Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

domenica 9 novembre 2014

Al Pd non piacciono, di D'Alema, neppure i vini

"Il nuovo " vignarolo" Massimo D'Alema ha presentato nei locali del "Rome Cavalieri" - ospite di "Bibenda" e della "Federazione italiana sommellier" - i suoi quattro ottimi vini prodotti nella tenuta di Otricoli. Ingresso per l'assaggio, compresa una appetitosa pasta e fagioli, appena cinque euro".
Nessun collega di partito, benché ne fossero stati invitati molti, si è fatto vivo a questa presentazione. Mentre ha fatto il pienone la cena organizzata, a mille euro per persona, dal "premier" Renzi. Ora è perché vuoi mettere un rottamatore come il Matteo e un rottamato come il Massimo, un "premier" e un "vignarolo"? Oppure molti pd sono già  così su di giri che non hanno ritenuto dover esagerare anche con i vini di Otricoli? O hanno avuto il sospetto che nei loro bicchieri, per sottile vendetta, fosse stata mischiata qualche goccia di lassativo?
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Roma e il presidente della "Roma"

Il presidente della "Roma calcio", l'americano James Pallotta - ricevuto un giusto netto rifiuto, da parte del Ministro dei Beni culturali, Franceschini, all'idea di far giocare la squadra al Colosseo - ha buttato là un'altra "idea suggestiva": far giocare le partite, almeno quelle tra le migliori squadre europee, al Circo Massimo".
Il presidente romanista James Pallotta, dunque, ha dovuto interrompere i contatti per l'ingaggio del noto centravanti di sfondamento Spartacus da esibire al Colosseo. Ora però, sperando di ottenere il Circo Massimo, ha subito allacciato i contatti con il velocissimo esterno Ben Hur. Auguri.
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sabato 8 novembre 2014

Un incredibile schiaffo a 800 lavoratori

"Ottocento lavoratori della "De Tomaso" di Grugliasco e  di Livorno - da due mesi in cassa inegrazione con regolare decreto del Ministro del Lavoro, Poletti - non hanno ancora visto un euro".
Il moivo sarebbe  - come sembra - che il pur regolare decreto del Ministro Poletti non avrebbe ricevuto la necessaria "bollinatura" della Ragioneria dello Stato  e, di conseguenza, la firma del Ministro dell'Economia, Padoan. Ma perché? Perché il pur regolare decreto del Ministro Poletti si sarebbe perso tra Ragioneria e Ministero. Come così sempre sembra. A meno che la Ragioneria non tenga tutto fermo per mancanza di coperture. Nell'un caso o nell'altro, comunque, si tratterebbe di un fatto gravissimo. E di un intollerabile schiaffo a ottocento lavoratori disperati. Ancora vergogna.
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Basta con i giochetti

"Sulla legge elettorale - ha fatto sapere, a Silvio Berlusconi, Matteo Renzi - o si chiude l'accordo entro domenica sera o io, tanto, ho i numeri per proseguire senza "Forza Italia"".
Più che un "ultimatum" vero e proprio, però, un tentativo di "bluff". Perché Silvio Berlusconi, come in verità Matteo Renzi, sa benissimo che, senza "Forza Italia", i numeri non ci sono proprio. I "grillini", dopo un primo timido "vediamo un po' ", hanno poi subito fatto marcia indietro e hanno fatto sapere di non voler vedere più niente. La "Lega nord", su cui il "premier" aveva fatto un azzardato pensierino, ha confermato che della legge elettorale - parole del segretario Matteo Salvini - " non gliene frega proprio niente". Il "Nuovo Centro Destra" è in fibrillazione per via di quel minimo di soglia fissata ad un 5% che difficilmente, specialmente nella eventualità di elezioni prossime, sarebbe in grado di raggiungere. Senza contare i non pochi "gufi" all'interno del  Pd. E dunque, più che numeri, numeretti. Una "fuffa" con la quale il "premier" Renzi potrebbe anche proseguire, ma per ritrovarsi davanti ad un muro in mezzo alla strada. O davanti  a un campo di calcio sul quale giocare un torneo a cinque (comprese le riserve). Ma allora? Allora al buon cuore, anzi al senso di responsabilità, di Silvio Berlusconi e di Matteo Renzi. L'Italia non è più in grado di sopportare altri giochetti sulla sua pelle. Nè di destra né di sinistra.
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La sferzata di Visco

