Benvenuti

"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

mercoledì 5 novembre 2014

"Cow boy" alla salentina

"Metteva un bidone - accanto ad uno dei suoi pastori - e, poi, cominciava il tiro a segno. Uno perché si vantava di prendere il pastore solo di striscio. Due perché si divertiva a vedere, ogni volta, il pastore terrorizzato. Finché un giorno, però, il pastore non lo ha preso di striscio, ma in piena fronte e lo ha ucciso".
Non è accaduto in una fattoria dell'americano Far West armato fino ai denti. E' accaduto in una masseria dell'italico Salento. Salento, terra di ulivi, di mandorli e di orchidee. Ma, allora, anche di qualche pazzo "cow boy".
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martedì 4 novembre 2014

Il lunedì dei parassiti

"Il decreto che sto per illustrarvi - ha esordito, nell'aula di Montecitorio, il sottosegretario Cosimo Ferri - rappresenta un primo passo importante non esaustivo, ma indispensabile per avviare un percorso che riesca ad invertire quel "trend" negativo su cui si è avvitata la Giustizia italiana".
Ebbene, quanti deputati erano lì ad ascoltare questo decreto non certo di poca importanza? Forse una decina. In un'aula vergognosamente deserta in ogni settore. A testimonianza, ancora una volta, di quanto gli italici deputati se ne infischino dei doveri del loro ruolo e delle questioni anche più delicate ed urgenti del Paese. Dice: ma era di lunedi. Dopo il sabato dedicato a Ognissanti e la domenica dedicata alla commemorazione dei defunti. Certo. Ma il lunedi successivo, quest'anno, si sarebbe potuto dedicare, allora, alla celebrazione dei parlamentari parassiti ed ignavi.
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Alla scoperta del vero Renzi

"Il Capo del Governo - si è detto convinto, all'ultima assemblea di Confindustria, il presidente Giorgio Squinzi - non manca di coraggio e di capacità". "Se davvero avesse gli attributi - si è detto invece convinto, fuori dai locali dell'assemblea di Confindustria, il senatore pd Massimo Muchetti - passerebbe in mezzo ai lavoratori che protestano come faccio io".
In quale, nelle due opposte convinzioni, la verità? Non resta che attendere la risposta, con i fatti, del Capo del Governo. E dei suoi attributi.
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Spaccature

"C'è un disegno - ha lanciato l'allarme il "premier" Renzi - per spaccare in due l'Italia".
L'augurio è che non sia davvero così. E che, soprattutto, il disegnatore non sia lo stesso che, intanto, ha spaccato in due il Pd.
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Bruno e Francesca

"Bruno Vespa - nel suo nuovo libro "Italiani voltagabbana" - ha dedicato un lungo capitolo nel quale Francesca Pascale racconta come abbia conquistato Silvio Berlusconi: dal primo incontro da lei fortemente voluto alle telefonate sempre più ricorrenti, dalle resistenze sempre più fievoli di lui all'intimità attuale della sua storia d'amore".
C'è però, nel suo lungo capitolo degno di "Grand Hotel", una "chicca" che il furbo Bruno Vespa ha voluto evidenziare. "Io avevo preso a chiamare Silvio "Amore B." - si è fatto confidare dalla tenera Francesca - ma a lui "B." non piaceva e, così, ora lo chiamo solo "Amore". Che cosa non si fa pur di vendere un libro. Anche da uno come Bruno Vespa. Il quale conosce bene, comunque, gli italiani. "Voltagabbana", sì, ma anche "guardoni".
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lunedì 3 novembre 2014

"Tana" a nove Regioni

"La Corte dei conti - che, da quest'anno, ha il potere di controllare i bilanci delle Regioni - ha scoperto gravi anomalie e incredibili trucchi in quelli di Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Calabria, Basilicata, Sicilia e Sardegna".
Regioni, dunque, come un banchetto stradale di "carta vince, carta perde". Vergognoso. Profondamente vergognoso. Anche alla luce del duro tentativo di opporsi ai tagli chiesti dal Governo ai loro sprechi più che palesi.  E al ricatto di far ricadere i tagli, eventualmente, sui servizi da assicurare per legge ai cittadini. Regioni, allora, o associazioni senza scrupoli?
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Matteo l'allievo

"Matteo Renzi - si è vantato, in una intervista al quotidiano "Libero", l'ex "margherito" Francesco Rutelli - è un mio allievo".
Matteo Renzi, però, sarà d'accordo? Difficile. Lui, infatti, è convinto di essere nato "imparato".
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Matteo il maestro

"Quando uno di noi Ministri vuole dire qualcosa - ha confidato, al "Corriere della sera", la titolare del Dicastero degli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta - alza la mano e Renzi lo fa parlare".
Gistamente. Da bravo maestro. Per evitare che, parlando i Ministri tutti insieme, il Consiglio diventi una specie di pollaio. Coprendo, oltretutto, il "chicchirichì" del gallo.
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domenica 2 novembre 2014

I sonni di Matteo

"Vogliono andare con la sinistra radicale? - ha sparato la sprezzante bordata, nei confronti dei suoi oppositori interni, Matteo Renzi - Facciano pure. Non perderò il sonno per questo".
Un po' più di cautela, tuttavia, non sarebbe male. Questa settimana, intanto che dormiva tranquillo, Matteo Renzi ha infatti perso sette punti di popolarità personale.
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Meglio di Pulcinella

