Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

lunedì 3 marzo 2014

Il Gentile che se ne va

"Mi dimetto da sottosegretario - ha annunciato, a tarda sera, quell'Antonio Gentile il quale, secondo alcune accuse, avrebbe fatto dure pressioni, sullo stampatore dell' "Ora dellas Calabria", per impedire l'uscita della notizia di una indagine aperta a carico di suo figlio - mi dimetto nell'interesse e per il bene del Governo e del mio partito, ma ribadisco di non essermi reso responsabile di alcunché".
Nobile e responsabile comportamento - a differenza di altri sottosegretari i quali, pur essendo addirittura già indagati, restano attaccati alle loro poltrone e non vengono attaccati come lo è stato Antonio Gentile - oppure una mossa a precedere una eventuale possibile apertura di indagini da parte della Magistratura? Saranno, a svelarlo, i giorni prossimi venturi. Il Pd comunque, avendo scheletri già identificati e noti nel suo armadio governativo, non dovrebbe cantare troppo vittoria. E non dovrebbe cantarla troppo, neppure, quel Beppe Grillo il quale sarà pure duro, ma non certamente puro. Lui infatti, proprio oggi, è stato condannato - lui, sì, già condannato - a quattro mesi, dal giudice monocratico Elena Rocci di Torino, per avere rotto i sigilli posti, per decisione della Magistratura, alla baita "No Tav" di Chiomonte. Non solo. Il Beppe duro ma non puro è alla sua seconda condanna e questa, per di più, definitiva. La condanna a 14 mesi per avere causato la morte, ribaltandosi una trentina di anni fa, con il suo "fuoristrada"  verso il Colle di Tenda, di tre suoi amici. Solo 14 mesi, sì, e, in più, con la condizionale certo. Ma sempre con tre morti sulla coscienza. La "Rete" lo sa?

L'uomo della strada e il debito pubblico

"Il nostro debito pubblico - ha fatto sapere l'Istat - è ulteriormente aumentato: è, mai così alto dal 1990, al 132,6% del Prodotto interno  lordo".
Domanda dell'uomo della strada: quale fine hanno fatto, allora, tutti quei miliardi di tasse e di balzelli vari che ci sono stati imposti anno dopo anno? Ma che vuoi, uomo della strada? Tu, uomo della strada, non puoi capire. Tutto quello che puoi fare è pagare e tacere.
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La "Grande bellezza" di Maradona

"Il regista Paolo Sorrentino - nel ritirare meritatamente, ad Hollywood, l' "Oscar" per il migliore film straniero con il suo "La grande bellezza" - ha voluto ringraziare, in quanto "sue fonti di ispirazione", quattro "campioni della loro arte" quali Federico Fellini, Martin Scorsese, i Talking Heads e Diego Armando Maratona".
Sorge, tuttavia, un dubbio: Diego Armando Maradona in quanto artistico campione di calcio o in quanto artistico campione di evasioni fiscali?
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Precedenze

"Quando l'anziano stava traversando sulle strisce pedonali in via della Camilluccia - a Roma - tutti si sono fermati meno Rosario Fiorello in motorino e, così, tutti e due in ospedale". 
Ma, benedetto anziano, pure tu. Certo che i pedoni, sulle "strisce", hanno la precedenza. Ma mica sempre. Devono darla loro quando è in arrivo un'ambulanza, un mezzo delle forze dell'ordine a sirene spiegate, purtroppo anche un'  "auto blu" con la scorta. E però, santa pazienza, anche quando arriva Rosario Fiorello.
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domenica 2 marzo 2014

