Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

venerdì 31 agosto 2012

"Che c'azzecca" 1

"Il Capo dello Stato - continua a strepitare Antonio Di Pietro - mostri le carte contenenti le intercettazioni delle telefonate tra l'ex Ministro Mancino e lui".
Ma "che c'azzecca"? Intanto perché il Capo dello Stato - come si sa - quelle carte non le ha. Ma poi Antonio Di Pietro, essendo quelle carte - sempre come si sa - secretate dalla Magistratura, pretenderebbe che il Capo dello Stato, ove davvero le avesse avute, commettesse, rivelandole, un preciso grave reato? Da un ex magistrato di "Mani pulite", sinceramente, sarebbe stato legittimo attendersi ben altro. Magari anche di duro, con tanto di pistola e di bomba a mano sulla scrivania. Ma non, addirittura, di giuridicamewnte diabolico, con tanto di tentata - per quanto fallita - induzione al reato.
.

"Che c'azzecca" 2

"Avevo puntato il dito contro il Consolato generale di Milano - è un passo delle rivelazioni dell'ex ambasciatore Usa  a Roma, negli anni 90, Reginald Bartholomew, uscite postume a pochi giorni dalla sua morte -  perché, a mio parere, troppo accondiscendente con il "Pool Mani pulite" e con i suoi metodi spicci... E, così, ero anche riuscito a spezzare i legami tra Di Pietro e soci da un lato e certi diplomatici americani dall'altro".
"Ma che c'azzecca? - ha replicato stizzito Antonio Di Pietro - che c'azzecca, con le indagini del "Pool Mani pulite", quanto sarebbe stato rivelato dall'ex ambasciatore Usa a Roma, Reginald Bartholomew? Lui è morto, altrimenti lo avrei certamente querelato". E già: Reginald Bartholemew è morto e, quindi, pace all'anima sua e alla querela che, così, si può annunciare si sarebbe presentata e, invece, non si è potuta presentare. Solo che non è morto, invece, l'ex console Peter Semler il quale ha raccontato, papale papale, alcuni particolari molto interessanti del Di Pietro "Mani pulite". Come, ad esempio, che lui ebbe, in effetti, una frequentazione costante e intensa con quel magistrato. Che fu quel magistrato a cercarlo prima dell'inizio delle indagini e che alla fine del 1991 (due o tre mesi prima, cioè, dello "scoppio" di "Mani pulite" il 17 febbraio 1992) gli preannunciò l'arresto di Mario Chiesa e gli disse che le indagini avrebbero raggiunto anche Bettino Craxi e la Dc. Che, insomma, quel magistrato aveva ben chiaro dove le indagini avrebbero portato. "Ma che c'azzecca - ha replicato, anche a  proposito di questo racconto dell'ex console Peter Semler - che c'azzecca con il lavoro serio che "Mani pulite" stava facendo e con la mia correttezza di magistrato mai intenzionato o indotto a violare il segreto istruttorio?" Può darsi benissimo, per carità, che il racconto dell'ex console Peter Semler non "c'azzecchi", né tanto né poco, con la storia di "Mani pulite". E però, se non ci dovesse "azzeccare", l'ex console Peter Semler non è morto e, quindi, sarebbe, lì, sempre a portata di querela. Perché Antonio Di Pietro non ha annunciato invece - almeno fino ad oggi - alcuna querela contro di lui?
.

