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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

giovedì 14 luglio 2011

Il fine-vita e il fine-italiano di Daniele Capezzone

"Biotestamento come volontà del paziente solo come orientamento e non vincolante - ha dichiarato l'ex radicale ed attuale pdl Daniele Capezzone - se fossi in aula, non avrei votato a favore".



Se fossi in aula? Se fossi stato, onorevole Capezzone, non se fossi. E dunque, onorevole Capezzone, costituzionalmente lecito avere proprie idee sul "fine-vita", ma sintatticamente sconveniente esprimerle uccidendo la lingua italiana. Per fortuna, comunque, che l'onorevole Capezzone ha conseguito il diploma di maturità classica al severo istituto "San Giuseppe-De Merode". Altrimenti, magari, se ne sarebbe uscito così: "Se sarei in aula, non avessi votato a favore". Addirittura peggio di Tonino Di Pietro!


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In memoria di Sky

"Ho acquistato una pagina del "Corriere della sera" - ha spiegato la pittrice e scultrice Luciana Matalon - per dare l'ultimo addio al mio gatto Sky".

Testimonianza, indubbiamente, di grandissimo affetto. Ma, per una pagina a pagamento sul "Corriere della sera", occorre un bel forziere di euro. Il gatto Sky - c'è da esserne sicuri - avrebbe gradito di più, se la "sua" effezionata Luciana avesse devoluto quella somma non indifferente - in sua memoria, naturalmente - a qualche bambino africano ammalato o affamato.

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lunedì 11 luglio 2011

Un Roberto da legare

"Il 23 prossimo alle 11,30 - ha annunciato, durante una festa della "Lega" nel Varesotto, Roberto Calderoli - apriremo a Monza il mio ministero, quello di Bossi e quello di Tremonti. Alla faccia di chi non li voleva. E non c'è Roma che tenga".

Forse sarebbe il caso che qualcuno di buonsenso aprisse subito, senza neppure attendere le 11,30 del 23 prossimo , a Monza o altrove, le porte di una casa di cura per Roberto Calderoli. E, se ci fossero altri con le stesse sue intenzioni per ora nascoste, anche per questi altri. Tra i calmanti da somministrare, in buona dose, anche endovene di diritto costituzionale, di democrazia, di correttezza politico-istituzionale, di rispetto per il Parlamento e per la storia patria. Alla faccia sua. E non c'è Padania che tenga.

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Urso, Ronchi, Scalia e le "pollastrelle"

"L'uscita da "Futuro e libertà" di Urso, Ronchi e Scalia - ha minimizzato il vicepresidente Italo Bocchino - è una non-notizia".

Sarebbe stata una notizia anche terribile, per Italo Bocchino autodefinitosi recentemente il "gallo cedrone del Parlamento", se dalle gabbie di "Futuro e libertà" fosse uscita qualcuna di quelle "pollastrelle" che - a suo dire - gli razzolano continuamente intorno e finiscono per fare l'uovo solo per lui.

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Il salto del Grillo

"Beppe Grillo - si è letto su tutte le "cronache rosa" - è volato, subito dopo la sua movimentata "comparsata" tra i "No Tav", in una riservata e nota spiaggia della Sardegna".

Come dire, insomma, il classico salto del Grillo: dal populismo scatenato in Val di Susa al tranquillo mondo dei ricchi a Porto Cervo. Che cosa dire? Buone vacanze, per carità, ma pessima coerenza. E in attesa di rivederlo tra i "No Tav", in Val di Susa, magari verso fine settembre. Quando "l'estate sta finendo", con lei sta finendo la stagione delle vacanze e - per certi personaggi non solo del comico politico, ma anche della politica comica - le rivoluzioni possono riprendere.

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giovedì 7 luglio 2011

Salvate la lobby politica

"La manovra economica - così come presentata in Parlamento - peserà, tra l'altro, per sette miliardi e mezzo sulla sanità , per quasi quattro miliardi sulle pensioni e per 0,015 miliardi sui tagli alla politica".

Sarà interessante vedere se ci sarà, in Parlamento, qualche "politica" disposta a vergognarsi e a chiedere di rifare meglio i conti.

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Se Sarmi si crede meglio di Napoleone...

"Se al quarto giorno avesse rimesso le cose a posto come abbiamo fatto noi - si è compiaciuto Massimo Sarmi, amministratore delegato di "Poste italiane", dopo il caos di giugno agli sportelli di tutta Italia - Napoleone sarebbe ancora imperatore dei francesi".

Un momento, prego. Agli sportelli di "Poste italiane" in tutta Italia le cose, indubbiamente, sono tornate alla normale anormalità, ma sono state tutt'altro che rimesse - anzi, finalmente messe - a posto. Sarebbe sufficiente che l'amministratore delegato Massimo Sarmi andasse a mettersi in fila, un giorno qualsiasi, in un qualsiasi ufficio postale. Altro che meglio dell'imperatore Napoleone! Si accorgerebbe di non saper fare neppure il postino. E di meritare un esislio ben più lontano della lontana isola di Sant'Elena.

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Super Silvio

"Quattro o cinque al giorno non esageriamo - ha confidato a "Novella 2000" Umberto Scapagnini, medico personale del Presidente del Consiglio - ma Silvio può avere soddisfacenti rapporti sessuali sei giorni alla settimana".

Verosimile, se non altro per un fatto. Poiché il Presidente Berlusconi continua a ritenersi il Padreterno, il settimo giorno - anche se di altro - si riposa.

