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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

sabato 11 giugno 2011

Quando la Giustizia è ancora ferma alla lira

"Fra le pratiche per chiedere la separazione legale - è l'assurdo denunciato da alcuni legali - c'è il modulo nel quale l'assegno mensile di mantenimento da corrispondere da parte di uno dei coniugi all'altro, secondo decisione del giudice, viene indicato tuttora in lire".


In quelle lire, cioè, non più utilizzabili già dal marzo del 2002 e non in quegli euro che sono ormai l'unica moneta a corso legale. Perché? Forse perché il Ministero di Giustizia, troppo preso da questioni di altissimo livello, non ha ancora avuto il tempo di occuparsi di una bazzecola: far stampare i nuovi moduli nei quali la voce della defunta lira venga sostituita, finalmente, dalla voce del vivo e vegeto euro. Oppure perché il Ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha vietato la nuova stampa, al Ministero di Giustizia, per non aggravare pesantemente il deficit dello Stato!

giovedì 9 giugno 2011

La vergogna Battisti

"Il pluriomicida terrorista Cesare Battisti - è arrivata notizia dal Brasile - è stato negato alla Giustizia italiana ed è stato addirittura scarcerato".

"Viva la vittoria sempre", hanno subito esultato certi suoi amici italiani, francesi e sudamericani. Ma non certo ogni persona, in tutto il mondo, onesta e rispettosa del buon diritto. La quale, al contrario, starà già gridando "Abbasso il disprezzo più insultante di sottoscritti accordi internazionali", "Abbasso il comportamento più sprezzante nei confronti di un Paese definito amico", "Abbasso la più arrogante illegalità sottoscritta - attraverso i giudici della Corte suprema - dallo Stato brasiliano", "Abbasso l'impunità vergognosa concessa ad un comprovato terrorista pluriomicida che, tra l'altro, non si è neppure mai pentito dei suoi atroci crimini". E quanto a lui, all'assassinio seriale Cesare Battisti, il rinnovato disprezzo più profondo. Con la speranza - anche se, dato il personaggio, molto flebile o, addirittura, molto ingenua - che, una volta riacquistate ingiustamente la libertà e la sicurezza di non venire mai estradato in Italia per pagare i suoi orrendi delitti, avverta perlomeno quel minimo di dignità che lo induca a restarsene lontano dai suoi amati salotti pseudoletterari e dai suoi frequentatissimi ambienti del Brasile cosiddetto "bene". Ma sia spinto, finalmente, da un convincimento in verità improbabile: quello di starsene nascosto il più possibile (per vergogna, se non più per latitanza) e il più velocemente possibile cercare di sparire nel nulla almeno mediatico.

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Niki la volpe marina

"Mettiamoci tutti quanti in mare aperto - ha proposto Niki Vendola, leader della "Sel" - mettiamoci tutti quanti in mare aperto a guardare la scena nuova della politica".

Il consiglio spassionato, però, è di portare con sé un potente canocchiale. Per vedere meglio, da lì, che cosa continuerà tranquillamente a fare sulla terra ferma - scena della politica vecchia o nuova - il pur Cavaliere dimezzato Silvio Berlusconi. Un tipo, notoriamente, tutt'altro che contemplativo. E che, ognivolta va a mettersi in mare aperto, va a mettercisi in una delle sue "barche" non per filosofeggiare, ma per spassarsela allegramente.

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"Giallo piscine" a Filicudi

"A Filicudi, l'isoletta delle Eolie che fa parte del patrimonio dell'Unesco e che è sottoposta anche per questo a rigidissimi vincoli urbanistici - è accaduto tempo fa - Luca Barbareschi aveva costruito una grande piscina in uno dei punti più panoramici. L' Ufficio urbanistico del Comune di Lipari aveva però accertato che questa piscina era stata realizzata abusivamente, era scattata la denuncia alla Procura competente e, successivamente, un'ordinanza di demolizione con il relativo invito a ripristinare, entro novanta giorni, lo stato originario dei luoghi".