"Che c'azzecca" 3

"Antonio Di Pietro - sempre secondo le rivelazioni dell'ex ambasciatore Usa a Roma, Reginald Bartholomew, e dell'ex console a Milano, Peter Semler - si è recato, tra il 1992 e il 2000, ben quattro volte negli Stati Uniti. E, ogni volta, ha incontrato anche particolari enti e personaggi istituzionali come - ad esempio - l' "United States Information Agency", quella superagenzia di investigazioni private "Kroll" che da sempre lavora anche per l' "Intelligence" Usa, magistrati ad alto livello, capi dell'Fbi, l'ex segretario di Stato Henry Kissinger, il sindaco e il governatore di New York (Rudy Giuliani e Mario Cuomo)"
Niente, anche qui, che possa "azzeccarci" prima con l'attività di magistrato, poi con la costruenda attività di politico di Antonio Di Pietro, l'abruzzese-americano? Verosimile, per carità. Ma allora, invece di indignarsi punto e basta, l' "Antonio Di Pietro dei due mondi" chiarisca, dimostri, smentisca documenti alla mano. Uno dei suoi presunti "diffamatori", appunto, è morto. Ma l'altro è vivo e, semmai, sempre querelabile.
.

"Che c'azzecca" 4

"Ma che la Dc, il Psi e anche il Pci fossero partiti corrotti - se n'è uscito, cercando di venire fuori dal ginepraio in cui si è cacciato, Tonino da Montenero di Bisaccia - in Italia lo sapevano tutti".
E' vero. Ma "Che c'azzecca", allora, che l'azione di "Mani pulite" si sia concentrata ed accanita non contro tutti e tre i partiti, ma soltanto contro due?
.

Sanità "in rosso" nel Lazio: per tutti meno una

"Poiché la Regione Lazio della Governatrice Renata Polverini non ha ancora alleggerito come dovuto il deficit nel settore della sanità - ha deciso il Governo Monti - nuova bocciatura e nuova chiusura ai finanziamenti".
Sicuramente ineccepibile, dato che è stato avviato il risanamento dei bilanci regionali soprattutto nel settore della sanità. Ora, però, che cosa accadrà senza i nuovi finanziamenti del Governo? Poco da scegliere: un ulteriore taglio ai servizi e un ulteriore aumento dell'addizionale regionale nel "tiket" dei medicinali. Un'ulteriore mazzata, insomma, per i cittadini del Lazio. E, tuttavia, secondo quali criteri di giustizia e di equità? Secondo sani e corretti criteri di giustizia e di equità, infatti, dovrebbero essere chiamati a pagare quanti quella situazione "in rosso" hanno creato con il loro malgoverno. Oggi e ieri. Ma oggi, addirittura, non solo chi ha mandato in rovina la sanità non è chiamato a pagare personalmente: quando gli serve - scandalo nello scandalo - va in ospedale e gli viene riservaato un intero reparto (quando a troppi cittadini "normali" viene rimediata tutt' al più una barella lungo un corridoio), gli stanno tutti intorno premurosi (quando qualsiasi cittadino "normale" viene ancora oggi trattato solo come un numero), viene dimesso con inchini e salamelecchi (quando un cittadino "normale" poco ci manca venga dimesso con una sbattuta di porta). Vero o no, signora Governatrice del Lazio dalla sanità "in rosso" soltanto per gli altri?
.

giovedì 30 agosto 2012

Ai sensi del Regio decreto

"Sorpreso a fotografare scale mobili ed ascensori nella stazione di Casal Bernocchi - ha spiegato l'Azienda dei trasporti pubblici di Roma - un avvocato è stato denunciato per avere così violato un preciso articolo del Regio decreto 11617/41 che vieta, appunto, riprese del genere".
Ma quel Regio decreto 1161/41 non si è ancora accorto che la guerra è finita da quasi settant'anni, che non c'è più un nemico all'ascolto e che le foto di "obiettivi sensibili" non vengono più pagate a peso d'oro dai servizi di spionaggio? E con quale faccia tosta l'Azienda dei trasporti pubblici di Roma è andata a ripescare quel ridicolo residuo bellico quando l'avvocato-fotografo stava eseguendo quegli "scatti" per provare gravi inadempienze nei confronti degli utenti diversamente abili e, in particolare, di un suo cliente rimasto bloccato, con grave disagio e gravi conseguenze, nella stazione di Casal Bernocchi? Robe da non credere. Robe, ancora una volta, con il caratteristico indelebile marchio "made in Italy".
.

