Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

domenica 6 aprile 2014

Il simbolo ammucchiata

"Centro democratico" di Bruno Tabacci, "Scelta civica" di Mario Monti e "Fare per fermare il declino" di Santo Versace - nel tentativo di mettere almeno il dito di un piede a Bruxelles - hanno deciso di allearsi con Guy Verhofstadt, presidente del gruppo "Alleanza dei democratici e dei liberali per l'Europa"".
Nel simbolo, per qualificarsi agli elettori del 25 maggio, hanno fatto campeggiare il motto "Scelta europea" intorno alla quale, in semicerchio, hanno specificato "Alleanza liberali democratici europei" e sotto alla quale hanno dovuto manzionare nome e cognome di  quello sconosciuto (per gli italiani) Guy Verhofstadt il quale li ha assecondati. Anche se poi, evidentemenete preoccupati di non essere riconosciuti, hanno trovato lo spazio per inserire, anche, i loro tre simboli nazionali un po' più noti a qualcuno. Sei indicazioni, insomma, in un solo simbolo per le europee. Un miracolo della grafica e una sfida al principio della impenetrabilità dei corpi. Ma sarà sufficiente per mettere almeno il dito di un piede a Bruxelles?
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Difensore o centrocampista d'attacco?

"Marco Tardelli, uno dei campioni della nazionale italiana di calcio che ha vinto i "mondiali" del 1982 - secondo voci sempre più insistenti - sarebbe nella "rosa" di quanti Matteo Renzi vorrebbe nella squadra pd per le europee del prossimo 25 maggio".
Il "mister" Renzi lo utilizzerebbe poi, una volta in campo al Consiglio europeo, come difensore (delle buone ragioni italiane) o come centrocampista (con propensione all'attacco dello squadrone tedesco capitanato dal centravanti di sfondamento Angela Merkel)?
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sabato 5 aprile 2014

Attentato a Venezia

"Appena riaperta al traffico delle grandi navi - è la notizia - la laguna di Venezia ha dovuto subire un incidente: il "mostro da crociera" "MSC Preziosa", durante la manovra di attracco, è andato ad urtare violentemente contro uno dei corridoi mobili di imbarco".
Questa volta, per fortuna, è andata bene: senza alcun ferito e senza danni gravi. Ma, facendo naturalmente gli scongiuri, se la prossima volta bene non dovesse andare? Le autorità interessate non sembrano affatto interessate. L'unico interesse che continua a contare è quello delle due "lobby" che traggono enormi profitti dal fatto di poter entrare, praticamente, dentro Venezia: la "lobby" delle grandi navi da crociera con affaccio su piazza San Marco e la "lobby" dei commercianti con affaccio nelle calli del centro.
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Presa in giro 1

"Fra le ipotesi prospettate per reperire gli 80 euro in più nelle buste-paga dei meno abbienbti - si è saputo - due miliardi di ulteriori tagli alla sanità".
Finirà davvero così? L'augurio è no perché alla fine, mentre qualcuno avrebbe qualche euro in più da incassare, tutti avrebbero qualche euro in più da sborsare in servizi sanitari e in medicine. E, dunque, si tratterebbe soltanto di una beffarda partita di giro. O, meglio, di una cinica presa in giro.
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Presa in giro 2

"Per risparmiare - ha proposto il Ministro degli Esteri, Mogherini - chiudiamo le nostre ambasciate in Islanda, in Mauritania, in Honduras e a Santo Domingo".
Magari giusto. Peccato, però, che le cose stiano in ben altro modo. Ecco come. In Islanda e in Mauritania non ci sono per niente ambasciate italiane, ma soltanto consolati onorari che dipendono, rispettivamente, dalle ambasciate ad Oslo (in Norvegia) e a Dakar (in Senegal). In Honduras e a Santo Domingo delle ambasciate italiane ci sono sì i muri, ma da tempo non ci sono più gli ambasciatori. Si potrebbe osservare: ambasciate o non ambasciate, ambasciatori o non ambasciatori, comunque si intende chiudere. D'accordo. Ma sarebbe bene usare sempre le definizioni giuste e non fare di merluzzi balene. Di moscerini aquile. Dire sempre onestamente insomma, quando si tratti di un taglietto, che di taglietto si tratta. Senza enfatizzare strumentalmente. Pane al pane, vino al vino. Anche se in modica quantità. Niente di male. Meglio di niente. Onore alla buona volontà e alla sincerità. Il Ministro degli Esteri, comunque, "stia serena": se non può fare di più sostanzioso, come dovrebbe sapere, "ambasciator non porta pena".
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Superata la prima azzoppatura