"Tra poche ore - anche se la maggioranza dei cittadini non lo sa - una pattuglia di vigili urbani, di agenti di polizia, di carabinieri potrebbe fermare l'automobilista e chiedergli, ai sensi di una legge del 2010, se stia guidando da oltre trenta giorni consecutivi la vettura intestata ad altri. Nessuna paura, però: basterà rispondere no perché la severa legge non ha previsto l'esibizione di alcuna prova. Un no, dunque, e buon proseguimento di giornata".
Incredibile. Come incredibile è il fatto che questa legge, prima di esserne sancita l'effettiva entrata in vigore dal 3 novembre, ha atteso anni per vedersi dotata delle necessarie circolari esplicative. Due anni per una prima circolare che - seppure "arricchita" di 47 pagine e 9 allegati, moduli da compilare, bollettini naturalmente da pagare e comunicazioni da effettuare tassativamente entro trenta giorni - alla fine non è stata ritenuta sufficientemente esaustiva. E, così, via ad un altro anno e mezzo per una seeonda circolare esplicativa - esplicativa, cioè, della prima - "arricchita", questa volta, di appena 18 pagine e due allegati. E che però, necessariamente, non sarà ancora l'ultima. Ora, infatti, si è in attesa di una terza circolare esplicativa - esplicativa delle prime due - per far sapere come si dovrà dimostrare, veramente, se si è alla guida di un'auto altrui da oltre trenta giorni consecutivi. La nuova disposizione, tuttavia, è ormai ugualmente al via. E i cittadini, intanto, saranno creduti sulla parola. Nemmeno Pulcinella sarebbe stato capace di un capolavoro simile.
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Niki su e giù dal cavallo

"Il "leader" di "Sinistra Ecologia Libertà", Niki Vendola - fino a tutto maggio 2013 - aveva tra l'altro giudicato così Matteo Renzi: "E' solo un giovanotto spavaldo con una crisi di nervi... E' un uomo che non ha la cultura del rispetto delle regole". Un mese dopo, però, l'improvvisa folgorazione: "Renzi è una risorsa per il centrosinistra... perché ha la forza di incarnare la rottura generazionale di cui ha bisogno il Paese". Ma, poi, la folgorazione è durata poco più del tempo di un battito di ali di farfalla e, ora, ecco di nuovo Niki Vendola: "Con Renzi è al potere l'ipocrisia... Matteo ha dissipato un intero patrimonio di credibilità, di speranze, di consensi... Il suo stile di assoluta supponenza nei confronti delle minoranze mostra un problema culturale più che politico... Deve smetterla con la caricatura delle minoranze"".
Niki Vendola ieri, dunque, Niki Vendola oggi. E Niki Vendola domani? Il personaggio è così umorale che appare difficile fare una qualsiasi previsione. Cadrà di nuovo da cavallo sulla via della Leopolda? O, questa volta, manterrà salde le redini fino a raggiungere la sua "Damasco di sinistra" da contrapporre all'impero renziano? Ma mantenersi in sella o no, forse, dipenderà anche dalla forza del vento che tirerà nei tempi che verranno.
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Il ritorno all'arena dei gladiatori

"Il Ministro dei Beni  e delle Attivià culturali, Dario Franceschini - raccogliendo una proposta del  noto archeologo Daniele Manacorda - vorrebbe ricostruire, al Colosseo, la grande arena dei gladiatori".
Turisticamente valido. Ma, eventualmente, anche politicamente utile. Renzi contro Landini, Fitto contro Verdini, Alfano contro Berlusconi, Vendola contro Poletti, perfino Santanché contro Serracchiani, Grillo contro tutti. E così via. Per uno spettacolo senza mai interruzioni e senza mai fine. Addirittura dal vivo. E magari anche gratis.
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sabato 1 novembre 2014

Paolo Gentiloni e i due marò

"Ho telefonato ai due nostri marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone - ha fatto sapere il neoministro agli Esteri, Paolo Gentiloni - per rinnovare loro la continuità dell'impegno del Governo"
Più che apprezzabile la telefonata. Sarebbe stato più rassicurante, tuttavia, se il neoministro Gentiloni, più che la solita stanca continuità, avesse garantito, ai due marò, un impegno finalmente vigoroso del Governo. Anche perché l'India non può continuare a mancare di giustizia nei confronti di Massimiliano Latorre e di Salvatore Girone, ma anche di rispetto nei confronti dell'Italia.
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"Fiducite"

I voti di fiducia richiesti dal Governo - ha ricordato il costituzionalista Michele Ainis su "L'Espresso" - sono stati, in media, uno almese con Enrico Letta, con il Prodi due e con il Berlusconi quattro, si sono impennati a tre con Monti, sono schizzati a 3,2 con Renzi".
Un baldanzoso Matteo, dunque, così ansioso da avere invece continuamenete bisogno della fiducia parlamentare? Le stranezze dell'italica politica. E in attesa, a Montecitorio, del voto di fiducia numero 26: quello che verrà chiesto, fra circa un mese, sulla "Legge di stabilità". Sempre che, per caso, non ne spunti prima uno nuovo su qualcosa di nuovamente ansioso.
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Adeguamenti postali

"Dal primo dicembre prossimo - ha avvertito "Poste italiane" - scatterà un necessaio adeguamento".
Del numero dei postini i quali, invece di suonare due volte al giorno, suonano ormai, se va bene, due volte alla settimana? Macché. Il necessario adeguamento tariffario nella spedizione delle lettere e dei pacchi. Come dire: ti servo peggio, ma ti faccio pagare di più. E, se non ti va bene, le lettere e i pacchi recapitateli da solo. Dal manuale del perfetto servizio pubblico.
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