"E' importante completare l'apparato repressivo - ha sferzato il Governatore della Banca d' Italia, Ignazio Visco - con strumenti normativi che assicurino la possibilità di perseguire più efficacemente la corruzione e l'evasione fiscale".
Si spera che, a Palazzo Chigi, non sia risuonato l'ormai famoso "Ignazio Visco chi?"
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Ma che razza di sindaco?

"Il sindaco di Roma, Ignazio Marino - dopo avere lasciato la città in pieno allarme rosso - si era detto costretto a partire per Milano in quanto l'assemblea dell' "Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia" avrebbe dovuto assumere importanti decisioni ed eleggere il nuovo Presidente".
Già abbastanza discutibile. Intollerabile, invece, che il sindaco Marino, una volta esperito questo suo "irrinunciabile compito milanese", non sia ripartito subito per quella "sua" Roma che stava affondando sotto un terribile nubifragio portatore di allagamenti in alcune zone anche pericolosi, numerosi blocchi stradali, inagibilità di metropolitane, crolli (perfino nel muro della storica Porta Pia), stragi di alberi (perfino quell' "alberone" che era sempre stato uno dei simboli della città, anche se  lui, da buon genovese, che ne può sapere?), invece di avere insomma rispettato l'impegno di essere "pronto a tornare subito in caso di emergenza", se n'è andato a mangiare, tranquillo e rilassato, in un "sushi bar" alla moda in una delle zone più "chic" di Milano. Poi a Roma con calma. E nemmeno per andarsi a sincerare di quanto era accaduto, in sua assenza, nelle zone più colpite. Non con la sua amata bicicletta, per carità. Ma neppure su un anfibio dei Vigili del fuoco. Ignazio Marino: ma che razza di sindaco è?
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Salvatore e Antonio

"Salvatore Tufaro, elettricista pensionato - a Lucca Sicula, in provincia di Agrigento - non è riuscito a pagare le due ultime rate dell'acqua e, quando gli addetti sono andati a suggellargli il contatore, è stato colto da infarto ed è morto".
Invece ad Antonio, quel senatore Razzi eletto chissà perché e chissà  da chi alle ultime elezioni, invitato a partecipare al "Grande fratello", stava intanto precisando agli organizzatori: "Si può fare, ma non mi dimetto da Palazzo Madama perché lì lo stipendio è buono e sicuro". Un Salvatore e un Antonio, dunque, due destini totalmente diversi. Uno cinico e baro, l'altro da figlio dell' "Italia dei cachi".
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venerdì 7 novembre 2014

Le "crepes" di Renzi

Mi hanno tirato le uova - ha commentato i lanci rimediati all' "Alcatel" di Vimercate, il "premier" Renzi - Pronto a farci le "crepes"".
Ora è confortante che un Capo di Governo, di fronte alla difficile situazione economica e sociale del Paese, non stia lì a piangerci su e basta. Ogni cosa, però, ha un limite. E quella sulle "crepes", più che una "battuta", è finita per rivelarsi una "botta di cinismo", Perché, a lanciare le uova all'"Alcatel" di Vimercate, non era un gruppo di goliardi carnescialeschi, ma un gruppo di lavoratori rimasti senza occupazione e senza una seria garanzia di riaverla. Persone da rincuorare, insomma, non da ridere loro in faccia.
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Un Matteo giù e un Matteo su

