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"Fatti e misfatti" è una puntuale selezione di episodi e di protagonisti che in Italia - ma anche nel resto del mondo - si sono distinti, si stanno distinguendo o si distingueranno "in modo particolare" e che tuttavia sono stati, sono e saranno troppo spesso ignorati o sottovalutati dagli organi di informazione. Pane al pane, senza alcuna appartenenza politica, con il solo referente della verità. Una verità che potrà essere velata di una profonda amarezza o sostenuta da una feroce ironia, mai però intrisa di facile qualunquismo.

domenica 13 febbraio 2011

Figlie, papà e "papi"

"Mia figlia - ha innalzato il cartello un cinquantenne partecipante ad una manifestazione anti-Berlusconi - non te la prendi".
Legittimo e deciso avvertimento di padre. Ma occorrerebbe sapere se sua figlia è d'accordo. Perché una volta, sì, tutte le figlie, nel bene o nel male, ubbidivano ai papà. Oggi, invece, molte ubbidiscono solo ai "papi".
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martedì 8 febbraio 2011

Al di sopra del Capo dello Stato

"L'esercizio del diritto costituzionale a manifestare pacificamente - ha ammonito il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo i tafferugli in prossimità della villa di Silvio Berlusconi ad Arcore - non deve degenerare in inammissibili disordini e scontri provocati da gruppi estremisti".
Berlusconi o non Berlusconi, ammonimento giusto ed opportuno. Solo che il Presidente della Repubblica in quanto garante della Carta costituzionale è stato incredibilmenete snobbato in quanto Presidente dell' organo supremo dei magistrati. Il giudice per le indagini preliminari di Monza, cui è toccato occuparsi dei tafferugli in prossimità della villa di Arcore, ha infatti subito scarcerato i due giovani arrestati e denunciati dalle forze di polizia in quanto - ecco il punto in contrasto con il Presidente Napolitano - "il loro ruolo nei disordini non è stato connotato da particolare gravità". I due giovani, così, sono stati rimessi in libertà e, insieme ai loro "compagni di disordini e di scontri" che li stavano aspettando, hanno lietamente brindato a spumante. Alla faccia non tanto di Silvio Berlusconi quanto della Carta costituzionale e della Giustizia giusta. Soprattutto di un Presidente della Repubblica smentito e scavalcato.
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Mele e discorsi a pera

"Non siamo stati noi a scegliere di far parte dell'Italia - ha dichiarato Luis Durnwalder, Presidente della Provincia autonoma di Bolzano - e, quindi, nessuno "stand" del "Made in Alto Adige" alla "Mostra delle Regioni" che sarà allestita, a Roma, in occasione dei 150 anni dell'unità".
Peccato. Verranno infatti a mancare, alla "Mostra delle Regioni" in occasione dei 150 anni dell'unità, non solo le saporite mele del Trentino Alto Adige, ma anche gli sciapi discorsi a pera del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano.
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Il campionato di calcio falsato da Ruby

"Stiamo pagando in campionato - si va mormorando negli ambienti del "Milan calcio" - l' "effetto Ruby".
Ma perché queste mormorazioni? A meno che la prorompente Ruby, ogni volta che usciva dalla villa di Arcore, non entrasse nelle ville dei calciatori del "Milan calcio".
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Il fine ha giustificato il mezzo?

"Non conosciamo alcuna signora Marilena Iannotta e non abbiamo ucciso il suo cane - si è infuriato il sindaco di Reconvilier, Flavio Torti - e, dunque, basta con queste accuse contro di noi lanciate su Internet".
Internet bugiarda, dunque? Sì, secondo il sindaco di Reconvilier. Il quale, tuttavia, non ha potuto smentire l'esistenza di una norma cantonale del 1904 che prevede davvero, in caso di mancato pagamento della tassa di proprietà di un cane, il suo abbattimento. E non ha potuto nemmeno smentire il fatto che, subito dopo la diffusione della notizia da lui bollata come falsa, molti proprietari di cani fino a ieri non registrati si sono affrettati a pagare la terribile tassa. Cosicché, a qualcuno, è venuto un dubbio birichino: sta a vedere che, per indurre a pagare i proprietari dei cani non registrati e non tassabili, sia stato un solerte impiegato del sindaco Flavio Tosi a diffondere, su Internet, la fantasiosa ma terrificante notizia del cane abbattuto poiché la sua padrona non aveva versato la tassa dovuta. Improbabile, ma non impossibile. E, semmai, neppure troppo condannabile. Non è stato un grande politico e stratega come Nicolò Machiavelli, d'altra parte, ad insegnare che "il fine giustifica i mezzi"?
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lunedì 7 febbraio 2011

Chi sbaglia chi?

"Basta con i furbi - si è indignato il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, in un incontro a Bologna con i giovani di "Generazione futura" - chi sbaglia paghi".
Giusto ed opportuno. Ma il Presidente Gianfranco Fini ce l'aveva con il signor Fini Gianfranco?
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A chi l'economia italiana?