Ma che cosa è successo da allora? E' successo che la piscina non è stata demolita e lo stato dei luoghi non è stato ripristinato né entro i novanta giorni prescritti né mai. E' infatti successo che Luca Barbareschi, per perorare la sua causa, si è rivolto alla Soprintendenza di Messina e la Soprintendenza di Messina, sorprendentemente, ha sentenziato che la piscina "barbaresca" è del tutto compatibile con il paesaggio e, quindi, ha di fatto sanato l'abuso. Ma il Comune di Lipari e la competente Procura saranno d'accordo con questa sanatoria di fatto che è venuta a calpestare le loro deduzioni e le loro azioni sanzionatorie? Intanto, comunque, la stessa Soprintendenza di Messina ha negato la costruzione di una piscina ad un altro "poveraccio" che voleva costruirla sempre a Filicudi. Quel "poveraccio", forse, avrà pure i miliardi e però, magari, accumulati non con lo spettacaolo e con la politica, ma con il commercio di salumi e formaggi. E, soprattutto, non si chiamerà Luca Barbareschi, ma - chissà? - Pasquale Provoli.


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Meglio l' "Azienda lumache italiane"

"Una fattura spedita per posta prioritaria dal centro alla periferia di Torino (totale quattro chilometri) è stata recapitata - si è indignato in una e.mail a "Panorama" il signor Paolo Allegri - dopo ben dodici giorni".

La povera fattura, insomma, ha proceduto verso l'agognata meta alla folle velocità di 333 metri al giorno. Sarebbe arrivata certamente prima, se il signor Paolo Allegri l'avesse affidata, anzichè all'azienda "Poste italiane", all'"A.l.i." (l' "Azienda lumache italiane").

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Annalena dell'incoerenza

"Non amo gli stravaganti vestiti di Formigoni - ha scritto, nella sua rubrichetta in fondo a un settimanale di grande tiratura, Annalena Benini - ma, parafrasando il grande cartone animato "I Griffin", darei la vita per consentirgli di indossarli". "Formigoni - ha poi aggiunto qualche riga più giù - dice che ne ha un armadio pieno..., ma nessuno ha un cerino acceso da far cadere accidentalmente in quell'armadio?"

Come spesso le accade, dunque, Annalena Benini non ha affatto le idee chiare. Insomma vorrebbe dare perfino la sua vita per permettere a Formigoni di indossare le sue effettive stramberie e subito dopo, però, cerca chi possa dare fuoco al suo armadio di vestiti? Se qualche lettore del settimanale dovesse leggere per caso la sua rubrichetta, molto probabilmente non esiterebbe a mandarcela. A mandarla al supermercato per acquistare, almeno, tre chili e mezzo di coerenza e altrettanti di serietà.

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lunedì 6 giugno 2011

"Mani pulite" 2

"All'ingresso del Tribunale di Milano in Via Freguglia - è stato notato - da qualche giorno fa bella mostra di sé un "dispenser" di schiuma germicida"


Mani pulite 2...

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Aveva detto (1)

"Tutti - ha detto e continua a dire il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - devono sentire il dovere di andare a votare il referendum contro il nucleare".

Ma il segretario del Pd, Pierlugi Bersani, il 13 novembre 2007 - in un colloquio con Samuel Wright Bodman, allora ministro Usa per l'energia - aveva pubblicamente e testualmente detto: "Il referendum del 1987 sul nucleare ha soltanto sospeso e non chiuso i piani nucleari dell'Italia. L'Italia non è fuori dalla produzione di energia atomica". Ops!

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Aveva detto (2)

"Sì - ha detto, subito dopo la sua elezione a sindaco di Napoli, l'ex magistrato Luigi De Magistris - negli ultimi mesi ho molto apprezzato la convinta difesa della Costituzione attuata da Napolitano di fronte a tutti i tentativi di volerla demolire".

Ma il neosindaco di Napoli ed ex magistrato Luigi De Magistris, non più di un anno fa, aveva pubblicamente e testualmente detto: "Napolitano, secondo me, non difende in modo adeguato la Costituzione. No, non sono contento di come interpreta il suo ruolo. Abbiamo un Capo dello Stato del tutto inadeguato". Ops!

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Aveva detto (3)

"De Magistris - ha detto, in questi ultimi giorni, l'onorevole Umberto Ranieri - è portatore di una strategia e di idee che consentiranno a Napoli di uscire da questa maledetta emergenza".