"Nei primi sette giorni di novembre - secondo un sondaggio Ixè-Agorà - il consenso di Matteo Renzi è diminuito di un altro punto, ma è invece salito di un altro punto quello del "leghista" Matteo Salvini".
Per un Matteo che va giù, dunque, un Matteo che va su. Ma non è la stessa cosa. E potrebbe cominciare ad essere, per molti, preoccupante.
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Arroganze

"Le multe che ho evitato di pagare per la mia auto? - si è stizzito il sindaco di Roma, Ignazio Marino - Ci sono problemi ben più seri di cui occuparsi".
Non c'è dubbio che, data la situazione di Roma in continuo degrado, ci sarebbero problemi più seri di cui occuparsi. Il fatto, però, è che il sindaco Marino non è capace di occuparsene. Ma, poi, non è che il non pagare le multe dovute, da parte di un sindaco, sia una bazzecolina così. Perché un sindaco, chiaramente, dovrebbe dare il buon esempio. E, invece di rispondere con stizza arrogante, chiedere scusa ai cittadini.
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giovedì 6 novembre 2014

Boeri chi?

"E' paradossale - ha scritto Tito Boeri, prorettore alla "Bocconi" di Milano, a proposito dell'annunciato aumento della tassazione dei fondi pensione dal 20 al 26% - colpire coloro i quali hanno fatto, in passato, ciò che maggioranza e minoranze hanno chiesto loro e, cioè,  mettere il Tfr in questi fondi".
Sembra che qualcuno, a Palazzo Chigi, abbia commentato: "Boeri chi?"
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Il 15 febbraio di Silvio

"La fine dello svolgimento dei servizi sociali - dato il comportamento tenuto - dovrebbe essere anticipato al 15 febbraio prossimo".
Lo ha ipotizzato il giudice di sorveglianza? No. Se lo è anticipato Silvio Berlusconi al quale, evidentemente, lo ha suggerito l'uccellino. O il fedele cagnolino Dudù.
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Dalle auto agli aerei

"Luca Cordero di Montezemolo è stato indicato all' assemblea dei soci - dal Consiglio di amministrazione - quale presidente della nuova "Alitalia"".
Complimenti vivissimi. L'augurio, tuttavia, è che, una volta in carica, non rallenti gli aerei "Alitalia" come accaduto, ultimamente, con le "Ferrari" di "Formula 1".
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mercoledì 5 novembre 2014

Scandalo Renzi-Berlusconi

"Pranzo di lavoro Renzi-Berlusconi - a Palazzo Chigi - per cercare un'intesa sulle questioni più delicate del momento".
Le minoranze del Pd e di "Forza Italia", però, sono entrate subito in agitazione. "Non solo continuano a vedersi - viene ritenuto lo scandalo - ma, ora, vanno anche a pranzo insieme". Figurarsi che cosa accadrebbe, se Renzi e Berlusconi, uno di questi giorni, andassero insieme al cinema o allo zoo comunale.
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Il cieco dei pesci

"Come spinava e puliva il pesce lui - al mercato "Ballarò" di Palermo - nessun altro mai. E, al suo banco, sempre la fila".
Ora, però, la Guardia di finanza ha accertato che l'abile pescivendolo stava percependo da anni, dall'Inps, due pensioni: una per cecità assoluta e una per accompagno. Una truffa, fino ad oggi, calcolata in circa 70 mila euro. Che ora, naturalmente, dovrà restituire con gli interessi. Spontanea però, ancora una volta, la domanda: ma perché, in casi del genere sempre più frequenti, non si fa mai cenno a quanto saranno condannati a pagare, non solo in danaro, coloro i quali hanno favorito, con falsi documenti e false attestazioni mediche, la vergognosa truffa di turno? Oppure costoro non sono mai chiamati a pagare? Sarebbe il caso che, per rassicurare i cittadini onesti, qualcuno si degnasse di rispondere.
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