"Per la storia dei cosiddetti "affitti d'oro" del Parlamento - come può evincersi dall'articolo 2 del "Decreto Milleproroghe" - è finito che lo Stato può esercitare il diritto di recesso non più entro il 31 dicembre, ma entro il 30 giugno di quest'anno. Non solo: è poi necessario un preavviso non più di trenta giorni, ma di sei mesi".
Come, come? Se il diritto di recesso debba essere fatto valere entro il 30 giugno e, però, sia necessario un preavviso di sei mesi, non dovrebbe essere saltato tutto almeno per quest'anno? Sì, se la matematica, che serve a fare anche i conti, non è un'opinione. Ma allora? Allora un'altra presa per i fondelli per gli italiani supertartassati e, invece, un altro mattone d'oro per l'immobiliarista Scarpellini dentro la imminente calza della Befana. Ma Matteo Renzi se n'è accorto?
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