"L'Unione europea - secondo il rapporto "Joint research center" pubblicato dal quotidiano "Financial Times" - era a conoscenza, già dal 2013, del pericolo per l'ambiente rappresentato da "software" e strumenti illegali usati per alterare i risultati dei test su eventuali inquinamenti".
Come mai, allora, non è intervenuta? Beh, giusto: doveva emanare norme sulla curvatura dei cetrioli e la grandeza dei pomidoro e non aveva tempo da perdere.
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