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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.
"Nessun politico al mondo - ha tuonato Rosy Bindi, ospite di "Ballarò", quando il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è piombato al telefono in diretta - ha la possibilità di intervenire quando e come vuole in una trasmissione pubblica".
L'osservazione, per carità, potrebbe essere stata anche pertinente ed opportuna. Ma da quale pulpito è arrivata la predica! Perché sorella Rosy Bindi (lo ha dimenticato o ha finto di dimenticarlo?) si è comportata allo stesso modo già nel 1998. Era in onda una puntata della trasmissione "Per tutta la vita" condotta da Fabrizio Frizzi e, quando uno degli ospiti - Gianfranco Funari - si era lanciato in una giustamente severa requisitoria contro gli ospedali pubblici, la Ministra della salute - allora, appunto, sorella Rosy Bindi - aveva fatto irruzione, per telefono, come e quando aveva voluto. E per di più, al termine della sua irruzione tutt' altro che civile e pacata, aveva sbattuto il telefono in faccia a tutti senza nemmeno salutare.
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"La metà dei ragazzi che hanno compiuto atti di bullismo a scuola o in strada - è stato denunciato ad un Congresso in materia organizzato a Milano - ha già tre condanne in giudizio prima di avere compiuto i 24 anni".
Spaventoso. E, però, la società - soprattutto la famiglia, la scuola e la magistratura - continuano a minimizzare e ad assolvere. Dopo "Nessuno tocchi Caino" per gli omicidi, "Nessuno tocchi El Rey" per gli spacciatori di droga, "Nessuno tocchi Polanski" per gli stupratori, eccoci dunque, incredibilmente, a "Nessuno tocchi James Dean" per la "gioventù bruciata".
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"Il 48% delle denunce per bullismo - è emerso sempre dal Congresso di Milano - riguarda ormai le ragazze".
Le madri, che in molte si sono giustamente battute a lungo e con tenacia per l'uguaglianza nei confronti degli uomini, con le loro figlie, evidentemente, non sono riuscite a spiegarsi e ad essere chiare sul significato etico e sulla pratica concreta della parità dei sessi.
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"Smettete di vendere armi all'Africa - ha implorato John Odama, vescovo di Gulu in Uganda - in modo da mettere in crisi i "signori delle guerre regionali"".
L'implorazione è partita, dal Vaticano, durante un sinodo inaugurato da Papa Benedetto XVI. Ma dal Vaticano - come è stato accertato - partono anche le compartecipazioni azionarie in banche che alimentano la fabbricazione e il commercio delle armi in tutto il mondo. Gliela farà il povero e semplice vescovo di Gulu in Uganda contro le ricche e potenti lobby dei mitra e dei carriarmati? Oremus, fratres.
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"Mai come oggi - ha affermato il presideente della Camera, Gianfranco Fini, durante un faccia a faccia con il pluriex Massimo D'Alema - serve tanto buon senso".
Il pluriex Massimo non se l'è sentita di negare. Si è limitato a replicare che oggi, però, non c'è il clima. Giustamente: da qualche giorno, infatti, sta piovendo e ha cominciato a fare freddo un po' in tutta Italia.
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"La trattativa, seppure embrionale, Stato-mafia - ha rivelato, in una intervista, il capo della Direzione nazionale antimafia, Piero Grosso - ci fu, eccome, e servì anche per salvare molti ministri di allora".
Ma, allora, perché tutti i testimoni fino ad oggi ascoltati in merito dai giudici della Procura di Palermo hanno tutti negato? E perché Piero Grasso, invece di essere intervistato dai giornali, non viene ascoltato da loro? Un altro capitolo amaro, amaro e inquietante, dell'Italia dei misteri.
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Berlusconi - se n'è uscito Tonino Di Pietro durante un colloquio televisivo con Lilli Gruber - è come Alì Babà perché Alì Babà era il capo dei quaranta ladroni".
Ma se ne "Le mille e una notte" - come tutti ricorderanno - Alì Babà era invece l'avversario e non il capo dei quaranta ladroni? Non resta, a questo punto, che una ovvia deduzione: Tonino Di Pietro, oltre a non conoscere l'italiano, non conosce neppure le favole.
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"Con la droga che spaccio durante la ricreazione a scuola - si è vantato una ragazzo di appena 14 anni a Roma - guadagno molto più di mio padre".