"Silvio Berlusconi - dopo un ricovero di 48 ore per l'infiammazione di un ginocchio - ha lasciato l'ospedale "San Raffaele" di Milano ed è tornato ad Arcore".
L'azzoppatura da artrite, dunque, è stata superata. Ora resta però, per lui molto più preoccupante, l'eventualità di una azzoppatura da Tribunale di sorveglianza. Tribunale di sorveglianza che - come noto - potrebbe anche comminargli una "espiazione pena" che gli limiti pesantemente tutti i movimenti.  E contro il quale non esisterebbero né infiltrazioni né antinfiammatori di sorta. E' per questo che - come si dice preoccupata la "sua" Francesca - Silvio continuerà a non dormire, la notte, fino a giovedi prossimo: il giorno dell'operazione. Non dei chirurghi: dei magistrati.
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venerdì 4 aprile 2014

L'onorevole Simoni e il Marchese del Grillo

"L'onorevole pd Elisa Simoni - avvertiti dei disturbi dopo avere mangiato una confezione di tonno - è stata accompagnata d'urgenza, da due funzionari di Montecitorio, al pronto-soccorso dell'ospedale romano "Santo Spirito"".
Un malore che non può, certo, che dispiacere. Quello che dispiace di più, tuttavia, è che i due funzionari di Montecitorio, una volta giunti al pronto-soccorso, abbiano mostrato i loro tesserini e, drammaticamente proclamando "E' una onorevole, fate presto, siamo della Camera", si siano fatti largo, con la "illustre" barella, tra la folla dei malati "comuni" nella solita lunga e dolorosa attesa. E che, dunque, si sia purtroppo avuta una nuova testimonianza di essere, ancora e sempre, al settecentesco Marchese del Grillo: "Perché io so' io e voi non siete un cacchio". Anche al pronto-soccorso dell'ospedale.
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Il professor Rodotà e il "testo somaro"

"Mai letto - ha dichiarato, disgustato, il professor Stefano Rodotà - un testo più sgrammaticato di quello della cosiddetta riforma del Senato".
Sgrammaticato nel significato letterale della parola e, cioè, con gli articoli, le preposizioni, i pronomi, le congiunzioni e, soprattutto, i congiuntivi errati? Oppure nel significato più ampio di sgrammaticato nella sostanza? Sarebbe senz'altro utile, se il professor Stefano Rodotà indicasse esattamente in quali passi converrebbe sottolineare il testo con la matita rossa e blu. E chi dovrebbe essere rimandato a scuola. Magari, dato che il giorno "non c'è tempo da perdere", alla scuola serale.
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L'incoerenza dell'incoerenza

"Il testo di Vannino Chiti e di altri ventidue pd sulla riforma del Senato è molto interessante - ha fatto sapere il "premier" Renzi - ma non passerà mai".
Ma perché, se è molto interessante, allora non viene preso neppure in considerazione e viene addirittura relegato, sprezzantemente, come un puro e semplice "esercizio retorico"? Il grande filosofo, giurisperito e matematico arabo Averroé ha lasciato scritto "L'incoerenza dell'incoerenza". Quasi un millennio fa. Ma mai perso d'attualità.
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La verità di un'alleanza

"Nuovo Centro Destra e Udc - è ormai fatta - si presenteranno, alle prossime elezioni europee, con una lista unica".
Obiettivo dichiarato: un programma comune per affermare, con più forza, i valori del Partito popolare europeo. Obiettivo vero: superare quella soglia minima per entrare in Europa che, se alle urne separati, il Nuovo Centro Destra potrebbe anche non superare e l'Udc non supererebbe con tutta sicurezza.
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L' Unione europea secondo italiani e tedeschi

"Alla domanda se - a loro parere - l'Unione europea avvantaggi davvero i Paesi più ricchi a danno di quelli più poveri, ha risposto sì addirittura il 71% degli italiani e, però, solo il 39% dei tedeschi".
Nessuna meraviglia: la Germania è, in effetti, un ricco Paese che trae indubbi vantaggi dall'Unione europea e, troppo spesso, proprio a danno dei Paesi più poveri. E i suoi cittadini, onestamente, non se la sentono di negarlo. Al contrario della loro Cancelliera. La quale, comunque, lo sa molto bene.
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Mauro Moretti sì e no

