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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.
"O la politica è capace di trovare soluzioni idonee a ripristinare un naturale equilibrio tra i poteri dello Stato e, nello stesso tempo, rendere possibile l'agibilità politica del "leader" del maggior partito italiano - se n'è uscito il coordinatore del Pdl, Sandro Bondi - oppure l'Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti".
Ma il pur noto mite Sandro Bondi è impazzito all'improvviso? Se così, non ci sarebbe da meravigliarsi ove, uno di questi giorni, si mettesse anche a cantare "Giovinezza, giovinezza/ primavera di bellezza/ nel Cavaliere è la salvezza/ della nostra libertà", indossasse una camicia nera e, marciando su Roma sperando soltanto con la sua ombra, si tenesse in tasca, a corredo, una bottiglietta di olio di ricino.
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"Nell'atmosfera da psicodramma venutasi a creare dopo la sentenza di condanna di Silvio Berlusconi - ha notato qualcuno - il barboncino Dudù di Francesca Pascale, la fidanzatina del "Cavaliere disarcionato", abbaia furiosamente soltanto contro il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone".
Una ulteriore testimonianza che, spesso, gli animali capiscono più degli uomini.
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"E' chiaro - ha scritto, su "Il Fatto quotidiano", Wanda Marra - che ora il Pd governa con un condannato".
Se governare significa - come significa - prendere decisioni esecutive, collegialmente, in un Gabinetto nato con tutti i crismi della Carta costituzionale, chi, in questo Gabinetto, è stato condannato? Enrico Letta? No. Angelino Alfano? Nemmeno. Qualche Ministro? Neanche lui. E allora? Allora Wanda Marra ci gioca, strumentalmente, in modo ingannevole. Ma non è corretto e non si dovrebbe fare. Specialmente da parte di chi scrive in un quotidiano che è sempre a caccia delle scorrettezze, vere o presunte, del resto del mondo.
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"Per il "caso Mediaset" - ha dunque sentenziato la Suprema Corte di Cassazione - quattro anni di carcere (di cui tre condonati per indulto), incandidabilità per sei anni, interdizione dai pubblici uffici da ricalcolarsi dalla Corte d'appello di Milano (presumibilmente da uno a tre anni), scelta se scontare la pena ai "domiciliari" o "in prova ai servizi sociali", ritiro dei passaporti (quello personale e quello diplomatico)".
Quali alcune delle prime reazioni nel mondo politico? Di qua il giornalista Giuliano Ferrara: "Sentenza vile e cazzona". Il parlamentare Luca D'Alessandro: "Onore e solidarietà a Silvio Berlusconi di certo più innocente e pulito di chi l'ha condannato ingiustamente". Il parlamentare Osvaldo Napoli: "La sentenza della Cassazione si è manifestata in tutta la sua vile durezza". Il parlamentare Giancarlo Galan: "Il fatto non costituiva reato, la sentenza non costituisce giustizia". Di là il raffinato urlatore "5 stelle" Beppe Grillo: "Berlusconi è morto, viva Berlusconi". Il segretario del Pd, Guglielmo Epifani: "La sentenza va rispettata e resa applicabile in ogni sua parte". Niki Vendola, segretario di "Sinistra Ecologia Libertà": "Non è possibile immaginare che il Pd permanga ora nella condizione di alleato del partito di Silvio Berlusconi". Antonio Ingroia: "Sarebbe uno schiaffo ai cittadini per bene e onesti che questo partito resti un secondo in più alla guida del Paese". Fu vera gloria o vera infamia, dunque, quanto operato o non operato da Silvio Berlusconi nel "caso Mediaset" oppure quanto definitivamente decretato dalla Suprema corte di cassazione? Ai posteri - rimerebbe forse, cambiando la data da 5 maggio a 31 luglio, Alessandro Manzoni - ai posteri l'ardua sentenza.
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"Non mi faranno fare - aveva detto, alcuni giorni fa, Silvio Berlusconi - la fine di Bettino Craxi".
E' vero: non gliela faranno fare perché stanno per togliergli sia il passaporto personale sia il passaporto diplomatico. Quindi niente Tunisia o, date le sue possibilità, niente anche meglio.
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"Il ricco evasore Berlusconi - ha scritto Francesco Merlo su "La Repubblica" - come Stanlio che per malafede piagnucola e si copre la testa con le mani per mitigare la durezza della scoppola di Ollio".
Cioè, per Francesco Merlo, la Suprema Corte di Cassazione che ha dato la scoppola al ricco evasore Berlusconi sarebbe Ollio? Le battute ad effetto, d'accordo, ma non quando sono irrispettose.
