"Sono il più popolare - dice di avere appreso, da un sondaggio, il critico d'arte Vittorio Sgarbi - e, quindi, mi candiderò, in una lista civica alternativa ai partiti, come nuovo sindaco di Milano".
Ma se, poi, la sua popolarità non dovesse tramutarsi in voti? Per Vittorio Sgarbi sarebbe una dura coltellata al suo smisurato ego. Per gli elettori milanesi sarebbe l'urlante invettiva di "capre". E per Milano, si spera, un sindaco competente e normale.
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