"Per l'economia italiana - ha fatto sapere il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - non ci vuole un filosofo, un ragioniere come Tremonti, ma ci vuole un idraulico".
Un idraulico? Sì, un idraulico. Il segretario del Pd avrà certamente i suoi buoni motivi per una convinzione simile. Viene tuttavia da chiedersi: ma perché proprio un idraulico e non, ad esempio, un fabbro o un falegname?
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L' "en plein" del Primo maggio a Roma

"Autorità locali, regionali e statali - si è saputo - hanno già cominciato a ragionare su come fronteggiare il Primo maggio a Roma quando più di mezzo milione di persone parteciperà alla tradizionale "Festa del lavoro" in piazza San Giovanni e un milione di persone alla cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo secondo in piazza San Pietro".
Si starà a vedere quale magìa o quale miracolo scaturirà, alla fine, per fronteggiare quel prossimo specialissimo Primo maggio. C'è comunque da rallegrarsi, intanto, per il fatto che, sempre per quello stesso giorno, non siano stati organizzati anche un "derby" amichevole Roma-Lazio allo Stadio Olimpico e una "Sagra della porchetta" gratis al Circo Massimo.
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Eugenio, Oscar e l'acqua calda

"Wilde - ha tenuto a sottolineare il maestro di vita e di giornalismo Eugenio Scalfari - si sarebbe messo ad urlare di disgusto vedendo la Santanché e le vallette che popolano i palazzi e le ville dell' Amor vostro".
L' "Amor vostro", per capirsi, sarebbe Silvio Berlusconi. Intanto, però, perché Amor nostro? Il maestro di vita e di giornalismo, nel suo noto convincimento di onnipotenza, vorrebbe anche imporci, adesso, quali debbano essere i nostri amori? Ma, poi, bella scoperta dell'acqua calda. Oscar Wilde (Wilde, come lui lo menziona da intellettuale a intellettuale) aveva tendenze e gusti notoriamente contrari - per rimanere in campo letterario - a Gabriele D' Annunzio. E, quindi, certo che si sarebbe messo ad urlare vedendo la Santanché e certe provocanti vallette.
Come si sarebbe invece finemente compiaciuto vedendo - nulla da eccepire, per carità, perché ognuno è giusto abbia le sue tendenze e i suoi gusti - Vendola e certi valletti che popolano gli studi televisivi e i palcoscenici, magari, dell' "Amor suo". Suo di qualche collega maestro di vita e di giornalismo.
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Morte da cani

"Le autorità municipali di Reconviller - ha denunciato la signora Marilena Iannotta - hanno ucciso il suo cane perché lei non aveva pagato, per il suo possesso, i dovuti 50 franchi".
La moneta svizzera, evidentemente, va acquistando valore ogni giorno di più. Un franco, ieri, valeva più di un giovane abete che, per Natale, andava dunque abbattuto. Oggi vale già più un cane che, per una piccola somma evasa dalla sua padrona, va dunque abbattuto. Domani - chissà? - potrebbe arrivare a valere più di un immigrato africano che, per non avere trovato uno straccio di lavoro nella opulenta Confederazione, dovrebbe essere dunque abbattuto. In guardia, perciò, abeti, cani e immigrati africani: l'unico salvacondotto continuerà ad essere assicurato, soltanto, a chi non si stancherà di riempire i forzieri delle straricche banche a croce bianca su sfondo rosso. A riempirli, magari, con gli euro evasi agli Erari dei propri Paesi.
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venerdì 4 febbraio 2011

Dal Polo al Palazzo del ghiaccio

"Andando così le cose - si è compiaciuto il "leader" dell' "Alleanza per l'Italia", Francesco Rutelli - Udc, Fli e noi avremo il tempo di costruire il nuovo Polo".
Sarà interessante vedere, notoriamente già esistendo i due vecchi Poli regolamentari, in quale Palazzo del ghiaccio. E, poi, se Rocco Buttiglione sceglierà di presentarsi come un grosso candido orso, Pierferdinando Casini come una novella balena bianca, Gianfranco Fini come un granchio artico tenacemente attaccato alla banchisa e lui, Francesco Rutelli, come il solito pinguino eternamente pencolante.
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La democrazia della Fico

"Vado all' "Isola dei famosi" - ha annunciato Raffaella Fico, valletta di "Trasformat" su "Italia 1", ma soprattutto coinvolta nelle intercettazioni per il "caso Rudy" - e farò vedere a tutti chi sono".
Ove dovessero rispondere al vero certe indiscrezioni sulle indagini della Magistratura milanese, infatti, Raffaella Fico avrebbe già fatto vedere chi è, sul palcoscenico di Arcore, al Presidente del Consiglio e ad alcuni suoi intimi. Ora, però, vuole farlo vedere a tutti sul palcoscenico dell' "Isola dei famosi". Giusta e nobile decisione democratica.
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Se la signora Michela volesse dare davvero...

