da venti anni. L'allora maresciallo Saverio Masi, ora caposcorta del pubblico ministero Nino Di Matteo, ha scelto di dire tutta la verità, ai magistrati, dopo nove anni da quell'episodio inquietante. Ne è passato del tempo. Per cui, a maggior ragione, sarebbe quanto mai opportuno che la Magistratura, ora, non ne lasciasse trascorrere dell'altro prima di appurare come siano andati i fatti - e perché - di condannare chi per quei fatti vada condannato e, se possibile, di far emergere - durante le indagini preliminari e il successivo processo - elementi che possano finalmente portare alla cattura di Matteo Messina Denaro. Il quale, evidentemente, è un personaggio di grande potere. Ma il cui grande potere non può continuare ad essere più forte di quello dello Stato.
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L'ideologo non più ideologo

"Il professor Paolo Becchi, il quale ha pronunciato in questi giorni parole e tesi praticamente sovversive - hanno tenuto a precisare i gruppi parlamentari "5 stelle" - non è il nostro ideologo". "Paolo Becchi - ha tenuto a confermare Beppe Grillo - non rappresenta il nostro "Movimento"".
Precisazione e conferma che fanno piacere. Peccato, però, che i gruppi parlamentari "5 stelle" e Beppe l'urlatore non abbiano onestamente sottolineato "da oggi". Perché infatti, fino a ieri, sono rimasti appesi alle labbra del professor Paolo Becchi e non lo hanno mai sconfessato neppure quando ha cominciato  , non da ora, a "dare di eversivo". Meglio tardi che mai, comunque. Con l'augurio che certe simpatie e certe tesi anti-Istituzioni, che continuano a comparire sul sito "5 stelle" e anche su certi palchi, vengano a loro volta disconosciute dal "Movimento" e dal suo capo urlatore. Perché, putroppo, in Italia, di Becchi ce n'è più di uno.
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Carta igienica e rimborsi elettorali

"Mio padre è ricoverato in un ospedale di Roma e in bagno non c'è la carta igienica - ha scritto un lettore al "Sette" del "Corriere della sera" - Al tempo stesso, ai partiti, andranno 159 milioni di euro per rimborsi elettorali".
Beh, appunto, in molti bagni di ospedale manca perfino la carta igienica proprio perché tanti euro vanno destinati ai rimborsi elettorali dei partiti. Ma addirittura 159 milioni? Potrebbe esserci una spiegazione: i partiti, durante ogni campagna elettorale, vengono colti, magari per la paura di non farcela, da così severi attacchi di dissenteria da avere bisogno - loro - di tanta, tantissima carta igienica. Per 159 milioni di euro.
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giovedì 2 maggio 2013

Quelle brutte macchie sul 1° Maggio

"1° Maggio - a Torino - sono sfilati in corteo cartelli "mitizzanti" l'uomo il quale, qualche giorno fa davanti a Palazzo Chigi, ha sparato contro due carabinieri. Qualche decina di giovani - a Napoli - ha messo fuori uso trenta convogli della ferrovia Circumvesuviana. Durante il "concertone" in piazza San Giovanni - a Roma - sono stati sequestrati, dalle forze dell'ordine, due chili di stupefacenti".
Il 1° Maggio è stato sempre una festa bella - con una componente seria e una componente gioiosa - proprio per tutti. Cambiano i tempi anche del 1° Maggio. Per la maggior parte degli italiani, per fortuna, resta una bella festa. Ma cominciano ad approfittarne, disgraziamente, quanti la festa vorrebbero farla alle Istituzioni e a ciò che più idealmente le sostiene e le rappresenta. Qualcuno cerca di giustificare certi episodi con l'attuale disagio economico e sociale. Ma il disagio - con quanto accaduto a Torino, a Napoli e a Roma durante la celebrazione del 1° Maggio - non c'entra  nemmeno di striscio. Il disagio esiste, innegabilmente, ma non può essere - e non è - quello che si manifesta con il glorificare chi spara ai carabinieri, chi distrugge un bene pubblico, chi "si fa di droga" durante uno spensierato concerto in piazza. Quello è solo teppismo violento. Politico o no.
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Se l'ideologo benedice il terrore

"Hanno messo un altro banchiere all'economia - ha "sparato", ai microfoni de "La zanzara" su Radio24, il filosofo indicato come l'ideologo di Beppe Grillo, Paolo Becchi - e, dunque, non è follìa pensare che uno possa prendere le armi".
Ma Beppe l'urlatore è d'accordo con una simile "sparata"? E' d'accordo con il suo illustre ideologo il quale, in fondo, ha finito per benedire un'eventuale rinascita del terrorismo e un'eventuale lotta armata contro lo Stato? Se Beppe ancora c'è, farebbe bene ad uscire dalla trincea e a dire qualcosa lui personalmente. Farebbe bene, insomma, a battere un colpo. Sperando non sia di arma da fuoco.
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La "Rivoluzione civile" è già finita