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"Se condannano Berlusconi - aveva ammonito l'ex tesoriere ds Ugo Sposetti - il Pd salta come un birillo".
Le palle da biliardo, in effetti, sono subito partite da tutte le sponde. Ma il birillo pd è rimasto ancora in piedi. Ugo Sposetti, a chi glielo ha fatto notare, ha risposto che, oltre ad un oggi, c'è anche un domani e, magari, anche un dopodomani. "En attendant Godot".
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"Ma il Pdl - ha mandato a dire l'ex segretario del Pd, Pierluigi Bersani - vuole essere governato da un evasore?"
Qualcuno potrebbe rispondergli di farsi i fatti suoi e quelli del suo partito in crisi per altri versi. Un fatto, però, è importante: che non sia un evasore chi sia stato o sarà chiamato a governare il Paese.
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"La strada maestra da seguire - è intervenuto, dopo la sentenza di condanna di Silvio Berlusconi, il Capo dello Stato - è sempre stata quella della fiducia e del rispetto verso la Magistratura".
Qualche volta - sia sommessamente concesso - la strada maestra non si è potuta purtroppo seguire di fronte a sentenze di fatto incomprensibili e fonti di serie perplessità. Al di là di ogni riferimento specifico alla "sentenza Berlusconi", ma in casi come - solo per fare due esempi eclatanti - quando sono stati liberati dal carcere pericolosi delinquenti per decorrenza dei termini e quando sono stati concessi i "domiciliari" ad uno stupratore il quale aveva l'abitazione sullo stesso pianerottolo della vittima. Fatti, d'altra parte, che lo stesso Capo dello Stato conosce molto bene dal momento che ha espresso il suo parere e il suo auspicio che ora, finalmente, possano aprirsi condizioni più favorevoli per l'esame, in Parlamento, di quei problemi della Giiustizia già effiicacemente prospettati dal gruppo di lavoro costituito il 30 marzo scorso. Ma sarà un parere ed un auspicio che verranno ascoltati davvero in Parlamentio? Oppure basta così e chi se ne importa, ora, di risolvere i problemi annosi ed urgenti legati alla riforma della Magistratura nell'interesse dei cittadini?
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"La donna nella Chiesa - ha detto Papa Francesco - è più importante di vescovi e di preti".
Con tutto il rispetto per Papa Francesco, però, la donna nella Chiesa non è e non è stata mai più importante di vescovi e di preti. Potrebbe cominciare ad esserlo da ora, se lui lo volesse o glielo facessero volere.
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"Quanto prelevato per solidarietà sulle pensioni oltre i 90 mila euro, decretato dal Governo Monti, ma ritenuto illegittimo dalla Consulta - ha fatto conoscere l'Inps - sarà restituito entro questo agosto".
Magari non versando o versando in ritardo le pensioni dei poveri Cristi con meno di mille euro al mese.
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"Al decreto sulle carceri - al Senato - è stato approvato un emendamento grazie al quale non potrebbe più scattare né il carcere né la custodia cautelare in caso di reato di "stalking"".
Un informatissimo giovanotto, al quale era stato già revocato il dispositivo dei "domiciliari" per quel reato, si è tranquillamente recato sotto la casa della sua ex perseguitata e le ha urlato: "Ora posso picchiarti quando e come voglio". Meditate, senatori, meditate.
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"Le grandi navi da crociera - continuano a protestare i veneziani - sfiorano, ancora e sempre, piazza San Marco e dintorni. L'ultima, tre giorni fa, la "Carnival Sunshine" di ben 120 tonnellate di stazza, 272 metri di lunghezza e 62 di altezza".
Ma la Capitaneria di porto? "Tutto regolare, nessun rischio". Certo. Finché al comando di uno di questi "mostri marini" non finisca un qualche Francesco Schettino. Allora, poi, tutti a piangere. A cominciare, magari, dalla Capitaneria di porto.
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"La Questura di Pisa - ha denunciato il Sip-Cgil - è invasa dagli acari, ma nessuno fa qualcosa per evitarlo".
Altre sedi istituzionali, invece, sono invase da blatte a due zampe e nessuno fa qualcosa, anche lì, per evitarlo.
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"Rapinatori mascherati - è accaduto a Fregene - sono entrati nella casa dell'onorevole Antonio Angelucci, hanno immobilizzato la "tata" della figlioletta di quattro anni, hanno asportato tutti i valori e sono fuggiti a bordo della "Ferrari" dello stesso onorevole".
Benché subito avvertiti dalla "tata", i carabinieri non sono riusciti a raggiungere la "Ferrari". Che, evidentemente, è sfrecciata via a tutto gas perché alla guida non c'erano né Alonso né Massa.
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