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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

lunedì 31 ottobre 2016

Le furbe banche mentre la Consob dorme

"Tutte le banche - come noto - sono state costrette a versare, al "Fondo nazionale di risoluzione" e al "Sistema di garanzia dei depositi", loro contributi necessari al salvataggio di istituti che dovessero trovarsi in gravissime difficoltà di bilancio".
Quanto mai giusto ed opportuno. Ora, però, Unicredit, Ubi Banca e Banco popolare hanno avuto una furbissima idea: pagare i contributi dovuti aumentando, nei confronti delle loro clientele, i costi dei conti correnti. Furbissima idea che - come sembra - dovrebbe essere concretizzta, più prima che poi, da tutte le altre banche. Anche perché la Consob, che sarebbe dovuta intervenire a spegnere sul nascere la furbissima idea, anche questa volta sta continuando invece a dormire. Dovrebbero essere davvero comodi i divani nella sua lussuosa sede romana.
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Martirologio 2016

"Gli jiadisti - costretti ormai a lasciare Mosul - stanno seminando le strade di "pelouche" e di altri giocattoli, oltre che di orologi, imbottiti di esplosivo. In modo da uccidere così quanti non potranno più uccidere con le loro lame e i loro fucili".
Diabolico. Ma, se i cristiani di ritorno a Mosul dovessero essersi convinti che al nemico va mostrata l'altra guancia, gli jiadisti dovrebbero duplicare ogni loro oggetto di morte.
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Quella scala dei valori

"Le due autorità - una laica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, l'altra religiosa, Papa Francesco - non sono tornate immediatamente in Italia per stare accanto alle povere popolazioni del Centro Italia colpite dal terrificante terremoto: Il Presidente Mattarella ha continuato la sua visita in Israele, Papa Francesco la sua visita in Svezia".
Nella scala dei valori, evidentemente, i rapporti diplomatici ed economici valgono più, nel caso della visita in Israele, di una solidale vicinanza al proprio popolo sofferente. Così come, nel caso della visita in Svezia, valgono più i riconoscimenti da attribuire a quel Lutero che divise il Cristianesimo faticosamente riunito da San Bendetto. Quel San Benedetto la cui chiesa, dedicatagli a Norcia, il terremoto ha ridotto un cumulo di macerie.
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Marameo

"Un giovane senegalese cerca di scippare una donna - in Via Putignani a Bari - la donna resiste e si rifugia in un portone, alcuni passanti informano gli agenti di una "Volante", il giovane senegalese viene ritracciato, ma, prima di farsi arrestare, tempesta gli agenti di calci e pugni".
Il processo al giovane senegalese, con le imputazioni di tentata rapina e di resistenza agli agenti di polizia, è stato deciso per direttissima. Breve udienza, quindi la sentenza: niente carcere, per l'imputato, perché il reato non è avvenuto in flagranza e perché gli otto mesi per le violenze agli agenti di polizia sono state giudicate troppo poca cosa per finire dietro le sbarre. Il giovane senegalese, così, è stato rimesso subito in libertà. E, se dovesse aver fatto "marameo" all'italica gente, avrebbe fatto bene.
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Dall'al di là per firmare?

"I necrofori - in un modello del Servizio mortuario del Comune di Milano che sta girando su "twitter" - sono autorizzati a trasportare, dalla sua abitazione al cimitero, la salma del defunto con questi, però, che deve indicare il suo nome e cognome e sottoscrivere il tutto".
Incredibilmente vero o falsamente macabro? Se vero, solo una spiegazione: al Servizio mortuario del Comune di Milano è morto il cervello.
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domenica 30 ottobre 2016

Un altro Paese senza diritti umani nel Consiglio Onu per i diritti umani

"L'Assemblea generale dell'Onu - due giorni fa - ha detto sì, con 173 voti su 193, all'ingresso dell'Egitto nel Consiglio per i diritti umani".
A chi ha chiesto alla Farnesina se l'Italia, che attende ancora la verità sul brutale assassinio di Giulio Regeni, abbia votato anche lei sì, la risposta è stata che non poteva dirsi nulla perché il voto è stato segreto. Stupisce, comunque, che ben 173 Paesi abbiano votato l'ingresso, nel Consiglio Onu per i diritti umani, di quell'Egitto che - stando ai dati di Amnesty International - vanta 41 mila prigionieri politici, 1.700 "desaparecidos"  nel solo 2015 e 754 omicidi extragiudiziari nei primi cinque mesi di quest'anno, D'atra parte, però, nel Consiglio Onu per i diritti umani sono presenti ad esempio, già da tempo, Paesi come la Cina, dove le migliaia di esecuzioni annuali vengono precedute dall'espianto degli organi dei condannati, e l'Arabia Saudita, dove le decapitazioni pubbliche sono più popolari di una partita di calcio. Povero mondo, se perfino l'Onu, con il cinico pretesto della diplomazia e degli equilibri politici mondiali, non esita a vendersi l'anima al diavolo.
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Serve la prevenzione, però la taglio

