Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

mercoledì 4 giugno 2014

Minaccia Tonino

"Mi rimetto in gioco - ha minacciato Antonio Di Pietro - e torno a candidarmi".
Sarebbe stato meglio, se si fosse guardato allo specchio e si fosse detto: "Ma oggi, ancora più di ieri, io che c'azzecco?"
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martedì 3 giugno 2014

Disoccupazione ai massimi del 1977

"La disoccupazione - ultima rilevazione di quest'anno - è arrivata ai massimi del 1977: 13,6% e quella giovanile al 46% (61% al Sud)".
Senza lavoro, insomma, tre milioni e mezzo di italiani e, fra questi, un giovane su due. Ma nel Governo, in queste ore, sono tutti contenti perché L'Unione europea, invece di darci un sonoro calcio nel sedere per questi dati drammatici, ci ha dato soltanto un buffetto per avvertirci che stiamo andando abbastanmza bene con l'assestamento dei bilanci e, però, dobbiamo fare ancora di più. Bilanci, assestamento, pareggio, tagli, tasse: ecco quello che continua a contare. Per l'Europa come, fino ad oggi, per i Governi italiani. La disoccupazione arrivata al 13,6% e quella giovanile addirittura al 46%? Bazzecole. Secondario. Calma. Magari si comincerà a parlarne a luglio. Durante il "Semestre italiano". Quando la disoccupazione - si spera, naturalmente di no, ma è solo una speranza - sarà forse arrivata a percentuali ancora più drammatiche.
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L'India di oggi e l'India del Mahatma Gandhi

"A Geeta Colony - un quartiere a nord di Nuova Delhi - otto adulti hanno violentato, ieri, un bambino di dieci anni".
In India, ormai, la violenza su donne e minori è diventato un drammatico fatto quotidiano. Con l'aggravante, inoltre, di una polizia sempre restìa ad individuare e ad arrestare i colpevoli. I nostri due "marò" Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, i quali non si sono macchiati di alcun reato provato, sono invece detenuti da oltre due anni. Addio tempi eroici della "satya" (verità) e dell' "ahimsa" (non violenza) del grande Mahatma Gandhi. Anche l'India, dunque, sta camminando, a grandi passi, verso il peggio.
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"Marò", farsa continua

"Abbiamo ubbidito ad un ordine - hanno intanto fatto giungere la loro voce dall'India, in occasione della "Festa" del 2 giugno, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre - e, però, siamo ancora qui".
Un vero e proprio schiaffo, ancorché in rigido stile militare, a quelle autorità italiane le quali non sono state ancora capaci di riportarli a casa. E le quali hanno ora istituito un Comitato di giuristi incaricati di predisporre un arbitrato da proporre all'India. Con la prospettiva, per i due "marò", di non vedere risolto il loro "caso", nella migliore delle ipotesi, prima di molti altri mesi. Perché i giuristi incaricati - come sempre accade - non è che non ci dormiranno la notte per predisporre questo arbitrato. E perché poi, una volta proposto l'arbitrato all'India, non è che l'India risponderà sicuramente "sì, prego, scusate, ecco a voi i due "marò" da noi ingiustamente trattenuti". E, se dovesse invece rispondere così - come si spera - non è, però, che lo farebbe in tempi improvvisamente accelerati. Per Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, purtroppo, farsa continua. Drammatica e dolorosa farsa continua.
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Se al Comune di Roma non conoscono la storia...

"Per la "Festa della Liberazione" - è apparso in un "target" del Comune di Roma - il 2 giugno apertura straordinaria dei musei civici".
Il 2 giugno "Festa della Liberazione"?  Ma - come sanno anche i bambini - il 2 giugno è la "Festa della Repubblica" mentre la "Festa della Liberazione" è il 25 aprile. Che c'è? Il Comune di Roma, oltre ad essere rimasto indietro con l'approvazione del bilancio e con la soluzione dei tanti problemi cittadini, è rimasto indietro anche con il calendario delle festività nazionali? Oppure chi gestisce l' "account twitter" del Campidoglio è un grosso somaro che a scuola, sicuramente, aveva 2 in storia. Ma furbescamente, quando ha chiesto di essere assunto, magari "ad personam", sul suo "curriculum" non l'ha scritto.
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Beppe e i suoi acuti