La "velina" di Matteo

"Nel suo "giro antibersani" provincia per provincia che inizierà in "camper" il 13 settembre prossimo - si è scoperto - il sindaco pd di Firenze, Matteo Renzi, sarà accompagnato da una "fan" del tutto particolare di nome Monica e di cognome Castro".
Perché - si chiederà qualcuno - una "fan" del tutto particolare? Beh, non tanto perché Monica di nome e Castro di cognome è il capogruppo del Pdl al Comune di Calenzano. Quanto perché lei, nel bel mezzo di una seduta del Consiglio comunale della sua città, in segno di protesta contro la manovra "Salva Italia" del Governo Monti, si è resa protagonista di uno strepitoso "streaptease" rimanendo in "slip" e  reggiseno. Allora cosa? Matteo Renzi, allora, se la porterà dietro come la sua "velina" personale? Sarebbe davvero da non credere: neppure Silvio Berlusconi è mai arrivato, pubblicamente, a tanto.
.

Pericolo cannabis

"Fumare cannabis troppo a lungo - ha rivelato uno studio portato a termine in Nuova Zelanda - fa diventare meno intelligenti".
In Italia, dunque, in molti devono avere fumato cannabis troppo a lungo. Soprattutto negli spazi della politica e dell'economia.
.

Quel movimento di Emilio

"Sto fondando un movimento di opinione - ha fatto sapere l'ex direttore del telegiornale di Canale 1 Mediaset, Emilio Fede - aperto soprattutto alle donne".
Non c'è da stupirsi, figurarsi, conoscendo il suo "lato debole" per il genere femminile. Ma, conoscendo anche l'altro suo "lato debole" per il  gioco d'azzardo, perché non aperto anche ai "croupiers"?
.

mercoledì 29 agosto 2012

Quelle volpi indiane

"La Corte suprema dell'India - è la nuova notizia - ha sì cominciato ad esaminare il ricorso presentato dall'Italia per invalidare il processo contro i due "marò" Massimiliano La Torre e Salvatore Girone, avviato dallo Stato del Kerala con l'accusa di omicidio nei confronti di due pescatori, ma, poi, ha subito aggiornato l'udienza ad ennesima lunga data".
Il giochetto delle autorità indiane, a questo punto, sta diventando sempre più scoperto per tutti meno che per il Governo italiano. Si continua a non processare - ed eventualmente a non condannare - i due "marò", ma, attraverso i ripetuti rinvii procedurali, si continua a detenerli in India. Un modo come un altro, insomma, per detenerli pur fingendo di non detenerli. E questo già da metà febbraio scorso. Cosicché, intanto,i due "marò", in sostanza, hanno già fatto ben sette mesi di detenzione. E, poiché il Governo italiano sembra non preoccuparsi minimamente di loro, chissà quanti, a forza di ulteriori rinvii volpeschi dei giudici indiani, ne dovranno ancora fare. Buon riposo, Ministro Terzi dall'accento aristocratico un po' così.
.

La rapa lessata del Ministro Balduzzi

"Gli apparecchi per il gioco d'azzardo che possono creare dipendenza - è nel "pacchetto" di interventi confezionato dal Ministro della Sanità, Renato Balduzzi - non potranno essere installati all'interno o in un raggio di 500 metri da scuole, centri frequentati da giovani, strutture sanitarie e socio-assistenziali, luoghi di culto".
Meglio una rapa lessata - dicevano una volta i vecchi - che niente. Rapa lessata perché - ammesso che l'intenzione del Ministro Balduzzi passi - per i giovani, e anche per i ragazzini, si tratterà di una piccola scocciatura, ma non certo di un grande deterrente. E per ben due motivi. Il primo è che  giovani, e anche ragazzini, non faranno che intensificare i loro giochi d'azzardo "on line" usando i  ricchi ed attrezzatissimi "smartphone" regalati oltretutto loro, la maggior parte delle volte, dagli stessi genitori, nonni e zii vari. Il secondo è che giovani, e anche ragazzini, sbufferanno pure, ma poi saliranno sui loro motorini, "sgommeranno", percorreranno "a razzo" i doverosi 500 metri e andranno tranquillamente a giocarsi le loro partite. Ma allora? Allora - per carità - meglio, intanto, la rapa lessata del Ministro Balduzzi. Ma non si potrebbe studiare e attuare qualcosa di un po' più tonico e sostanziale? Magari un pesante provvedimento all'amatriciana.
.

