"L'ordinanza disposta dalla città di Chicago di vietare la vendita delle armi da fuoco per arginare la crescente criminalità - ha sentenziato un giudice federale - è incostituzionale".
Che le armi da fuoco, negli Usa, si possano liberamente detenere - e, quindi, vendere - è in effetti garantito dal secondo emendamento della Costituzione. Ma questa Costituzione Usa risale al 1791, quando ancora le tribù indiane erano sul sentiero di guerra, i pistoleri andavano all'assalto dei treni postali. avvenivano gli scontri tra cercatori d'oro, i ladri di bestiame imperversavano nelle fattorie isolate. E quel suo secondo emendamento, quindi, si rivela del tutto fuori tempo, clamorosamente anacronistico. Come mai, allora, ancora lì? Ancora un sacro e inviolabile diritto garantito, nientemeno, come il diritto al voto e il diritto alla libera espressione? Un po' - sostengono gli storici - per quello spirito da "sceriffi del mondo" che continua a caratterizzare il popolo americano, ma moltissimo di più per quel potere formidabile che la "lobby delle armi" continua ad esercitare sulla politica. Cosicché, ancora oggi, libera fabbricazione, libera vendita, libera detenzione per tutti. Anche se, sempre più spesso, drammatico uso come ai tempi del vecchio Far West. Ma con la complicità assurda del secondo emendamento della Costituzizone.
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