"Sono profondamente convinto - aveva scritto il 30 giugno 2010, sul quotidiano "L' ora della Calabria", il giudice Vincenzo Giglio - che le intercettazioni siano un mezzo indispensabile per la ricerca delle prove penali".
Mai convinzione fu più profetica. Il giudice Vincenzo Giglio, infatti, è stato appena arrestato dai suoi colleghi milanesi i quali lo hanno intercettato a lungo e hanno così potuto avere le prove penali del suo essere divenuto la "talpa" della 'ndrangheta nel Tribunale di Reggio Calabria.
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