Preparazione alla professione medica 1

"Quale delle seguenti affermazioni è sicuramente vera - si legge, tra i tanti esercizi folli proposti sul sito governativo www.universitaly.it, per preparare i futuri medici all'esame di ammissione all'esercizio della professione medica - se Giovanna ama i quadri di Kandinskij, Kandinskij è un pittore astrattista, a chi ama Kandinskij non piacciono tutti i quadri di Picasso? Risposta A: Giovanna apprezza solo alcune opere di Picasso. Risposta B: Giovanna ama tutti i pittori astratti. Risposta C: tutti coloro che amano Kandinskij amano anche Picasso. Risposta D: chi ama Picasso non va a vedere mostre di quadri di Kandinskij. Risposta E: Giovanna va a vedere tutte le mostre che si tengono nella sua città".
Sufficiente, a commento, quanto risposto da uno degli aspiranti medici dopo avere visitato il sito governativo: "Ma io dovrò fare il medico o il critico d'arte? E, poi, ma che cavolo ne posso sapere io che cavolo passa per la testa a Giovanna".
.

Preparazione alla professione medica 2

"Nel Carme cinque di Catullo - altra domanda folle per esercitare i futuri medici alla professione - e, precisamente, nel verso "Godiamoci la vita, Lesbia mia, e amiamoci" le parole "Lesbia mia" danno luogo a quale di queste figure retoriche? Apostrofe, similitudine, iperbole, metafora, anafora?"
Sufficiente, anche in questo caso, la risposta di un altro aspirante medico: "Ma io dovrò fare il medico o l'insegnante di lettere? E, poi, ma lasciamo amarsi in pace, almeno, Catullo e Lesbia sua".
.

Preparazione alla professione medica 3

"Rispondendo alle domande del "test" preparatorio per gli aspiranti medici - ha confessato, tra lo stupito e l'ironico, Giuseppe Remuzzi - avrei commesso numerosissimi errori ed omissioni (non sapendo rispondere, ad esempio, chi abbia scritto "Barbablù", di che cosa sia morto Ghandi, chi sia il nuovo direttore del "New York Times") e, probabilmente, non sarei stato ammesso al successivo "test" dell'esame".
Giuseppe Remuzzi, che tutto questo ha confessato, non è uno qualsiasi. Né come persona né, soprattutto, come operatore nella sanità. Giuseppe Remuzzi, infatti, è primario di nefrologia e dialisi agli Ospedali riuniti di Bergamo, coordina l'attività di ricerca per l'Istituto farmacologico "Mario Negri" e per il  "Centro di ricerche cliniche per le malattie rare", è autore di ottocento pubblicazioni medico-scientifiche ed è l'unico italiano nei comitati di redazione dei prestigiosi periodici "Lancet" e "New England Journal of Medicine". Un grande della medicina, insomma. Che per fortuna, però, ha sempre saputo e sa - altra domanda del quiz preparatorio per gli aspiranti medici - che è stato Gabriele D'Annunzio a scrivere il verso "piove sulle tamerici salmastre ed arse".
. 

Ancora e ancòra

Gianfranco Fini - le "cronache rosa" stanno impazzendo - ha tagliato, a Porto Ercole, una grande torta confezionata per festeggiare la sua àncora trovata nei fondali dell'Argentario".
Qualcuno si è chiesto se Gianfranco Fini, al suo ritorno dalle vacanze, deciderà poi di tagliare, alla Camera dei deputati, una grande torta confezionata per festeggiare la sua  ancòra presenza lì. La sua presenza alla Presidenza di Montecitorio trovata, a suo tempo, nei fondali della straordinaria italica politica.
.