venerdì 22 aprile 2016

Continua il macabro gioco sull' "assassinio Regeni"

"Il Ministero dell'Interno egiziano - replicando alla   indiscrezione di fonte  giudicata   sicura,   riferita  dall'agenzia di stampa "Reuters", secondo la quale il nostro giovane ricercatore Giulio Regeni sarebbe stato prelevato, sicuramente, dalle forze di sicurezza il giorno della sua scomparsa, ha seccamente replicato: "La nostra polizia non tortura"".
Primo: non è vero, come stanno  dimostrare numerosi episodi accertati, che la polizia egiziana non tortura. Secondo: quando la polizia non tortura in casa sua, sa benissimo  a chi affidare il "lavoro". Basta, allora, con le smentite offensivamente ridicole. E fuori, finalmente, la verità vera e ufficiale. Si sarà stancata, dei macabri enigmi del Cairo, perfino la Sfinge di Giza.
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