"Beppe Grillo - ha sentenziato il "leader" britannico anti-Europa, Nigel Paul Farage - è una mente politica acuta"
Opinioni.  Di Beppe Grillo, in Italia, di acuto si è sentito, fino ad oggi, soltanto il suo maleducato urlare.
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lunedì 2 giugno 2014

Militari alt, "vigilantes" avanti marsch

"Montare, vigilare e smontare le tribune destinate ad ospitare le massime autorità dello Stato in occasione della sfilata del 2 giugno - complessivamente - è costato un milione e 600 mila euro".
La cifra turba un po', certo, in una situazione di necessaria "spending review". Ma c'è dell'altro che non può non turbare anche di più. C'è che - a detta del Ministero della Difesa - i militari non avrebbero a disposizione le attrezzature per le tribune e, quindi, il ricorso obbligato ai privati. Con tanti saluti, magari, ai reparti specializzati del "Genio". E c'è anche - sempre a detta del Ministero della Difesa - che i soldati possono fare la guardia soltanto alle aree militari e, poiché via dei Fori non è area militare, anche qui il ricorso obbligato ai privati. Con tanti saluti, però, al fatto che i nostri soldati sono invece impiegati comunemente nella sorveglianza di obiettivi civili ritenuti particolarmente sensibili come, ad esempio, alcuni tribunali in aree a rischio o la sede di rappresentanza del Parlamento europeo in via IV Novembre a Roma. In quella via IV Novembre, cioè, a poco più di cento metri, in linea d'aria, da via dei Fori. Onore ai "Metronotte", comunque, i quali, per una volta, hanno lasciato il loro monotono compito di custodi notturni di uffici e negozi per assumere l'alto e delicato compito di custodi diurni delle tribune  e dell'incolumità delle più alte cariche dello Stato.
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Maremma Goldman

"Ai prossimi mondiali di calcio in Brasile - ha detto la sua la banca di affari "Goldman Sachs"- l'Italia uscirà ai quarti di finale".
Alla banca di affari "Goldman Sachs", quindi, non basta più far uscire l'Italia, quando le conviene, dal suo cammino economico: ora prevede - e, quando prevede, c'è sempre un fatto oscuro - che l'Italia uscirà perfino dal suo cammino calcistico brasiliano. Con qualche conseguenza negativa - nemmeno a dirlo - sulla Borsa e sullo "spread". Il "premier" Renzi non farebbe male a parlarne con il tecnico della nazionale di calcio e suo amico, Prandelli: "Oh Cesare, Maremma Goldman, 'un fa' i' bischero: noi s'è ne le tu' mani".
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Silenzio: Gianfry sta ragionando

"Per verificare se ci siano possibilità di rifondare una vera nuova destra - sta continuando a riproporsi Gianfranco Fini - sto ragionando con me stesso e anche con alcuni amici".
Alcuni amici? E quali? Forse i quattro amici al bar. Ma, poi, attenzione a non ragionare troppo con se stesso. Potrebbe ritrovarsi, ad un certo momento, non più in linea neppure con se stesso. E, allora, dovrebbe fare una specie di bis rovinoso: dal "Che fai, mi cacci?" rivolto a Silvio Berlusconi al "Che faccio, mi caccio?" rivolto a se stesso davanti allo specchio di casa. Silenzio, comunque: Gianfry sta ragionando. O, ancor più, sta cercando di farlo.
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Incredibile Giggino

"Intendo ricandidarmi a sindaco di Napoli - ha fatto sapere Luigi De Magistris - ma, questa volta, nelle liste del Pd. Anche perché Renzi ha bisogno anche di me".
"Giggino 'o sindaco" è forse "mbacciuto", cioè impazzito? Non si spiegherebbe, altrimenti, come ritenga scontato il fatto che i napoletani, dopo la sua amministrazione "flop", lo rieleggano in Comune. Ma, poi, pensa davvero che sia lui a decidere di ricollocarsi, dicendo addio ad Antonio Di Pietro, nelle liste del Pd? E, perfino, che Renzi abbia davvero bisogno di lui? E per fare che cosa? Anche se volesse trovare qualche minuto di "relax", c'è da credere, Matteo si affiderebbe allora ad un fiorentino Stenterello e non ad un Pulcinella napoletano.
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Matteo Renzi e Ignazio Marino

"Matte' - ha chiesto un passante, a Renzi, mentre stava recandosi a piedi in via dei Fori - mo sveja er sindeco Marino". "E vabbé che Matteo è un grande - ha commentato un altro passante - ma voi puro che facci i miracoli?" "Se facesse 'sto miracolo - è intervenuto un terzo - Renzi santo subito".
Commenti? Nessuno: hanno detto tutto i tre passanti.
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domenica 1 giugno 2014

L'esperienza più dell'etica?