"Angelo Bonelli dei "Verdi, Luigi De Magistris del "Movimento arancione", Oliviero Diliberto del "Partito dei comunisti italiani", Antonio Di Pietro dell' "Italia dei valori", Paolo Ferrero del "Parito di rifondazione comunista" e Leoluca Orlando del "Movimento Rete 2018" - si è letto in un comunicato - hanno deciso di uscire da "Rivoluzione civile" di Antonio Ingroia".
Il divorzio, comunque, è stato consensuale, perché d'accordo anche Antonio Ingroia, e anche senza alcun rancore, perché, nel separarsi, tutti hanno tenuto a riconfermare una intatta reciproca stima. Ma, poi, Antonio Ingroia si è comunque consolato subito perché, finita la convivenza in "Rivoluzione civile", ha annunciato di aver cominciato a darsi da fare per la nascita di "Azione civile". Per ora da solo. Poi si vedrà, se riuscirà ad irretire  qualcuno in seconde nozze.
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mercoledì 1 maggio 2013

Il 1° Maggio di Elsa Fornero

"1° Maggio, celebrata - come tradizione - la "Festa del lavoro"".
Festeggiata con un 11,5% di italiani disoccupati e con disoccupato il 38,4% dei giovani. Chissà se l'ex Ministro Elsa Fornero, riandando con il ricordo alla sua inesperienza e al suo cinismo di governo, avrà pianto, questa volta, a ragione.
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Il pulpito non si addice ad Adriano

"Togliersi la vita - ha predicato, in un lungo articolo pubblicatogli dal "Corriere della sera", Adriano Celentano - vuol dire non avere la forza di combattere".
Ma lui, il predicatore miliardario Adriano Celentano, si è mai trovato in situazioni estremamente disperate senza che niente e nessuno si vedesse all'orizzonte per dare una mano? Quando la forza di combattere è andata drammaticamente a frantumarsi contro un massiccio muro di cinica indifferenza? La sua biografia è lì a testoniare che, no, lui non si è mai trovato in simili situazioni e in simili conseguenti disperazioni. Farebbe meglio, allora, a rispettare, almeno, quanti - non per loro colpa, non per non avere combattuto fino in fondo - non hanno avuto la sua stessa fortuna e il suo stesso "ascolto". Come il "Corriere della sera" farebbe bene a non ospitare con tanta facilità e tanto spazio - chissà poi perché - questi sermoni presuntuosi, oltre che sgrammaticati, di un "re degli ignoranti" sempre più pieno di sé, sempre più ricco e sempre più estraneo ad una realtà sempre più drammatica. Qualcuno, per favore, faccia scendere Adriano Celentano giù dal pulpito. Facendolo risalire, magari, su nel palco delle piazze canore. Sarebbe già meglio.
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Per qualche dollaro in più

"Caroline Starks, due anni - è accaduto  a Barkesville, nel Kentucky - è stata uccisa, dal fratello di cinque anni, con un fucile "Little Crickett" a pallini che gli era stato regalato".
Il fucile "Little Crickett" è un' arma che viene prodotta proprio per i più piccoli, spara pallini, può essere appunto letale, ma la sua vendita e il suo possesso sono del tutto legali. Per abituare gli americani, evidentemente, a usare liberamente le armi fin da piccoli. A far fare loro pratica. Con grande soddisfazione, e ancor più grande profitto economico, della potente "lobby" dei fabbricanti. E senza la minima vergogna, e ancor più senza il minimo rimorso, di tutti quei parlamentari Usa i quali continuano ad opporsi ad ogni limitazione e regolamentazione della vendita delle armi perfino da guerra. Questa volta è morta una bambina di due anni? E che importa?  Tutto - ecco che cosa importa - per qualche dollaro in più.
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"Shocking" a vuoto

"La Cancelliera tedesca Angela Merkel - come tutti hanno potuto vedere in tv e nelle foto dei giornali - ha ricevuto il Presidente del Consiglio italiano, Enrico Letta, con una sgargiante giacca "rosa shocking"".
Il neopresidente del Consiglio, Enrico Letta, non è rimasto però minimamente scioccato. Tanto è vero che ha fatto tranquillamente sapere, alla Cancelliera Merkel, che il nostro Governo manterrà sì fede agli impegni presi, ma in quale modo e con quali strumenti a stabilirlo sarà l'Italia e non la Germania.
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