Ma l'onorevole Umberto Ranieri, non più di sei mesi fa, aveva pubblicamente e testualmente detto: "Quanto a De Magistris, ho la sensazione che, non essendo in grado di cimentarsi con i problemi di merito di Napoli, ricorra a calunnie e ad un comportamento vile". Ops!

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Le scuse pelose di "Poste italiane"

"Chiediamo scusa - continuano a dirsi contriti a "Poste italiane" - per i disagi che stanno avvenendo dal primo giugno ai nostri sportelli".

Disagi, però, per l'ennesima volta non da poco. Che meriterebbero, oltre alle più o meno sinceramente contrite scuse, un impegno finalmente serio: dedicare la propria attività ai servizi istituzionali (conti correnti, vaglia, telegrammi, raccomandate, pacchi, francobolli, raccolta e distribuzione della corrispondenza) e solo se avanzasse del tempo ad attività finanziarie e commerciali ormai di ogni tipo. Il contrario, insomma, di quanto sta avvenendo già da molto tempo.

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sabato 4 giugno 2011

Richiesta giusta, indirizzo sbagliato

"Come è potuto accadere - si sono indignati il senatore Giuseppe Lumia e l'onorevole Leoluca Orlando - che quattro pericolosi fiancheggiatori del boss Bernardo Provenzano siano stati scarcerati, dalla Corte d'appello di Palermo, perché non è stata ancora emessa la sentenza definitiva della Suprema Corte di Cassazione nei loro confronti? Lo chiediamo al Governo, al Ministro di Giustizia e al Ministro dell'Interno".

Giusta indignazione. Ma sarebbe stato più logico, più istituzionale - e anche più semplice - se la richiesta fosse stata rivolta al Presidente della Corte d'appello di Palermo (che ha scarcerato i quattro), al Primo presidente della Suprema Corte di Cassazione (una Sezione della quale, ritardando la sua sentenza definitiva, quella scarcerazione ha favorito) e, quale organo di autocontrollo, al Consiglio superiore della magistratura. Oppure la divisione dei poteri e delle competenze vale soltanto quando fa comodo a qualcuno?

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Pd: Lama chi?

"E' stato il "berlusconiano" Giuliano Cazzola - resoconto alla mano della Camera dei deputati - a commemorare il sindacalista comunista Luciano Lama a quindici anni dalla sua morte".

Non è stato, cioè, alcun rappresentante di quel Partito democratico che dal Partito comunista discende. E questo non può che sorprendere. A meno che il Partito democratico abbia scelto di non onorare quel suo pur prestigioso esponente per non irritare i suoi sempre più utili compagni di estrema sinistra. Quei compagni, i cui padri spirituali politici ebbero in odio la realistica ed onesta "leadership" sindacale di Luciano Lama e, nel 1977, arrivarono perfino a contestarlo duramente durante un dibattito all'Università di Roma, "Realpolitik" pd? Forse. Ma, forse, neppure Niccolò Machiavelli sarebbe arrivato a tanto.

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CSM d'oro

"Tra stipendi, gettoni, rimborsi e indennizzi - ha denunciato "L'Espresso" - i membri del Consiglio superiore della magistratura arrivano a guadagnare fino a 2700 euro ogni giorno di lavoro".

Per fortuna, allora, che - tra una norma e l'altra - sono riusciti a ritagliarsi solo dodici giorni di lavoro al mese per soli dieci mesi l'anno. Così, infatti, si limitano a guadagnare, al massimo, soltanto 324 mila euro l'anno. Chè, se lavorassero ventidue giorni al mese per undici mesi - come in genere tutti i lavoratori - costerebbero allo Stato, cioè ai contribuenti, più di 650 mila euro l'anno. Per fare, poi, che cosa?

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Le dimenticanze di Adriana

"Ho presentato una proposta di legge - ha fatto sapere la fondatrice del movimento "Io Sud", la senatrice Adriana Poli Bortone - per l'istituzione di tre nuove Regioni: Salento, Romagna (staccandola dall'Emilia) e il cosiddetto Principato di Salerno"

Il cosiddetto Principato di Salerno? Peccato, allora, che la senatrice Poli Bortone abbia dimenticato di includere, nella sua proposta di legge, anche il cosiddetto Ducato di Roccasecca e il cosiddetto Contado di Canicattì. E alla faccia, comunque, di chi vorrebbe eliminare, per risparmiare, le Provincie.

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