"Sul tavolo del Governo - fra qualche giorno - arriverà un testo di legge, composto di venti articoli, che dovrebbe dettare nuove soluzioni per l'antica e ingarbugliata questione del conflitto di interessi".
Finalmente. Finalmente sì, ma con un inquietante ma. Perché questo testo di legge è stato scritto da quella fondazione "Astrid" che è all'avanguardia degli studi e delle ricerche sulla riforma delle istituzioni democratiche e sull'innovazione nelle amministrazioni pubbliche, ma è presieduta da Franco Bassanini. Quel Franco Bassanini il quale, se è il "numero uno" della Cassa depositi e prestiti, è anche presidente del Consiglio di sorveglianza della società "Condotte" che - guarda caso - viene scelta da moltissimi Enti locali per realizzare grandi opere finanziate proprio dalla Cassa depositi e prestiti. Non solo. A presentare quel testo di legge sul conflitto di interessi, oltre al Bassanini con un piede in due staffe così, ci sarà anche Gregorio Gitti. Quel Gregorio Gitti il quale, se è un deputato tuttora in carica eletto nelle liste di "Scelta civica", è anche incidentalmente genero del banchiere Giovanni Bazzoli, ma, soprattutto, è tra i titolari di uno studio legale che dà consulenze lautamente remunerate proprio alla Cassa depositi e prestiti, oltre che alle banche "Intesa" ed "Ubi" che gli assicurano una serie di presidenze, è consigliere di amministrazione di "Skira editore" (del gruppo Rizzoli Corriere della sera) e della "Bassilichi spa" (società specializzata in servizi di "outsourcing" e che ha, tra i suoi clienti, molte pubbliche amministrazioni). In considerazione di tutto ciò, appunto, il "finalmente, ma". Un finalmente, infatti, non certo condivisibile dal punto di vista etico. Oppure il Governo, affidandosi a Franco Bassanini e a Gregorio Gitti, non abbia preferito, all'astratto etico, il concreto pratico: rimettersi all'indubbia e consolidata esperienza dei due quanto a conflitto di interessi.
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Il Gianfry di corta memoria

"Non si deve scimmiottare - così Gianfranco Fini ha bacchettato "Fratelli d'Italia" - la francese Marine Le Pen".
E' pure vero, certo, che non sia affatto il caso di scimmiottare la francese Marine Le Pen. Però Gianfranco Fini, quando era nell'allora "Movimento sociale italiano", lui, con il padre di Marine, Jean Marie, ci andava addirittura sottobraccio. E a cena.
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Quei cani di Silvio

"A Dudù - la notizia è stata pubblicata con risalto da tutti i giornali - è stata affiancata, da ieri, una graziosissima barboncina".
Silvio Berlusconi, però, ha risolto soltanto uno dei suoi più importanti ed impellenti problemi. Resta il secondo: quale nome dare alla compagna del suo Dudù. Lui - sempre secondo le cronache informatissime di tutti i giornali - sceglierebbe volentieri Dudina. Francesca Pascale, invece, vorrebbe andare sul meno scontato e più raffinato Sophie. Come finirà? Magari con un referendum nei Circoli di "Forza Italia". Sempre che Raffaele Fitto non voglia uscirsene, anche su una così delicata questione, con le sue solite "primarie".
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Listino prezzi parrocchiale

"Centonovanta euro per un matrimonio - ha stilato il tariffario il parroco di Villa di Baggio, nel Pistoiese - e novanta euro per un battesimo o per un funerale".
Non più la tradizionale offerta, dunque, ma il doversi adeguare ad un vero e proprio listino prezzi. Solo che i parrocchiani di Villa di Baggio non l'hanno presa bene e hanno scritto a Papa Francesco. Attendendosi, da lui, una energica seppure santa tirata di orecchi al loro "parroco da mercato".
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