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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.
"Pressing di Napolitano - ha scritto oggi "Il Giornale" - per un Governo senza il Cav".
Ma di quale Ministero è titolare il Cav? Da quale Ministero Napolitano vorrebbe estrometterlo? "Il Giornale" sembra avere perso la testa a tal punto, in questi giorni, tanto da dare i numeri invece delle notizie.
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"La partita non è finita qui - ha promesso, dopo la sconfitta dei "falchi" pdl sulla fiducia al Governo Letta, la "pitonessa assatanata" Daniela Santanché - Ora ci saranno i tempi supplementari".
Può darsi. Ma, se non dovessero essere sufficienti neppure i tempi supplementari, si andrà ai rigori? La "pitonessa assatanata" potrrebbe essere pronta anche a questo. Tanto che qualcuno, in proposito, ha malignato che si starebbe già studiando il famoso "cucchiaio" di Totti.
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"Con 235 voti a favore e appena 70 contrari - è stato l'atteso responso del Senato - il "premier" Enrico Letta ha ricevuto il consenso per proseguire con il suo Governo".
Come 235 voti a favore e appena 70 contrari? E tutti quelli contrari che sarebbero dovuti arrivare dal Pdl fedele a Berlusconi? Non sono arrivati perché proprio Berlusconi, sovvertendo una decisione presa con il suo gruppo appena poco prima per votare no, è intervenuto brevemente nel dibattito per annunciare il seppure sofferto sì. Lasciando di stucco i pd, i suoi "infedeli", ma soprattutto i suoi fedeli. Un rispensamento responsabile all'ultimo secondo? Una presa d'atto che, anche senza il suo "ok", il "premier avrebbe avuto ugualmenete la maggioranza dei consensi e, quindi, tanto valeva recitare la parte del buono? Una tattica dai risvolti ancora oscuri? Con Berlusconi tutto è stato, tutto è e tutto sarà sempre possibile. Lui è stato, è e sarà sempre un personaggio da "colpi di teatro". Tanto da strappare l'applauso, questa volta, perfino ad Enrico Letta il quale, subito dopo l'inatteso annuncio del Cavaliere per il sì, si è rivolto al suo vice Angelino Alfano e, sorridendo, gli ha sussurrato: "E' un grande". Con ammirazione o con ironia?
"La mia - ha dichiarato, per spiegare il sì del Pdl all'ultimo momento, Silvio Berlusconi - non è stata una marcia indietro".
Ma come? Se fino a poco prima aveva concordato, con i suoi, il no ad Enrico Letta? A Silvio Berlusconi, evidentemente, nessuno ha mai spiegato come si muovono le marce: dalla prima alla marcia indietro. Per fortuna che le sue "fuoriserie" non le guida lui, ma il suo autista.
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"Alfano - aveva titolato, su "Il Giornale" di questa mattina, il direttore Alessandro Sallusti - tradisce e passa con la sinistra in cambio di poltrone".
Ora che anche Berlusconi ha fatto votare a tutto il Pdl la fiducia al "premier" Enrico Letta, come titolerà, domani mattina, il direttore Alessandro Sallusti? Forse così: "Berlusconi tradisce Berlusconi. Non ci si può fidare più di nessuno".
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"Da Giuda in poi - aveva sentenziato sempre questa mattina, nel suo "fondo" di prima pagina, il direttore de "Il Giornale" - tradire il padre non ha mai pagato".
Ma, se poi è il padre a "tradirsi" da solo, che cosa succederà mai?
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"Da domani - aveva detto con disgusto a Fabrizio Cicchitto, durante la trasmissione "Ballarò", il sempre più assatanato Alessandro Sallusti - voi che volete la fiducia per Enrico Letta sarete soci del Pd".
Povero Alessandro Sallusti. Come si metterà, che cosa dirà, che cosa scriverà ora che proprio Silvio Berlusconi ha dato il via libera a Enrico Letta? Che anche Silvio Berlusconi è diventato un socio del Pd?
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"A mezzogiorno in punto - come hanno potuto constatare quanti stavano seguendo le importanti e delicate vicende nell'aula del Senato - la Rai ha interrotto i servizi da studio e da Palazzo Madama per lasciare spazio alla "Prova del cuoco" di Antonella Clerici".
