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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

giovedì 26 aprile 2012

"Auto blu": invece che meno, molte altre di più?

"Lo Stato sta muovendosi  -    incaricato il Ministero dell'Economia - per l'acquisto di 480 nuove "auto blu" (spesa dieci milioni di euro)".
Ma il Formez (Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l'ammodernamento della pubblica amministrazione) non ha ribadito, anche di recente, che il parco "auto blu" è già a quota 60 mila e che, inoltre, altre 800 giacciono inutilizzate nei "garages blu"? Sì, lo ha ribadito. E, allora, come spiegare questo nuovo acquisto di 480 nuove vetture cosiddette di rappresentanza? Come spiegarlo, soprattutto, nel momento in cui gli italiani continuano ad essere chiamati ai più duri e spesso drammatici sacrifici? E, proprio per addolcire le amare pillole fatte ingerire anche ai meno abbienti, era stato invece assicurato che, tra i tagli, ci sarebbe stato proprio quello delle "auto blu"? Il Governo, subito sotto schiaffo al diffondersi della notizia, ha cercato di spiegarlo così: "Avere bandito la gara d'appalto non significa l'automatico acquisto delle vetture". Peccato però che, dopo il bando di gara pubblicato il 24 gennaio scorso, l'8 marzo siano state aperte le buste dei concorrenti alla gara. Aperte tanto per aprirle? E anche aprire le buste non significherebbe, per il Governo, l'automatico acquisto? Beh, certo, uno bandisce le gare d'appalto tanto per bandirle. Tanto per passare il tempo. Magari per gioco. E su, via...
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Boss, tombe e miliardi

"Il corpo del "boss della Magliana" Enrico De Pedis - secondo una fonte vicina alla Santa sede che ha raccontato il tutto all'agenzia Ansa - si trova nella basilica di Sant'Apollinare perché sua moglie, Carla Di Giovanni, pagò, per ottenere quella sepoltura, un miliardo delle ex lire".
A monsignor Piero Vergari, che tanto si battè per quella sepoltura ricoprendo l'incarico di rettore della basilica, e al cardinal Ugo Poletti, che alla fine dette la sua benedizione all'incredibile "affare", più che legittima, allora, questa domanda: quanto verrebbe a costare oggi in euro, alla vedova di un qualsiasi altro feroce boss, seppellire il suo "caro", ad esempio, nella basilica di San Giovanni?
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Il rischio dei quattro gatti

"I partiti - ha esortato di nuovo, tra l'altro, il Capo dello Stato - trovino il coraggio di estirpare il marcio".
Giusta esortazione, soprattutto in considerazione del marcio che da tempo sta coinvolgendo un po' tutti. Ma molti partiti continuano a nicchiare perché, ove pure dovessero trovare quel coraggio, rischierebbero poi di ritrovarsi quattro gatti in sezione.
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La zelkova del Governatore

"La finanziaria varata qualche giorno fa - ha scritto il Governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, sul suo "blog" - è una finanziaria di straordinario rigore".
Quando in molti stavano già congratulandosi con lui, però, tra le righe della straordinaria finanziaria è spuntata la spesa di 454 mila euro stanziata per assicurare la tutela della zelkova. Zelkova che non è una rifugiata politica ucraina né una giornalista russa antiregime e neppure - c' è ormai da ipotizzarle tutte - una nipote di Putin. Ma, seppure rara, è - con tutto il rispetto per i botanici - soltanto una pianta. Solo che, appunto, il Governatore della Sicilia non ha voluto badare a spese pur di sceglierla come suo fiore all'occhiello. Un rametto di zelkova all'occhiello della sua giacca, magari, anche nel momento di esaltare, sul suo "blog", lo straordinario rigore della sua neonata legge finanziaria.
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martedì 24 aprile 2012