Antonio Gentile e Francesca Barracciu

"Poiché si dice che il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti Antonio Gentile abbia fatto dure pressioni sullo stampatore dell' "Ora di Calabria" per impedire l'uscita della notizia di una indagine aperta a carico di suo figlio - si va chiedendo, con sempre più insistenza, in ambienti del Pd - che si dimetta o venga rimosso dall'incarico".
Ma il sottosegretario Antonio Gentile è - per questo fatto, tra l'altro, tutto ancora da chiarire - sotto inchiesta  da parte della Magistratura? No. O, perlomeno, ancora no. E però, comunque, sarebbe da lodare ove facesse ugualmente, per il bene non solo del Governo, un passo indietro. Quello che obiettivamente non si capisce, tuttavia, è il perché, nel Pd, ci sia tanto accanimento nei confronti di un sottosegretario nemmeno indagato come Antonio Gentile e non si pronunci una sola parola nei confronti di quel sottosegretario alla Cultura, Francesca Barracciu, addirittura indagata e, per questo, fatta desistere - come noto - dalla corsa a nuovo Governatore della Sardegna. "Il Pd - ha certo detto, in una intervista di oggi al "Corriere della sera", l'onorevole Barracciu - è un partito garantista e il suo codice etico non esclude che ci si possa candidare anche in caso di avviso di garanzia". Allora, però, che si fa? Si vuol dare ragione a Silvio Berlusconi quando afferma che il garantismo e i codici etici valgono soltanto a senso unico?
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Il rigore no, ma gli autogoal sì

"Nella nomina dei sottosegretari - ha voluto commentare l'ex presidente del Pd, la "rottamata" Rosy Bindi - non si può dire che ci sia stato rigore".
Quanto sta emergendo qua e là dopo questa nomina, in effetti, sembra stia dandole ragione: non si può dire che ci sia stato rigore, ma che ci siano stati alcuni autogoal sì.
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Luigi Petroselli e Ignazio Marino

"Sala gremitissima - all'Auditorium di Roma - per assistere alla proiezione del documentario di Andrea Rusich in occasione dell'82° anniversario della nascita del grande sindaco Luigi Petroselli".
Sala gremitissima, ma, se si fosse cercato l'attuale sindaco, Ignazio Marino, non lo si sarebbe trovato. Infatti non c'era. E chissà  dov'era invece andato sulla sua amata due ruote. Peccato, comunque. Se avesse assistito alla proiezione del documentario sul sindaco più amato di Roma, avrebbe infatti imparato, senza dubbio, molte cose. Come si amministra davvero una grande città. Come si fa davvero il sindaco.
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La gioventù secondo Luca

"Luca Cordero di Montezemolo si è dimesso da presidente dell'associazione "Italia futura", quella che lui aveva fondato nel 2009, perché - ha spiegato - ha ormai 66 anni ed è giusto lasciare spazio ai giovani".
Giusto, certo, ed anche lodevole. Ma quale giovane andrà a presiedere, ora, "Italia futura"? Subito l'industriale Carlo Pontecorvo di ben quattro anni di età meno di lui. E a seguire, fra breve tempo, l'ex Ministro Corrado Passera addirittura di ben sei anni di età in meno. L'uno, insomma, di 63 anni e l'altro di 60. Non vecchi, per carità, ma nemmeno giovani nel significato più vero di giovani. E allora, per Luca Luca, comprensibile il diritto di stancarsi anche delle proprie creature e di mirare ad obiettivi ben più concreti - come, tanto per dire, il vertice di "Alitalia-Etihad" - ma perché non dirlo apertamente e inventarsi bubbole?
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Le pigne di Gianfranco

"Io - ha detto, nel presentare la sua nuova creatura chiamata "Unione dei movimenti popolari", l'onorevole ex dc e oggi sempre sedicente"berlusconiano" Gianfranco Rotondi - sono l'anti-Renzi e mi propongo, quindi, come "leader" del centrodestra".
Ma qual è il simbolo scelto per questa "Unione dei movimenti popolari"? "Un pino marittimo" ha detto ancora, con orgoglio, Gianfranco Rotondi. Ecco, dunque, da dove vengono le pigne nella sua testa.
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sabato 1 marzo 2014

