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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.
"Che cosa scriverai - mi ha chiesto al telefono un amico - sulla festa dell'8 marzo?"
La risposta è stata: "niente di particolare". Perché - non solo a mio parare - la grande e complessa "questione donna" non può esaurirsi in una farsa retorica e in un'operazione commerciale di ventiquattr'ore, ma va affrontata, finché non sarà stata risolta, con un serio e concreto impegno giorno per giorno. Alla faccia delle mimose e dei vuoti "bla bla", soprattutto, di quei movimenti femministi che gli altri 364 giorni dell'anno non si sa dove stiano a dormire.
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"I carabinieri hanno denunciato una cinquantenne - a Cisterna di Latina - perché portava i tacchi a spillo".
Reato portare i tacchi a spillo? Sì, se si finge di essere invalidi al 100% alle gambe e si prende la relativa pensione. E la cinquantenne di Cisterna di Latina, mentre nella sua cittadina girava con la carrozzina e con le stampelle, quando raggiungeva in macchina il vicino capoluogo per fare "shopping", si toglieva infatti le babucce, indossava scarpe anche con i tacchi a spillo e se ne andava beatamente per negozi. Ma i carabinieri se ne sono accorti e fine dell'indebita pensione di invalidità. Al processo per truffa che avverrà nei suoi confronti, però, le è stato garantito che lì potrà andare tranquillamente, volendo, anche con i tacchi a spillo.
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"Il mio Governo dei sogni - ha confessato, al quotidiano "Il Foglio", Flavio Briatore - sarebbe Mario Draghi all'Economia, Luca Cordero di Montezemolo al Turismo e Sergio Marchionne allo Sviluppo economico".
Tutto qui? E agli Interni, agli Esteri, al Lavoro, alla Sanità, alla Giustizia, all'Istruzione e alla ricerca, alle Infrastrutture e ai trasporti, alle Politiche agricole, all'Ambiente? E, soprattutto, con quale Presidente del Consiglio? Nessuna indicazione. Silenzio assoluto. "Somnium interruptum" (sogno interrotto) bruscamente. In quanto incubo o in quanto incapace di trovare uomini altrettanto "top" per quelle caselle? Non resta che augurare, a Flavio Briatore, delle migliori notti a venire. Con più piacevoli sogni d'oro.
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"Mi permetto di chiederle - ha scrito, alla presidente della Rai, il parlamentare pd Michele Anzaldi - se condivide l'imitazione del Ministro Maria Elena Boschi fatta a "Ballarò"".
C'è da chiedersi, con sorpresa, perché la presidente della Rai non dovrebbe condividerla quando fino ad oggi, su tutte le reti tv e su tutti i canali radio, ha tranquillamente condiviso, senza muovere un dito o rimuovere un comico, le imitazioni, perfino le più irriverenti e le più squallide, di tanti altri Ministri e non Ministri. Ma, forse, il parlamentare pd Michele Anzaldi è uno di quelli i quali hanno, come motto rovesciato, "non fare a te stesso quello che vorresti fosse fatto agli altri". Oppure, chissà, è segretamente innamorato di Maria Elena e, quindi, guai a chi gliela tocca.
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"Durante una scenata di gelosia - ha raccontato il quotidiano "Libero" - la fidanzata Francesca Pascale avrebbe addirittura alzato le mani sul Cavaliere".
Ambienti vicini alla "strana coppia", però, avrebbero rassicurato che, tra i due, è subito tornata la pace e che il Cavaliere non se la sarebbe presa. L'Italia può dunque tranquillizzarsi e tornare a sorridere. D'altra parte il Cavaliere, come si sa, è un uomo di mondo oltre che di mondane.
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"Sul tavolo del "premier" Matteo Renzi - ha rivelato "Rete disarmo" - c'è anche la richiesta di acquisto, lasciatagli lì dall'ex Ministro della Difesa, Mario Mauro, di 14 cacciabombardieri "F35" nuovi di zecca e con tutti i difetti riscontrati loro perfino dal Pentagono".
Se il "premier" Matteo Renzi dovesse condividere quella richiesta d'acquisto, il Governo dovrebbe sborsare quasi due miliardi entro il 2016 e 540 milioni già quest'anno. 540 milioni - come ha fatto notare il portale internet "Sbilanciamoci" - che sarebbero, per lo stesso periodo, quasi il doppio dei tagli previsti per il Servizio sanitario nazionale e una cifra tre volte superiore a quella occorrente per assumere 26 mila ricercatori. Come si comporterà, allora, il "premier" Matteo Renzi? Una cosa, comunque, è certa: lui, quando era ancora sindaco di Firenze, disse chiaro e tondo: "Quelli per gli "F35" sono soldi buttati via".
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"E' stato di 76 milioni di euro il costo degli stipendi dei giudici di Tar e Consiglio di Stato - ultima rilevazione del 2012 - di 33 milioni di euro il costo degli stipendi dei rispettivi dipendenti amministrativi, di 3 milioni e mezzo il costo degli uffici. Ed è di 130 mila euro annui lo stipendio medio annuo lordo di un giudice di Tar e Consiglio di Stato, mentre di 153 mila euro lordi annui è, mediamente, la sua pensione".