Urgenze e no

"Il Senato - è la notizia - ha approvato, in via definitiva, il decreto fiscale che cambierà la situazione nelle tasche degli italiani. I voti a favore sono stati 228, quelli contrari 29, due le astensioni".
Era necessario - si sono affrettati a dichiarare gli esponenti dei partiti che hanno votato a favore - per il bene dell'Italia e della sua economia. In gran parte vero. Ora, tuttavia, si è sempre in attesa della notizia che il Parlamento venga chiamato a votare - anche in questo caso per il bene dell'Italia e della sua economia - le norme che dovranno cambiare la situazione nelle casse dei partiti e nei portafogli di senatori e deputati. Sarà poi interessante verificare - se e quando fosse - se i voti a favore saranno anche allora così tanti e così tanto convinti. E se gli esponenti dei partiti avvertiranno almeno il dovere di dichiarare "scusate il ritardo".
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Zitti voi

"Le tasse al 45% sono troppe, anche perché determinano ulteriori gravi effetti recessivi". "Occorre ridurre velocemente la spesa pubblica per poter ridurre la forte pressione fiscale".
Le due affermazioni non sono del povero signor Rossi sempre più schiacciato dal Fisco. E neppure di un anonimo studente di economia uscito ieri dall'università. La prima affermazione è del Presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, e la seconda del Vicedirettore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi. Due affermazioni, dunque, con il timbro di una indubbia e imparziale autorevolezza. Nei  confronti delle quali, però, sembra che alcuni professori del Governo non abbiano nascosto segni perlomeno di fastidio. Come a voler dire: "Ma non sapete che è vietato parlare al conducente?" Giusto. Parlare al conducente è infatti vietato perché il conducente potrebbe distrarsi. Distrarsi fino al punto di dimenticarsi di pigiare ancora più forte il piede sull'acceleratore delle tasse.
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Toh, di nuovo lo "spread" oltre 400

"Con il nostro Governo - aveva annunciato il nuovo "premier" Mario Monti  nel giorno stesso del suo insediamento - lo "spread" (la differenza, cioè, tra i rendimenti dei Buoni decennali italiani e  quelli dei corrispondenti titoli di Stato tedeschi) non oltrepasserrà più, come in passato, i 400 punti".
Con il Governo Monti, in questi ultimi giorni, lo "spread" ha di nuovo oltrepassato più di una volta, invece, i 400 punti. Anche i più illustri professori, allora, commettono sbagli clamorosi. Oppure la buttano là con la speranza che vada bene. O la va, insomma, o la spacca. E, se non la va, amen. Anzi, "so be it" (amen, cioè, in inglese più o meno bocconiano).
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Le facce di Buttiglione

"Adesso che la politica è morta - ha enunciato l'onorevole professor Rocco Buttiglione - c'è bisogno di facce nuove".
Saggia enunciazione. Che ancor più saggia sarebbe stata, tuttavia, se l'onorevole professor Rocco Buttiglione, da quasi venti anni in politica, avesse enunciato anche la coerente volontà di lasciare il suo posto ad una faccia nuova.
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Le gesta del re del Wwf

"Abbiamo bisogno di rigore, serietà ed esemplarità - aveva predicato, in occasione dello scorso Natale, il re di Spagna Juan Carlos - ed io stesso ho il dovere di osservare un comportamento esemplare".
Bellissimo proponimento natalizio. Solo che, trascorsi appena quattro mesi, re Juan Carlos è partito per la Botswana, dove è possibile partecipare a costosissimi safari e dove si è divertito ad uccidere un povero elefante, per una spesa complessiva stimata intorno ai 50 mila euro. Ma lo sdegno degli spagnoli non è solo perché il loro re, dopo i bei pensierini di Natale, se n'è andato tranquillamente in Botswana spendendo quanto uno solo di loro guadagna, mediameente, in due-tre anni di lavoro. Lo sdegno è anche perché il loro re è presidente dello spagnolo Wwf (il Fondo mondiale per la natura) e il Wwf mondiale non ne ha ancora decretata, dopo l'uccisione per divertimento del povero elefante, la più che giusta e coerente espulsione. A meno che nello statuto del mondiale Wwf non ci sia un piccolo comma che consenta ai re, impunemente, di uccidere anche un pettirosso e di defecare sulle orchidee più rare.
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domenica 22 aprile 2012

