Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

sabato 9 aprile 2016

Carlo Sibilia da 5 a 2

Non credo hai sondaggi - ha scritto, su "Facebook", il "5 stelle" Carlo Sibilia - ma questa volta..."
La preposizione articolata "ai" con l'acca? Proprio con l'acca. Carlo Sibilia, allora, andrebbe retrocesso da "5 stelle" a "2 in italiano".
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venerdì 8 aprile 2016

Vergogna

"Persa la gamba destra - per una grave forma di setticemia - ha perso subito anche il lavoro. Non gli sarebbe rimasta, quindi, che una indennità di invalidità da parte dell'Inps".
L'Inps, però, gli ha riconosciuto una percentuale di invalidità di appena il 60% e, poiché l'indennità può essere erogata solo per una invalidità di almeno il 78%, non gli darà neppure un euro. Che vada ad elemosinare, insomma, ai semafori.  Mentre continueranno ad essere erogate chissà ancora quante pensioni per falsi ciechi e falsi invalidi con una percentuale riconosciuta, chissà da chi, fino al 100%. Vergogna. Vergogna Inps, vergogna Parlamento, vergogna Stato.
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Il Denis del "Caro Matteo"

"Caro Matteo - così. qualche giorno fa, Denis Verdini al "premier" Renzi - un terzo del tuo Pd sta lavorando per buttarti giù e, dunque, o ti decidi a fare il "Partito della Nazione" oppure rischi di andare a sbattere di brutto".
Potrebbe essere vero. Ma potrebbe essere, più realisticamente, non tanto un amorevole consiglio di nuovo affezionato amico quanto una urgente aspirazione di nuovo interessato amico ad entrare, con abile colpo della sua "Ala", in un nuovo Governo. Il "premier" Renzi, per ora, non sembra avere recepito, però, il messaggio verdiniano perché sicuro, probabilmente, di vincere lui sul pur sempre più agguerrito battaglione dei suoi oppositori interni. O perché, probabilmente, è in attesa di ben più impegnative prove di fedeltà, se non di sudditanza, di Denis e della sua pattuglia fuoriusciti dal campo avverso del centrodestra. Prima di farli accomodare, insomma, in poltrona. Sempre che questa legislatura - come hanno cominciato a dubitare anche molti nel Pd - arrivi davvero fino alla sua naturale scadenza del 2018.
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Il Rosario dei capricci e delle arroganze

"Il Govertnatore della Sicilia, Rosario Crocetta - nonostante il bilancio regionale in "rosso profondo" - si è regalato, per una spesa di 224 milioni di euro, due lussuose "Passat" della Wolkswagen".
Dice: ma lui non aveva a sua disposizione personale una lussuosa auto blindata, oltertutto a "costo zero", "passatagli" dall'Agenzia per i beni confiscati alla mafia? Certo che sì. Dice ancora: ma il suo mandato non si esaurirà fra appena un anno? Certo che sì anche questo. Dice infine: ma il parco macchine della Regione Sicilia non era, già, di 660 vetture e, cioé, un numero corrispondente alla somma di quelle in dotazione alle Regioni Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Umbria e Toscana? Verissismo. E allora? Allora dovrebbe pur esserci un giudice a Roma. Ma, purtroppo, non c'è o dorme. E il Rosario continua a sgranare, liberamente, i suoi capricci e le sue arroganze.
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Sala delle dimenticanze

"La villetta vicino Saint Moritz che non ho dichiarato nella mia autocertificazione ai sensi del "Decreto trasparenza"? - così il candidato sindaco pd a Milano, Giuseppe Sala - Solo una dimenticanza".
Ah, sì? Beh, allora, delle due l'una. O Giuseppe Sala ha tante di quelle case e villette che, diamine, una gliene può anche "scappare". O Giuseppe Sala ha così grossi problemi di memoria che, poverino, dovrà ricorrere a qualche terapia per recuperarla tutta. Fino alla villetta vicino Saint Moritz.
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I 110 di Adinolfi

"Mario Adinolfi, candidato sindaco a Roma nella lista "Il popolo della famiglia" - attualmente 150 chili di peso - ha promesso, per dimostrare ai cittadini che quando ha deciso di fare un cosa la fa davvero, di perdere, nei circa sessanta giorni che restano fino alle amministrative parziali, ben 40 chili".
Di arrivare, insomma, a 110 chili. Centodieci, forse, come i voti che potrebbe raccogliere la sua lista.
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giovedì 7 aprile 2016

Quella sanità aperta ai delinquenti e chiusa ai malati

"La sanità - ha accusato il presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone - è divenuta il terreno di scorribande da parte di delinquenti di ogni risma".
Più che una scoperta, comunque, è un'autorevole conferma. E' già tempo, infatti, che i delinquenti di ogni risma, in molte Asl e in molti ospedali, hanno lo spazio che vogliono e senza attese. Mentre chi ha bisogno, anche urgente, è fuori a mettersi in fila e, una volta davanti allo sportello, si sente dire che, per la sua visita o  per il suo accertamento, dovrà attendere anche due anni. Oppure, dovendo essere ricoverato, a trovare appena lo spazio di una barella in un corridoio superaffollato. La notizia nuova, allora, sarebbe invece che lo scandalo, dopo l'autorevole accusa di Raffaele Cantone, verrà finalmente eliminato. Ma arriverà mai, in questo disgraziato Paese, una notizia così? La speranza - come si dice - è l'ultima a morire. Sarebbe bene non lasciarla morire in fila ad una Asl o ad un pronto soccorso superaffollato.
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Federica la "lesa"