Chissà se il padre, appresa la cosa, si sia vergognato. Ma non di guadagnare meno di suo figlio quattordicenne: di avere fatto crescere un figlio quattordicenne così.
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"Berlusconi - si sono indignati a sinistra - non sarebbe dovuto andare in Russia senza avvertire".
Può darsi davvero - chissà - che si sia trattato di uno sgarbo istituzionale. Solo che, alla fine, lui è andato là e ha concluso alcuni importanti accordi economici. In altri tempi, invece, anche molti noti protagonisti della sinistra sono andati frequentemente in Russia (anzi, allora, in Urss) senza avvertire. E non per riportare risultati di importanti accordi economici "pro Italia", ma strategie e rubli "pro domo sua" da utilizzare nell'agone politico nazionale e internazionale. Una difesa di Silvio Berlusconi? No: una difesa della realtà di oggi e della storia di ieri.
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"L'Italia - hanno continuato a pubblicare i "fogli" inglesi - ha sempre pagato i talebani in Afghanistan - per evitare attacchi ai suoi soldati".
Sarà vero? Chissà, ma il fatto è che, fino ad oggi, una tale asserzione non è stata mai corredata da prove. Sono clamorosamente emerse prove e testimonianze, invece, sui fiumi di sterline fatte arrivare, perfino tramite vie diplomatiche, dal Regno di sua maestà britannica ai feroci ribelli afghani. I giornali inglesi, dunque, come le inglesi squadre di calcio: la migliore difesa, cioè, è l'attacco. Salvo essere, però, sputtanati.
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"Anche per il Presidente Napolitano - ha titolato un giornale romano - il "caso Misiano" è inquietante".
D'accordo - ci mancherebbe - che non sia stato bello andare a fotografare, in una pubblica via, i calzini celesti del giudice Misiano. Ma perché, allora, è stato bello e non inquietante andare a fotografare gli slip neri o a fiorellini del Presidente del Consiglio e dei suoi ospiti in una sua residenza privata sarda?
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"Michele Santoro - ha rivelato un quotidiano a lui non affezionato - aveva acquistato una villa ad Amalfi, per 950 mila euro, macchiata però da un abuso edilizio. Lui aveva subito chiesto il condono e il Comune, in quattro e quattr'otto, scavalcando perfino le più vecchie richieste simili, lo ha regolarizzato".
Come definire il fatto? Un altro prodigioso miracolo di Sant'Oro.
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"Invierò in Afghanistan - ha annunciato il presidente degli Stati Uniti d'America, Barak Obama - altri 13 mila soldati".
Per fortuna che gli hanno appena conferito il "Nobel per la pace" altrimenti ne avrebbe inviati, al minimo, altri 130 mila.
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"Carlo Deodato, il capo di gabinetto del "ministro antifannulloni" Renato Brunetta - è stato confermato - percepisce tuttora tre stipendi: un primo (130 mila euro esclusi gli appannaggi vari) perché consigliere di Stato, un secondo (80 mila euro) perché capo di gabinetto, un terzo (28 mila euro) perché tecnico di supporto del Commissario straordinario per la gestione dell'emergenza idrica del Simbrivio".
Ma Carlo Deodato non aveva assicurato, qualche mese fa, che non avrebbe chiesto altre proroghe per rimanere ancora nell'incarico di consigliere di Stato? Sì, l'aveva assicurato. Ma, poi, non l'ha più fatto. Nel senso che ha rinnovato un'altra richiesta di proroga e questa richiesta di proroga è stata accolta a maggioranza con voto segreto. Che cosa dire, allora? Che Carlo Deodato, forse, si è comportato così non per attaccamento al danaro, ma per non rischiare le ire del "suo" ministro Brunetta. Il quale, a conoscenza che il proprio capo di gabinetto aveva rinunciato ad un lavoro, avrebbe magari potuto includerlo nella lista nera dei fannulloni. Con chissà quali conseguenze.
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"Ignazio Marino - ha sentenziato Rosy Bindi - non ha né il cuore né l'intelligenza per dirigere il Pd".
Il povero Ignazio Marino - anche se la Rosy finge di essere scesa soltanto ieri dalle virginee beatitudini lunari - non ha, soprattutto, l'appoggio necessario dei vecchi e sempre potenti boss del partito (lei compresa).
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