Cifre indubbiamente notevoli. Ma più notevole è un'altra cifra: i ricorsi arretrati che a tutt'oggi pendono davanti ai magistrati di Tar e Consiglio di Stato, poiché le loro udienze sono state, fino ad oggi, circa due al mese, sono ben 322 mila. Non c'è che dire: un'altra bella casta di privilegiati.
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"Ciò che sembra accadere in terre lontane - ha commentato il "caso Antonio Gentile" lo "scrittore antimafia" Roberto Saviano su "L'Espresso" - può arrivare a minare la credibilità di un Governo. Di un Governo... che fa del cambiamento la sua forza. Cambiamento, in questo caso, deve significare soprattutto attenzione a ciò che accade localmente perché l'Italia si fa nelle province e questo Governo di sindaci deve saperlo più di chiunque altro".
Più che giusto. Con una domanda, tuttavia: perché lo "scrittore antimafia" Roberto Saviano, per esprimere il suo pur condivisibile pensiero, ha scelto di commentare il "caso Antonio Gentile" e le province calabre e non, ad esempio, il più clamoroso - almeno fino ad ora - "caso Francesca Barracciu" e le province sarde? Aum aum? Se così, però, anche questa non sarebbe un po' mafia?
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"Non si voterà fino al 2015 - ha fatto la "battuta" il "neorenziano" Nicola Latorre - perché Matteo è più paravento (ma lui non ha detto proprio paravento) del Cavaliere".
Beh, in considerazione di quanto si è potuto vedere fino ad oggi, in effetti una bella gara per il "più paravento del reame". Del reame repubblicano, naturalmente.
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"La nuova legge elettorale - è stato previsto oggi a Palazzo Chigi - passerà, alla Camera, lunedi prossimo".
Ma lunedi prossimo, sempre ammesso che poi passi lunedi prossimo, sarà il 10 marzo. E non - come aveva cronoprogrammato il "neopremier" Matteo Renzi - venerdi 28 febbraio. Quando sarebbero dovute pasare, addirittura, tutte le riforme. Almeno dieci giorni, quindi, di ritardo. Un rimprovero al "neopremier" Matteo Renzi? Assolutamente no. Soltanto l'invito a rimettere in sesto il suo cronometro che sembra avere rallentato lo scandire di minuti, ore e giorni. Come se le sue pile si stessero esaurendo.
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"Il sottosegretario pd Sandro Gozzi - dopo che il Ministro pd Maria Elena Boschi aveva sostenuto che non esiste l'obbligo, per il Governo, di rimuovere eventuali suoi componenti indagati - ha voluto rafforzare questo principio affermando che, alla fine, quello di Antonio Gentile - dimessosi, invece, per essere sì "chiacchierato", ma non indagato - è stato soltanto un atto di responsabilità".
Ma, allora, i quattro sottosegretari pd indagati non devono essere rimossi, ma, alla fine sono però degli irresponsabili? Se lo dice lui...
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"Il direttore di "Repubblica", Ezio Mauro - a proposito della decisione del Governo a guida Renzi di non rimandare a casa i sottosegretari indagati - ha parlato, nella riunione di redazione del mattino, di "cambiamento tradito"".
Di un rinnovamento cioè che, promesso dal "neopremier", il "neopremier" non sta realizzando. E se anche questo lo dice lui...
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"Niki Vendola è stato accusato di concussione aggravata - dai magistrati della Procura di Taranto - in relazione al grave disastro ambientale imputato allo stabilimento "Ilva"".
Niki Vendola, però, continua a negare ogni sua responsabilità nel brutto affare. E può darsi abbia le sue buone ragioni per negarlo. Si consoli, comunque: insieme a lui e ad un'altra cinquantina di persone, per reati vari, sono stati accusati anche un agente di polizia, un carabiniere e perfino un prete.
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""Nobel per la pace" a Putin - ha detto la sua, su "Il Giornale", Riccardo Pelliccetti - dove sarebbe lo scandalo"?
Riccardo Pelliccetti, forse, è un giornalista cui piace dormire sonni profondi e cui fa fatica informarsi perfino sul quotidiano dove scrive. Qualcuno, allora, lo svegli, lo renda edotto e gli faccia sapere che lo scandalo sarebbe in Crimea. Nei carri-armati e nei soldati russi mandati, da Putin, ad invadere quella regione appartenente all'Ucraina. E nella vecchia nave russa fatta affondare nella baia di Donoslav, da Putin, per impedire ogni accesso alle vicine strategiche basi dei militari ucraini i quali non si sono ancora arresi.
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"Tra i candidati al "Nobel per la pace" - giunge notizia da Oslo - anche il Presidente russo, Vladimir Putin".
Ah, sì? Peccato che alla sua bianca colomba il rametto di pace sia caduto sulle bocche dei cannoni dei carri-armati che hanno invaso la Crimea.
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