Quella disperazione che non fa più notizia

"Un uomo da un anno senza lavoro - a Rocco del Golfo in provincia di La Spezia - si è cosparso di benzina e si è dato fuoco davanti alla famiglia. E, quando il figlio maggiore è riuscito a spegnere le fiamme, l'uomo ha afferrato un coltello e si è colpito a morte".
La stampa quotidiana ha dato scarso rilievo a questo pur drammatico fatto. Preoccupante. Perché potrebbe significare che questi suicidi disperati sono ormai così numerosi da non "fare più notizia". Né per i giornalisti né, peggio ancora, per i politici.
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I "bisogni" più dei giuramenti

"Il nuovo Governo Renzi - assumendo per buono quanto già predisposto dal vecchio Governo Letta - ha dato via libera a quella Tasi (tassa sui servizi indivisibili) che consentirà ai Comuni di elevare l'aliquota fino al 3,3 per mille sulle prime case e dell'11,4 per mille sulle seconde case".
Un balzello non da poco mentre si continuano a rinviare i vari e veri tagli alla politica. Ma comunque, quando si è dato il via libera a questo balzello, dov'era quell'Angelino Alfano il quale ha sempre giurato di essere al Governo come "sentinella antitasse"? Forse era andato un momento in bagno.
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Incredibile

"Con la licenza ai Comuni di stangare i cittadini con la Tasi e con le nomine peggio del famigerato "Manuale Cencelli" di viceministri e sottosegretari - ha bacchettato Silvio Berlusconi - il neopremier Matteo Renzi ha iniziato con il piede sbagliato".
Incredibile. Un pregiudicato che si permette di bacchettare uno spregiudicato.
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Ahi, ahi, ahi, Francesca

"Anche Francesca Barracciu, sottosegretaria alla Cultura - ha voluto ricordare più di qualcuno - è nella condizione di indagata. Lei in quanto dentro, secondo l'accusa, al caso "spese pazze" nel gruppo consiliare pd alla Regione Sardegna".
Francesca Barracciu, in effetti, aveva sì vinto le primarie per la candidatura a nuovo Governatore della Sardegna, ma poi, proprio a causa di quella condizione di indagata, era stata invitata, dal partito, a desistere. E quando il nuovo Governatore, il pd Francesco Pigliaru, aveva scelto la squadra degli assessori, sempre a causa di quella condizione di indagata, l'aveva lasciata fuori. Il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, l'ha invece accolta, tranquillamente, come sottosegretaria in un dicastero significativo. Ha fatto bene come ha fatto il nuovo Governatore della Sardegna, Francesco Pigliaru, o il nuovo Presidente del Consiglio, Matteo Renzi? Con tutto il rispetto, naturalmente, per l'onorevole sottosegretaria Francesca Barracciu, attualmente indagata ma non condannata. E, però, con troppe perplesità sulla coerenza all'interno del Pd.
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Beppe e i sondaggi

"Una medaglia ideale - ha assegnato, sul suo "blog", Beppe Grillo - a quei ventisei deputati sanzionati alla Camera per gli scontri di cui si sono resi protagonisti in aula".
Ma a quei tredici senatori i quali hanno invece abbandonato il "Movimento 5 stelle" insofferenti della sempre più dura e inaccettabile dittatura Grillo-Casaleggio? Il solito "vaffa". Se si andasse oggi a votare, però, il "Movimento 5 stelle" ne uscirebbe, secondo i sondaggi, con molti punti percentuali in meno. Beppe Grillo non si scompone: "vaffa" anche i sondaggi.
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Taglia ch'è rosso

"Il sindaco di Roma, Ignazio Marino - ha tenuto a precisare Palazzo Chigi - ha ricevuto l'aiuto che scongiurerà l'immediato "default" del Comune, ma sarà ora sotto osservazione perché faccia il bravo".
Il sincaco Ignazio Marino, allora, potrebbe cominciare a privarsi, in tutto o in parte, di quei 75 consulenti chiamati dall'esterno e i quali costituiscono, per il Comune, un costo annuo di oltre quattro milioni e mezzo di euro. Una briciola, certo, rispetto al "rosso capitolino". Ma sarebbe un prino concreto, ancorché minimo, segnale che, sì, vorrà fare davvero il bravo.
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