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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

lunedì 6 gennaio 2014

Il "suk" romano dei Fori Imperiali

"Nella domenicale pedonale via dei Fori Imperiali - ha pubblicato un servizio il "Corriere della sera" - di tutto: oltre ai romani e ai turisti più che legittimati, infatti, cinesi i quali costruiscono rane e cavallette con erbaggi vari, africani i quali smerciano giraffe ed elefanti di legno in miniatura, indiani che vendono modellini di moto, cingalesi che offrono farfalline lumionose volanti, mimi immobili coperti di biacca dal cappello ai piedi, fachiri su pedane metalliche, bancarelle di mille cianfrusaglie (comprese stampe con vedute di Roma, ma "made in China"), posti di ristoro, gladiatori in maschera, perfino un sosia di Papa Wojtyla con accanto però il cartello - tante volte qualcuno avesse dubbi - che non si tratta del vero Papa. Un vergognoso "suk", insomma, vero e proprio. Dove, appunto, c'è di tutto. Ma di tutto tranne una presenza: quella di almeno un vigile urbano".
Nemmeno a dire che, questa domenica, i vigili urbani fossero stati mobilitati in forze in occasione della partita di calcio: la "Roma" avrebbe giocato quel giorno a Torino e la "Lazio"  a Roma, ma la sera dopo. Dov'era, allora, almeno un vigile urbano? Forse tutti a fare sport con il sindaco Ignazio Marino. O in bicicletta, cantando sotto la pioggia. O sul ring, ben al coperto, per l'incontro decisivo sul riassetto definitivo del Corpo di polizia di Roma capitale. Con uno dei luoghi più suggestivi di Roma capitale, intanto, come una stradaccia commerciale di Malindi o di Maputo. Con i turisti,lì, a fotografare. Ma non i Fori imperiali: la vergogna che li circondava.
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