Per la presidente della Rai e per il suo direttore generale, evidentemente, le delicate vicende legate alle Istituzioni e alla vita democratica del Paese sono meno importanti di una rozza "carbonara" e delle ricette di qualche cuoco amico di Antonellina.
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"Quando la "5 stelle" dissidente Paola De Pin ha fatto sapere che avrebbe votato la fiducia al Governo Letta - ha raccontato lei stessa in lacrime - uno del "Movimento" (sembra il capogruppo Gianluca Castaldi) le avrebbe urlato: "Ti aspettiamo fuori, brutta venduta"".
Ennesima testimonianza che il rispetto per le persone, per la democrazia, per le Istituzioni non sono il forte non solo di Beppe Grillo, ma anche dei suoi accoliti.
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"Dei due "marò" Salvatore Girone e Massimiliano Latorre non è ancora accertata né la colpevolezza né l'innocenza - è la nota emessa dal Ministero degli Esteri - I processi servono a questo e c'è un processo che va celebrato".
Incredibile e intollerabile. Primo perché, per la prima volta, l'Italia mette in dubbio l'innocenza, apparsa invece lampante fin dal primo momento, dei due nostri "marò". Secondo perché, invece di sollecitare con legittima determinazione che i nostri due "marò" vengano finalmente processati dopo ormai seicento giorni di detenzione, si limita ad assecondare quelle autorità indiane le quali stanno continuando a comportarsi con studiata strumentale lentezza. Terzo perché non viene ribadito che, essendosi il controverso episodio verificato in acque internazionali, un processo andrebbe sì celebrato, ma in un Tribunale italiano. Va bene non innervosire l'India per salvare certi nostri interessi non solo commerciali, ma quando è troppo è troppo. E due "marò" sicuramente innocenti dovrebbero valere più, tanto per dire, di qualche sacco di riso e di cotone. Stupefacente Farnesina.
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"Pierluigi Bersani ha sbagliato a fare una campagna elettorale di conserva. Ha sottovalutato la domanda di cambiamento del Paese. Ma non ha sbagliato solo lui: hanno sbagliato, anche, tutti quelli che gli erano intorno, compreso Enrico Letta".
Lo ha detto Niky Vendola? No. Lo ha detto, allora, Matteo Renzi? Nemmeno. Lo ha detto, nientemeno, l'attuale segretario pd, Guglielmo Epifani. E come mai? Per ora chissà. Anche perché infinite non sono soltanto le vie del Signore: sembrano esserlo, perfino, le vie di Epifani.
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"Non voglio offrire alibi a manovre oscure e pericolose - ha annunciato la pdl Daniela Santanché - e quindi, come richiesto dal segretario Angelino Alfano, sono pronta ad offrirgli, su un piatto d'argento, la mia testa".
Santa Daniela decollata. Lei martire per volontà del ballerino Angelino, San Giovanni per volontà della ballerina Salomé.
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"La verità - ha dichiarato il portavoce pdl Daniele Capezzone - è che Berlusconi ha tolto alibi e scuse a tutti".
Ma è sicuro che non abbia invece tolto voti al Pdl-Forza Italia?
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"Per la sua posizione politica non di parte - se n'è uscito l'attuale pdl Gianfranco Rotondi - Casini potrebbe guidare un Governo istituzionale".
Gianfranco Rotondi ex dc, Pierferdinando Casini anche lui. Sognando il ritorno della vecchia "Balena bianca" di Prima Repubblica memoria.
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"Le risorse che riceviamo sono scarse - ha cercato di giustificare l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti, le carenze sempre più gravi e numerose dei suoi treni - e noi efficientiamo quel poco che c'è".
Le risorse che le Ferrovie ricevono saranno pure scarse - come sostiene il loro amministratore delegato - ma sembra invece abbondare, oltre all'insulto nei confronti degli utenti, anche l'insulto nei confronti della lingua italiana. Ma dove l'ha infatti trovato, l'ingegner Mauro Moretti, il verbo "efficientare"? Forse in uno dei "wc" di prima classe, sporchi e scrostati, sulle sue vergognose "Frecceargento".
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