La strage dei piccoli imprenditori

"Un altro imprenditore - è giunta notizia da Bosa - si è ucciso perché nella impossibilità di mandare avanti la famiglia".
Ecco, è su drammi come questi (che si stanno verificando con sempre maggiore frequenza) è su drammi come questi che il Ministro al Welfare, Elsa Fornero, dovrebbe piangere sul serio. Ma, poi,  asciugarsi le lacrime e fare in modo - insieme con tutti i suoi colleghi professori-ministri - che suicidi così non debbano verificarsi più.
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Il nuovo dei Partiti

"Pd - ha dichiarato il segretario Pierluigi Bersani - usato sicuro".
I partiti, dunque, hanno ripreso la campagna pubblicitaria dei loro prodotti stile "show room" automobilistico. Dopo il prototipo "Partito della Nazione" a chilometri zero di Pierferdinando Casini e la nuova  ancora misteriosa "fuoriserie" aziendale annunciata dal Pdl, ecco l'usato sicuro del Pd. Buona campagna a tutti.
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Meno male

"Lo spazio per ridurre spese inutili - ha detto il Ministro per lo Sviluppo economico, Corrado Passera - c'è".
Laurea alla "Bocconi", master alla "Wharton School" di Philadelphia e al Governo da oltre cinque mesi, Corrado Passera se n'è accorto anche lui. Meno male.
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Quei cani dei candidati Usa alle presidenziali

"Barak Obama - vanno dicendo in giro i repubblicani statunitensi - da giovane si è cibato di carne di cane". "Senti chi parla - vanno replicando i democratici - Mitt Romney, che sfiderà sicuramente Obama nelle prossime elezioni presidenziali, costrinse da giovane il suo cane ad un lunghissimo viaggio da Boston all'Ontario in una gabbietta sistemata sul tettuccio della sua auto".
La campagna elettorale per la nuova presidenza degli Stati Uniti sta diventando davvero bestiale...
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venerdì 20 aprile 2012

I soldi giù dalla finestra

"Le operazioni finanziarie della Lega - ha sentenziato Umberto Bossi - non configurano alcun reato".
No - secondo Umberto Bossi - alcun reato i trasferimenti di centinaia di milioni all'estero, l'acquisto di oro e diamanti, i denari distratti per i vari comodi e i vari affari del tesoriere e di questo o quel dirigente dell'ormai sempre più sgangherato Carroccio. Più stupefacente, tuttavia, è la motivazione della sentenza. "Perché - secondo Umberto Bossi - un partito può perfino decidere di buttare i soldi dalla finestra". Certo, tanto non se li è guadagnati e gli sono arrivati, come manna dal cielo, dalle tasche sempre più saccheggiate degli italiani. Bella lezione, dunque, di etica, di rispetto e di gratitudine. Anche se poi Umberto Bossi, resosi conto al volo della "gaffe" stile Padania, ha cercato di uscire di pista per rifugiarsi ai box. E' stato quando ha voluto precisare che quei soldi da buttare perfino dalla finestra sarebbero, tanto e soltanto, "quelli delle tessere dei militanti". Non riuscendo, però, a riparare completamenete il guasto, ma trasferendolo unicamente da una componente ad un'altra. Dai cittadini tutti, cioè, a quel 3% scarso che paga la tessera della Lega. Meglio così, certo, se vero. E, se - così essendo eventualmente vero - a quel 3% scarso il comportamento e il ragionamento di alcuni dirigenti del Carroccio piace, fatti suoi. Questioni di gusti. E tutti i gusti - come dice il proverbio - son gusti. Anche nella democrazia più imperfetta.
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Funzionari e funzionari

"Chi riscuote le tasse - ha scritto, in una rubrica su "L'Espresso", monsignor Gianfranco Ravasi - è funzionario di Dio".
Chi riscuote, però, tasse eque e proporzionali ai redditi. Altrimenti - monsignor Gianfranco Ravasi dovrebbe essere d'accordo - sarebbe funzionario del diavolo.
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