"L'ex Ministro Federica Guidi - dopo un colloquio di tre ore, con i giudici della Procura di Potenza, in merito all'inchiesta "petrolio in Basilicata"- si è limitata a dichiarare: "Mi hanno detto di considerare me come persona informata dei fatti, ma come parte lesa"".
Piacere per lei. Ora, però, sarebbe interessante conoscere, dai giudici della Procura di Potenza, lesa da chi. Oltre che, ovviamente, da suo marito, improvvisamente non più marito, Gianluca Giannelli. Lesa, insomma, da chi altro. Nomi, cognomi, professioni, eventuali colleganze. Come, quando e perché. Grazie da un'Italia sempre più inquieta. disgustata ed irritata.
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Un brutto pareggio

"Renzi - così l' "occhiello" di un titolo del "Corriere della sera" - lancia il piano per Bagnoli".
Molti napoletani, invece, hanno lanciato, contro la polizia che lo difendeva, sassi, petardi e bombe carta. Da una parte, insomma, la solita annuncite renziana, dall'altra la solita "mala volontà" partenopea, di alcuni gruppi, di "botti" e di botte. Firenze-Napoli 1 a 1. Un pareggio, però, che non fa onore a nessuno dei due.
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I gufi in casa

"Il viceministro all'Economia Enrico Zanetti - a proposito degli 80 euro mensili che il "premier" Renzi ha in progetto di addizionare alle pensioni più basse - ha così commentato: "Senza un ordine di priorità si rischia di affiancare, all'esasperato populismo di opposizione, un populismo di Governo di cui non abbiamo bisogno"".
Per il "premier" Renzi, dunque, va facendosi sempre più dura: i gufi, ora, hanno cominciato a volargli addirittura in casa. All'interno del suo Governo.
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Op là di Irene da Marchini a Salvini

"Irene Pivetti - sbattuta la porta in faccia alla lista civica dei "Popolari per Marchini" perché, secondo lei, un filino pendente a sinistra - ha accettato il ruolo di capolista della "Lega nord" per le amministrative a Roma".
Irene Pivetti, cioé, via da un circa 6% di Marchini ad un circa 1% della "Lega nord"? Illogico. Oppure logico, molto logico, se questo vorrebbe significare che Matteo Salvini - Pivetti consensiente, tanto che le costa? - non avrebbe definitivamente più l'intenzione di raggiungere un accordo con Silvio Berlusconi. Né su Bertolaso né, eventualmente, su altro candidato unico del centrodestra. E, come sembrerebbe, né a Roma né in altre grandi città. Ma con un Silvio ostinatamente a sognare "Matteo, 'i vorrei che tu, Giorgia ed io / fossimo presi per incantamento / e messi in un vasel ch'a giusto vento /  in Campidoglio andasse al voler vostro e mio; / sì che fortuna od altro tempo rio / non ci potesse dare impedimento / anzi, vivendo sempre in un talento / di stare insieme crescesse 'l disio". Solo che, nel sonetto di Dante Alighieri, Matteo era era il suo amico Guido, Giorgia il suo amico Lapo e il Campidoglio il mare: tutta un'altra storia.
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mercoledì 6 aprile 2016

L'importante non è tanto fare quanto annunciare

"Ho in progetto di aumentare di 80 euro al mese - ha fatto sapere il "premier" Renzi - le pensioni al minimo".
Progetto, considerata la scandalosa entità delle pensioni al minimo, più che giusto ed opportuno. Ma che, purtroppo, sarà destinato a rimanere progetto. Un altro annuncio che verrà magari trascinato fino al referendum sulle riforme istituzionali, ma che, poi, subirà l'amaro destino di perdersi nelle nebbie del nulla. Perchè, secondo i tecnici, quegli 80 euro mensili da addizionare agli oltre due milioni di pensioni al minimo comporterebbe, per la casse dello Stato, maggiori uscite fra i due miliardi e 300 milioni e i tre miliardi e mezzo ogni anno. Uscite assolutamente impensabili, considerando un bilancio dello Stato in rosso sempre più progressivamente profondo, considerando che ci sono ancora da saldare i conti con molte piccole e medie imprese, considerando che gli studenti diciottenni non hanno ancora visto i 500 euro stanziati per affinare la loro cultura. Ma forse, se per il barone De Coubertin l'importante non è tanto vincere quanto partecipare, per il "premier" Renzi l'importante non è tanto fare quanto annunciare. Quando si tratta, almeno, del lancio del peso. Il peso di una nuova spesa.
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Gli ironici arroganti

"Le sfiducie della minoranza - così, prendendo spunto dalle due presentate sui "casi  petrolio in Basilicata", il Ministro Maria Elena Boschi - sono un appuntamento fisso come la "Champions" calcistica".
Tre giorni fa, in polemica con la Procura di Potenza, il "premier" Renzi aveva detto che le sue indagini arrivano ogni quattro anni come le Olimpiadi". Gli ironici arroganti, invece, capitano quando capitano. E non sono neppure uno spettacolo.
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La "forza" di Bertolaso

"Se "Forza Italia" finisse di sostenermi - ha detto, senza mezzi termini, il candidato di Berlusconi a nuovo sindaco di Roma, Guido Bertolaso - andrei avanti con una mia lista civica".
Meno male che - come ha fatto sapere qualche giorno fa -  Bertolaso ha convinto sua moglie a votarlo. Così sarebbe sicuro di avere almeno due voti: il suo e quello della sua consorte buona di cuore.
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Il Grillo flambé

"Se la candidata del "Movimento 5 stelle", Virginia Raggi, non vince a Roma - ha promesso Beppe Grillo - mi do fuoco in piazza".
Ma il Beppe farebbe bene ad essere più cauto. A molti non dispiacerebbe un "Grillo flambé" in piazza del Campidoglio.
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