"Non capisco chi strilla in maniera demagogica - ha scritto il giornalista Beppe Savergnini - contro lo stipendio di un signore, Mauro Moretti, che ha rimesso in piedi un'azienda malandata come le Ferrovie dello Stato". "Mauro Moretti - ha scritto, invece, il giornalista Aldo Grasso - una volta che si è scoperto come fare i soldi principalmente con il "Frecciarossa"... ha pressoché abbandonato le linee dei pendolari il cui costo aggiuntivo è coperto dagli interventi regionali. Verrebbe da dire che sono tutti bravi a fare gli splendidi con i soldi degli altri".
Due pareri diversi su due periodici diversi? No: su quello stesso periodico che è il "Sette" del "Corriere della sera". Il primo parere, esattamente, a pagina 7 e il secondo appena tre pagine dopo. Che cos'è? Al "Sette" del "Corriere della sera" la mano destra di un giornalista non sa che cosa scrive la mano sinistra di un altro?
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giovedì 3 aprile 2014

L'anima del commercio

"Senza un miracolo - si stanno molto preoccupando Comune, associazioni culturali e cittadini - lo storico "Bar della pace", dietro piazza Navona a Roma, verrà sfrattato, per finita locazione, dal proprietario "Pontificio istituto teutonico di Santa Maria dell'Anima".
Senza un miracolo, sì, perché il rettore del Pontificio istituto teutonico non ne ha mai voluto sapere di accettare perfino un colloquio sulla possibilità di soprassedere allo sfratto contro il quale, tra l'altro, sono state raccolte migliaia e migliaia di petizioni anche su Internet.  E il miracolo, allora, potrebbe essere sia laico che religioso. Laico, se davanti allo storico bar, martedi prossimo, il presidio (al quale parteciperanno anche la senatrice Daniela Valentini, il vicepresidente dell'assemblea capitolina, Franco Marino, l'assessore al Commercio, Marta Leonori, la presidente del I Municipio, Sabrina Alfonsi, numerosi residenti e comnmercianti) otterrà un alt all'odioso sfratto. Religioso, se un appello inviato anche a Papa Francesco otterrà che il teutonico rettore del Pontificio istituto di Santa Maria dell'Anima venga ammonito ad occuparsi meno dell'anima del commercio. Perché in effetti - come si mormora - il suo disegno ultimo, una volta scacciato il "Bar della pace", sarebnbe quello di trasformare l'intero palazzo in un albergo o in un "bed and breakfast". E chissà, semmai, se soltanto per ricchi tedeschi di Germania.
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Perché "sempre Milan"

"Perché la mia famiglia - ha dichiarato, a "Il Giornale", Barbara Berlusconi - non lascerà mai il "Milan calcio"".
Barbarella, così, ha elencato tutta una serie di motivazioni credibili. Non, però, quella che potrebbe essere la più credibile di tutte. E, cioè, che la famiglia Berlusconi non lascerà mai il "Milan calcio" avendo dovuto già lasciare, pur non volendo, la squadra per le europee. Tanto - come sembra - per cominciare.
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Dudù più di Silvio?

"La trasferta di Silvio Berlusconi al Quirinale - come filtrato e raccolto da tutta la stampa - è finita, ad esempio, con una secca sconfitta perché il Capo dello Stato non ha dato alcuna assicurazione, come istituzionalmente non avrebbe potuto dare, su "escamotage" che potessero consentire, al condannato, soddisfacente possibilità, almeno, di una piena campagna elettorale".
Silvio Berlusconi comunque, a dimostrazione che alla "Coppa Europa" lui vuole esserci ad ogni costo, ha deciso di inserire il suo cognome nel simbolo di "Forza Italia". Ma, tra gli esperti di marketing e di sondaggi, c'è chi lo commenta in modo positivo e chi in modo negativo. Per fortuna, in ogni modo, che c'è il Dudù che da solo otterrà di più. Anche perché non passa giorno che non si  inventi qualcosa di prorompente. L'ultima: avere firmato un documento animalista con l'impronta  di una sua zampa.
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