"Sento - ha fatto sapere la signora Michela De Paoli - che potrei dare qualcosa a questa società".
La signora Michela De Paoli, avendo vinto recentemente un milione di euro in una trasmissione televisiva a quiz, sembra avere sentito, in effetti, bene. E allora, ad esempio, potrebbe dare qualche centinaia di migliaia di euro a disoccupati, "barboni", anziani soli con pensioni da fame, ammalati gravi senza alcuna assistenza e a tanti altri diseredati dei quali poco o niente si occupa questa società. La signora De Paoli, sì, ha sentito in effetti bene. L'augurio è che ci senta bene anche da questo orecchio.
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mercoledì 2 febbraio 2011

Se adesso il giudice cerca i documenti nelle mutande...

"Tiri fuori queste benedette carte che il magistrato del Csm Matteo Brigandi le ha passato su quel "caso Bocassini" del 1982 - hanno pensato bene di consigliarle i carabinieri mandati a perquisire lei, la sua casa, i suoi computers e i suoi documenti - così facciamo presto e non ci si pensa più". "Ma io - ha ribattuto la giornalista Anna Maria Greco - non ho e non ho mai avuto carte passatemi dal magistrato Matteo Brigandi su quel "caso Bocassini" del 1982". "Cosicché - hanno riferito i giornali - la perquisizione è andata avanti e Anna Maria Greco è stata costretta perfino a denudarsi per dimostrare, ad un carabiniere donna in guanti di lattice, di non avere alcun documento nemmeno nel reggiseno e nelle mutande".
Per chi non ne fosse a conoscenza, il "caso Bocassini" del 1982 è quella denuncia a suo tempo sporta contro la nota magistrata in quanto sorpresa in "atteggiamenti imbarazzanti", in luogo pubblico, con un giovane giornalista, ma poi tranquillamente archiviata dal Csm di allora. Episodio che, ricordato sul suo quotidiano da Anna Maria Greco, ha suscitato l'immediata quanto violenta reazione partita dagli uffici di un pubblico ministero donna di Roma. E, a perquisizione infruttuosa eseguita, le immediate quanto legittime reazioni di condanna da parte dell'Ordine dei giornalisti e del mondo politico. Compresi due esponenti del Partito democratico. "Una perquisizione strana e preoccupante - ha detto l'onorevole Merlo - una brutta pagina per la democrazia". "Una perquisizione ingiustificata - gli ha fatto eco l'onorevole Gentiloni - che rischia di limitare la libertà di informazione". Ma c'è di più ed è strano che nessuno - magistrato, giornalista o politico - se ne sia ricordato. C'è che - dopo le famose sentenze Goodwin, Roemen e Tillak - l' Alta Corte di Strasburgo ha più volte ricordato che gli Stati nazionali sono obbligati ad adeguarsi ai suoi pronunciamenti e - in questo caso - ad evitare, per la tutela delle fonti di informazione, perquisizioni nelle redazioni e nelle abitazioni dei giornalisti. Ma allora? A questo punto, allora, almeno un magistrato dovrebbe avvertire il dovere - anzi l'obbligo - di intervenire penalmente nei confronti di quei colleghi i quali si sono sprezzantemente comportati - come altri in altre occasioni - in spregio ai pronunciamenti dell'Alta Corte di Strasburgo. Oltre che in spregio alla Costituzione italiana e alle italiche norme che garantiscono il segreto professionale dei giornalisti. Al rispetto dell'etica professionale e al principio dell'uguaglianza davanti alla legge. Insomma, ora, c'è qualche magistrato spinto a muoversi giustamente nei confronti di una sua collega che si è ingiustamente mossa? C'è un Csm pronto a prendere i provvedimenti che dovrebbero essere chiaramenete presi? L'augurio è che ci siano. Per non legittimare, se non altro, certi brucianti giudizi sulla Magistratura. La quale, se giustamente non vuole continuare ad essere indicata come un mostro - almeno in certi suoi settori e in certe circostanze - deve pur giustamente meritarselo. Sempre e "in toto".
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Da Fabrizio Corona a Thomas Mann

"Per il mio primo libro che uscirà in questi giorni - ha risposto, in una intervista, il "tuttofare" Fabrizio Corona - ho già incassato 70 mila euro di prevendita".
Complimenti a lui, al suo erudito editore e ai suoi sicuri lettori che avrà. Ma alla faccia di tanti scrittori che, davvero scrittori, quando decidessero di pubblicare un libro, non solo non riceverebbero un centesimo di prevendita, ma dovrebbero pagare loro, fino a 10 mila euro, per farselo pubblicare da un editore anche semisconosciuto. Non solo: scrittori veri che, una volta pagatisi la pubblicazione del loro libro, non lo vedrebbero comunque mai in libreria. A differenza del "tuttofare" Fabrizio Corona che avrà sicuramente l'onore - come capita, immancabilmente, a certi personaggi dello spettacolo e del "trash" con una loro operetta - di vedersi, in vetrina e sugli scaffali, accanto - tanto per dire - a Valerio Massimo Manfredi, a Umberto Eco, a Indro Montanelli, a Oriana Fallaci. Accanto, addirittura, a Thomas Mann e a Dante Alighieri.
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