"Che cosa ne pensa - ha chiesto un giornalista, a Matteo Renzi, nella conferenza-stampa dopo la segreteria del partito tenuta a Firenze - della possibilità di un rimpasto nel Governo proposta, con un ragionamento politico logico, da Stefano Fassina?" E Matteo Renzi: "Fassina chi?"
Stefano Fassina, pesantemente colpito nella sua dignità addirittura dal segretario del suo partito, non ha esitato a rassegnare le sue dimissioni irrevocabili dal Governo Letta. Un gesto coerente, nobile, degno del massimo rispetto. Aggettivi che non possono invece qualificare l'arrogante ed insultante "uscita" di Matteo Renzi. Il quale, ogni giorno di più, sta dimostrando di voler strappare a Silvio Berlusconi l'attributo di "unto del Signore". Del prescelto sopra tutto e sopra tutti. E il quale, pur continuando a sostenere di non voler abbattere il Governo Letta, ha trovato il modo di farne fuori, intanto, un rappresentante non da poco. Avanti il prossimo? Magari dopo la futura segreteria del partito.
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