"Occorre sempre più prevenzione - si va giustamente sostenendo, ancor più, durante questi giorni di terribili terremoti nel Centro Italia - per scongiurare, in futuro, altre tragedie".
Peccato, però, che quanto di va giustamente sostenendo cozzi con una clamorosa realtà: i Dipartimenti di scienza della terra, le scuole che insegnano a capire il territorio sul quale dovrebbero essere edificate le abitazioni, sono stati ridotti da 28 ad 8. Alla faccia, dunque, di una prima qualificata prevenzione. E con tanti ironici applausi a quanti la prevenzione invocano e la prevenzione invece stroncano. "La madre degli scemi è sempre incinta", sì, ma anche la madre degli ipocriti.
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Centomila, cinquantamila o settemila?

"Alla manifestazione in favore del "sì" - ieri in Piazza del Popolo a Roma - dal palco si è annunciato: "Siamo in centomila". Poi, più tardi, gli stessi organizzatori hanno dato la cifra di 50 mila. Ma la Questura ha calcolato 7 mila presenti".
Centomila sicuramenete no. Ma 50 mila o 7 mila? Le aquile renziane opteranno per 50 mila, i gufi antirenziani per 7 mila. E, così, contenti tutti. In attesa di rifare i conti alla prossima "Leopolda" a Firenze.
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"Ma questi che dicheno?"

"Davanti al Coloseo - sempre ieri - una trentina di studenti attivisti del "no" sono comparsi vestiti da antichi romani e hanno parlato, ai presenti, in latino".
Molto originale, ma con risultati, ovviamente, negativi. A testimoniarlo, fra tanti altri, un commento: "Ma questi che dicheno?".
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Il ruggito della pantera di Goro

"Se avessi abitato ancora a Goro - ha ruggito, ai suoi concittadini i quali non hanno voluto accogliere una trentina di donne immigrate, la cantante Milva - le avrei ospitate io".
Solidale e generosa. Ma la cantante Milva ex "pantera di Goro" abita ora, a Milano, in un vasto appartamento in zona Porta Venezia. Perché, allora, non chiedere di ospitarle lì?.
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sabato 29 ottobre 2016

Un altro delitto della burocrazia

"L'Anas e la Provinci di Lecco - dopo il crollo del viadotto che ha causato un morto e quattro feriti - stanno rimpallandosi ogni responsabilità".
Vergognoso. Ma nel solco di una consolidata tradizione. Ora, certo, ci saranno le solite commissioni d'inchiesta. Intanto, però, la burocrazia ha ucciso un'altra persona e ne ha ferite altre quattro. Allungando la serie intollerabile dei suoi delitti.
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L'Orban della vergogna

"Il primo Ministro italiano - così, rispondendo a certe osservazioni di Matteo Renzi, il primo Ministro ungherese Orban - ha dei buoni motivi, fra conti che non tornano e migranti che arrivano, per essere nervoso".
E' indubbiamente vero. Ma il primo Ministro ungherese Orban, che ogni anno all'Unione dà meno di un miliardo e dall'Unione ne riceve quasi sei senza avere problemi di terremoto e costruisce muri contro i migranti, avrebbe invece buoni motivi per vergognarsi. O, perlomeno, di stare zitto.
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L' "Arak" del viceministro d'Israele

"Il terremoto di questi giorni - ha detto Ayooab Kara, viceministro israeliano alla Cooparazione agricola - è la punizione divina per l'astensione dell'Italia in quella votazione, in ambito Unesco, che ha attribuito esclusivamente agli arabi il Muro del piano a Gerusalemme".
L' "Arak", il tipico liquore israeliano, se preso in abbondanza a sessanta gradi, fa, evidentemente, brutti scherzi. Oppure - chissà - il viceministro Kara è fortemenete annebbiato di suo. Il "premier" Netanyahu dovrebbe prenderne atto.
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Il Tito in bilico

"Tito Boeri - presidente dell'Inps - ha dichiarato, senza mezzi termini, di non credere al Governo sugli esodati".
Gira voce che il presidente Boeri, ove al referendum del 4 dicemebre dovesse vincere il "sì", potrebbe trovare, nella calza della Befana, l'amaro carbone della rottamazione.
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Bob Dylan e quel premiuccio

"Il "Premio Nobel" assegnatomi per la letteratura - ha confessato, al quotidiano "Daily Tepegraph", Bob Dylan - mi ha lasciato senza parole".
Ecco spiegato, allora, perché non ha detto neppure mezza parole per quindici giorni dopo l'assegnazione. "Andrò a ritirarlo - ha premesso, comunque, dopo avere ripreso la parola - se ne avrò il tempo". Chissà che cosa ci sarà di più importante, nella vita di Bob Dylan, che andare a ritirare quel premiuccio scamuffo del "Nobel".
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