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Luigi dei cinque giorni

"Riqualificherò i "Quartieri spagnoli" - ha fatto sapere il neosindaco di Napoli, Luigi De Magistris - in modo da uguagliarli alla Montmartre di Parigi".

Ottimo proposito. L'importante è che, come per la liberazione di Napoli dalle immondizie in strada, non "spari" di volerlo fare in cinque giorni.

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Da politico a gallo cedrone

"Io sono come il gallo cedrone - si è vantato, con un gruppo di amici, il vicepresidente di Fli Italo Bocchino - perché tutte le pollastrelle girano intorno a me e, alla fine, tutte a me finiscono".


Complimenti vivissimi a Italo Rodolfo Bocchino Valentino il quale - constatato che tanti presunti polli hanno smesso di girargli attorno come vicepresidente di Fli e, alla fine, in altri partiti sono finiti - non si è evidentemente scoraggiato e ha trovato consolazione nel sentirsi girare attorno intere, e magari presunte, moltitudini di stracotte pollastrelle. Con molta raffinatezza e con molto senso politico.


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lunedì 4 luglio 2011

Se Beppe tornasse a fare il comico vero...

"State facendo una rivoluzione straordinaria - così si è rivolto Beppe Grillo ai "black bloc" che stanno mettendo a ferro e fuoco i cantieri ferroviari in Val di Susa - siete tutti degli eroi". "Quello che sta avvenendo contro di voi - ha aggiunto - è una prova tecnica di dittatura".



Per capirsi. Quel gruppo di mascalzoni, che sta sconvolgendo la Val di Susa e che è stato aspramente condannato dalle forze politiche all'unanimità e dallo stesso Capo dello Stato, sarebbe un manipolo di eroi votatosi ad una sacra causa patriottica. E quella legale e legittima reazione pur "soft" delle forze dell'ordine per impedirgli un atto palesemente antidemocratico e violento sarebbe una prova tecnica di dittatura. Messa in atto, evidentemente, da tutte quelle forze fasciste che, passando attraverso il Governo, prendono il via dal Capo dello Stato per finire all'ultimo agente di polizia e all'ultimo carabiniere. Allora, però, sorge naturale una domanda: ma perché Beppe Grillo, invece di continuare ad aizzare pericolosamente bande di irresponsabili qua e là per l'Italia, non ricomincia, qua e là per l'Italia, a far ridere simpaticamente platee di spettatori nei teatri e in tv? Ci guadagnerebbero, oltre lui e il mondo dello spettacolo, l'ordine e la democrazia, l'intelligenza e l'immagine di un'Italia già non messa troppo bene. Gli unici a rimetterci - almeno un po' - sarebbero quei mascalzoni che - chissà a causa di quale suo "raptus" - va da tempo coccolando e nutrendo, ma questo sarebbe certamente un bene. Beppe Grillo, insomma, dovrebbe finalmente rendersi conto che questi spettacoli che ha deciso di interpretare ultimamente sulle piazze non fanno ridere proprio nessuna persona intelligente. A ogni persona intelligente, anzi, fanno proprio schifo.



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Diversamente liberi

"Noi - ha scritto Michele Santoro, a Chicco Mentana, dopo che "La 7" non ha ritenuto accettabili certe sue richieste e non gli ha dunque firmato il contratto - noi siamo diversamente liberi".

Chicco Mentana gli ha risposto - per dirla in romanesco - "ma che vor dì? Che vor dì semo diversamente liberi?" Ma, allora, Chicco Mentana, questa volta, o non è stato pronto a capire o di non capire ha finto. Sarebbe stato sufficiente, infatti, che avesse messo sul piatto della bilancia la sua tenace voluta libertà di essere obiettivo, misurato, rispettoso dei fatti e delle persone, sganciato da qualsiasi pregiudizio, perfino consapevole dei suoi limiti, quei limiti che ogni essere umano ha per natura - chi più, chi meno - se non si ritiene un dio. E, sull'altro piatto, la mai voluta libertà di Michele Santoro di essere, correttamente ed educatamente, tutto questo. Due modi, appunto, di essere diversamente liberi. Ma uno giusto e l'altro - secondo molti - no.

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Fuori tempo

"Fate uscire tutta la verità - ha rivolto l'invito don Marcello Cozzi nel celebrare i funerali della povera Elisa Claps a Potenza - ma proprio tutta la verità".

Invito cristianamente e laicamente sacrosanto. Peccato, però, che chi avrebbe potuto finalmente far uscire tutta la verità, ma proprio tutta la verità, su quell'orrendo delitto di diciotto anni fa - don Mimì Sabia, arciprete di quella Chiesa della Trinità in un cui sottotetto fu ritrovato per caso il corpo di Elisa - sia ormai morto. Morto e seppellito con il suo segreto. E - scherzo beffardo del destino - seppellito, oltretutto, in una tomba a solo una ventina di metri da quella della famiglia Claps.

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Esagerazioni

"Io - ha pensato di giustificarsi uno degli aggressori che hanno ridotto in fin di vita, ad un passo dal Colosseo a Roma, il giovane musicista Alberto Bonanni - gli ho dato solo un calcio in faccia quando era a terra".

Quante storie, dunque, e quanto si sta facendo lunga! Lui, in fin dei conti, gli ha dato solo un calcio mortale in faccia quando era indifeso a terra...

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Angelino come l'Arnaldo

"Angelino Alfano - si è entusiasmato il sempre più ineffabile ex dc Gianfranco Rotondi quando il "pupillo" di Silvio Berlusconi è stato eletto segretario del Pdl - è il nuovo Arnaldo Forlani".

Non si sa, però, se Angelino Alfano l'abbia presa bene o male.

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